Fiore papavero oppio

Piante da giardino

Papavero da oppio

Il papavero da oppio è coltivato in varie zone del mondo: possiede proprietà analgesiche ed i suoi semi vengono utilizzati come spezia.

di Redazione

03 gennaio 2017

L'irrigazione

Il papavero da oppio, che nella maggior parte dei luoghi è coltivato principalmente a scopo ornamentale, non necessita di cure eccessive; per quanto riguarda le irrigazioni, esse non devono essere frequenti, ma effettuate ogni 20-25 giorni circa, in modo che il terreno abbia il tempo di asciugarsi completamente tra un'annaffiatura e l'altra. Bisogna, ovviamente, regolarsi anche sulla base dell'andamento delle precipitazioni e somministrare alla pianta una minore quantità di acqua durante il periodo invernale. Sono assolutamente da evitare i ristagni idrici, molto dannosi per lo sviluppo e causa di marciumi: essi, provocati da un'umidità sovrabbondante, possono essere scongiurati distribuendo correttamente e con raziocinio le risorse idriche ed integrando con il terriccio materiali quali sabbia o argilla espansa.

La coltivazione

Questa pianta erbacea predilige terreni ben drenati e, possibilmente, con ph neutro o basico; in generale, tuttavia, sopporta facilmente condizioni poco tollerate da altre specie, come l'aridità e la presenza di calcare nel suolo. Si suggerisce di amalgamare il terriccio con torba e, come sottolineato in precedenza, con materiali che favoriscano il drenaggio, tra cui la sabbia. La messa a dimora va effettuata durante la stagione primaverile o autunnale; la coltivazione può avvenire sia in vaso sia in giardino. In quest'ultimo caso è opportuno praticare l'impianto dopo aver lavorato con attenzione il terreno, così da eliminare le erbe infestanti ed ammorbidire le zolle, creando condizioni ottimali per la crescita della pianta. Le buche vanno poste ad una distanza di circa 50 centimetri l'una dall'altra.

La concimazione

Essendo il papavero da oppio una specie a ciclo annuale, la concimazione va effettuata una sola volta, al momento dell'impianto; se quest'ultimo viene portato a termine in autunno, si raccomanda un fertilizzante povero di azoto, elemento che favorisce lo sviluppo delle parti vegetative e che quindi tenderebbe ad indebolire la pianta in vista del periodo invernale. In primavera, invece, l'azoto va bilanciato in maniera equilibrata con gli altri due macroelementi, il potassio ed il fosforo: il primo è indispensabile per l'assorbimento delle sostanze nutrienti e per l'aumento della resistenza al freddo, il secondo garantisce una rigogliosa fioritura ed aiuta il metabolismo. Nel concime adoperato non devono mancare, inoltre, microelementi come il ferro, la cui carenza determina la clorosi delle foglie, il magnesio ed il rame.

Esposizione e malattie

Per l'esposizione si suggerisce un punto luminoso, colpito direttamente dai raggi del sole; questa pianta può sopportare sia il caldo sia il freddo, purché non eccessivi, ma è importante che l'ambiente scelto per la coltivazione non sia caratterizzato da venti intensi, fonte di danno. Un altro pericolo è rappresentato da malattie fungine come l'oidio: esso è causato da un clima troppo umido ed è chiamato anche albugine o mal bianco, dato che si manifesta con una muffa biancastra che tende a ricoprire le foglie. Tale malattia debilita enormemente la pianta e richiede, per la cura, prodotti anticrittogamici specifici o rimedi naturali come il decotto d'equiseto o l'infuso d'aglio. Potrebbe essere necessario, per incentivare la ripresa dell'esemplare colpito, recidere o bruciare le parti malate.

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Domande frequenti

  • Come si regola l'irrigazione del papavero da oppio?
    L'irrigazione deve essere moderata e non frequente, intervenendo ogni 20-25 giorni circa. È fondamentale lasciare che il terreno si asciughi completamente tra un'annaffiatura e l'altra per prevenire i temuti ristagni idrici, che causano marciumi radicali. Durante l'inverno, la frequenza va ridotta ulteriormente in base alle precipitazioni naturali. Per migliorare il drenaggio, specialmente in vasi o giardini pesanti, è consigliabile miscelare al terriccio materiale come sabbia o argilla espansa.
  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno per questa pianta?
    Il papavero da oppio predilige terreni ben drenati, preferibilmente a pH neutro o basico (alcalino). Tuttavia, mostra una buona adattabilità e sopporta condizioni aride e la presenza di calcare nel suolo, fattori spesso critici per altre specie. Per ottimizzare la coltivazione, specialmente in vaso o in terreni compatti, si consiglia di amendare il substrato con torba e materiali drenanti come la sabbia, garantendo così un'ottima circolazione dell'aria e dell'acqua nelle radici.
  • Quando e come effettuare la concimazione?
    Essendo una specie annuale, la concimazione va eseguita una sola volta, al momento dell'impianto. Se la messa a dimora avviene in autunno, utilizzare un fertilizzante povero di azoto per non stimolare una crescita vegetativa eccessiva che indebolirebbe la pianta in inverno. In primavera, invece, optare per un concime bilanciato con azoto, potassio e fosforo, integrato da microelementi come ferro, magnesio e rame per prevenire clorosi e favorire la fioritura.
  • Cosa fare se compare l'oidio sulle foglie?
    L'oidio, o mal bianco, appare come una muffa biancastra dovuta a climi troppo umidi. Per contrastarlo, rimuovere immediatamente e bruciare le parti colpite per limitare la diffusione. Si possono applicare prodotti anticrittogamici specifici o rimedi naturali come il decotto di equiseto o l'infuso d'aglio. È essenziale correggere le condizioni ambientali, riducendo l'umidità e migliorando il drenaggio, poiché la prevenzione attraverso una gestione corretta dell'acqua è la strategia più efficace contro questa malattia fungina.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaErbacea annuale
EsposizionePieno sole, riparata dal vento
TerrenoBen drenato, neutro o basico, ricco di sabbia/argilla espansa
IrrigazioneModerata, ogni 20-25 giorni, evitando ristagni
ConcimazioneUna volta all'anno all'impianto, bilanciata N-P-K e microelementi
PotaturaNessuna specifica, eventuale rimozione parti malate
Malattie e parassitiMarciumi radicali da ristagno, oidio (muffa bianca)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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