Papavero da oppio

L'irrigazione

Il papavero da oppio, che nella maggior parte dei luoghi è coltivato principalmente a scopo ornamentale, non necessita di cure eccessive; per quanto riguarda le irrigazioni, esse non devono essere frequenti, ma effettuate ogni 20-25 giorni circa, in modo che il terreno abbia il tempo di asciugarsi completamente tra un'annaffiatura e l'altra. Bisogna, ovviamente, regolarsi anche sulla base dell'andamento delle precipitazioni e somministrare alla pianta una minore quantità di acqua durante il periodo invernale. Sono assolutamente da evitare i ristagni idrici, molto dannosi per lo sviluppo e causa di marciumi: essi, provocati da un'umidità sovrabbondante, possono essere scongiurati distribuendo correttamente e con raziocinio le risorse idriche ed integrando con il terriccio materiali quali sabbia o argilla espansa.
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La coltivazione

Papaveri oppio giardino Questa pianta erbacea predilige terreni ben drenati e, possibilmente, con ph neutro o basico; in generale, tuttavia, sopporta facilmente condizioni poco tollerate da altre specie, come l'aridità e la presenza di calcare nel suolo. Si suggerisce di amalgamare il terriccio con torba e, come sottolineato in precedenza, con materiali che favoriscano il drenaggio, tra cui la sabbia. La messa a dimora va effettuata durante la stagione primaverile o autunnale; la coltivazione può avvenire sia in vaso sia in giardino. In quest'ultimo caso è opportuno praticare l'impianto dopo aver lavorato con attenzione il terreno, così da eliminare le erbe infestanti ed ammorbidire le zolle, creando condizioni ottimali per la crescita della pianta. Le buche vanno poste ad una distanza di circa 50 centimetri l'una dall'altra.

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La concimazione

piante giardino fertilizzazione Essendo il papavero da oppio una specie a ciclo annuale, la concimazione va effettuata una sola volta, al momento dell'impianto; se quest'ultimo viene portato a termine in autunno, si raccomanda un fertilizzante povero di azoto, elemento che favorisce lo sviluppo delle parti vegetative e che quindi tenderebbe ad indebolire la pianta in vista del periodo invernale. In primavera, invece, l'azoto va bilanciato in maniera equilibrata con gli altri due macroelementi, il potassio ed il fosforo: il primo è indispensabile per l'assorbimento delle sostanze nutrienti e per l'aumento della resistenza al freddo, il secondo garantisce una rigogliosa fioritura ed aiuta il metabolismo. Nel concime adoperato non devono mancare, inoltre, microelementi come il ferro, la cui carenza determina la clorosi delle foglie, il magnesio ed il rame.


Papavero da oppio: Esposizione e malattie

Malattie papavero Per l'esposizione si suggerisce un punto luminoso, colpito direttamente dai raggi del sole; questa pianta può sopportare sia il caldo sia il freddo, purché non eccessivi, ma è importante che l'ambiente scelto per la coltivazione non sia caratterizzato da venti intensi, fonte di danno. Un altro pericolo è rappresentato da malattie fungine come l'oidio: esso è causato da un clima troppo umido ed è chiamato anche albugine o mal bianco, dato che si manifesta con una muffa biancastra che tende a ricoprire le foglie. Tale malattia debilita enormemente la pianta e richiede, per la cura, prodotti anticrittogamici specifici o rimedi naturali come il decotto d'equiseto o l'infuso d'aglio. Potrebbe essere necessario, per incentivare la ripresa dell'esemplare colpito, recidere o bruciare le parti malate.



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