Un esemplare di pianta nandina con le bacche rosse

Piante da giardino

Pianta nandina

La pianta nandina è una specie molto singolare che in alcuni paesi del mondo racchiude anche dei significati molto profondi. Coltivarla è semplice e non richiede particolari abilità. Scopri come fare in questa guida dettagliata su questa bella pianta da giardino.

di Redazione

24 novembre 2014

Pianta nandina caratteristiche

La pianta nandina è un arbusto sempreverde originario dell’Asia. La sua forma è tondeggiante, i fusti sono eretti e poco ramificati: le foglie sono grandi e pennate, costituite da piccole foglioline ovali o lanceolate, sottili, coriacee e di colore verde chiaro che d’inverno diventa arancio-rosso. Esistono anche specie ibride che hanno una colorazione rosso bronzea tutto l’anno. La pianta ha un portamento molto elegante e sinuoso: il fogliame cresce solo sulla parte superiore dei fusti, mentre la parte inferiore è spoglia. Dall’apparato radicale spuntano di continuo nuovi polloni, dunque la base della pianta risulta comunque sempre molto folta. In primavera la nandina produce dei fiorellini bianchi con antere gialle raggruppati in piccoli mazzetti; dopo i fiori spuntano delle bacche rosse che resistono fino alla fine dell’inverno.

Pianta nandina coltivazione

La pianta nandina è un arbusto rustico, dunque non teme il freddo, anzi, sopporta temperature molto rigide anche per lunghi periodi. Tuttavia vanno messe a dimora in zone soleggiate o a mezzombra. Possono stare anche in vaso, ma è consigliabile piantarle direttamente a terra perchè le radici producono continuamente nuovi germogli, dunque servirebbe un vaso molto grande o andrebbe rinvasata molto spesso. Questa specie predilige terreni sciolti, morbidi e molto drenati; non le serve un terriccio molto ricco, si accontenta del comune terriccio da giardino. Le nandine giovani devono essere annaffiate con regolarità durante i mesi estivi, ma tra un’irrigazione e l’altra bisogna sempre attendere che il terreno sia ben asciutto. Le piante adulte, invece, non necessitano di molta acqua: di solito è sufficiente l’acqua piovana anche se, nei mesi più caldi e nei periodi di siccità, è meglio annaffiarle ma senza mai esagerare ed evitando i ristagni.

Pianta nandina moltiplicazione e cure

La moltiplicazione della pianta nandina avviene normalmente per seme nel periodo primaverile. Tuttavia, è molto semplice creare nuove piantine asportando dei polloni che crescono di continuo sulla base della pianta. Bisogna prendere, però, solo i polloni con le radici già ben sviluppate. In alternativa si può procedere con una talea, asportando le cime dei fusti più sviluppati. Questa specie viene spesso colpita dagli afidi, soprattutto in primavera, mentre in estate sono gli acari ad annidarsi sotto le sue foglie: quando capita basta intervenire con un buon prodotto insetticida. Spesso, se l’inverno è molto rigido, la nandina può perdere le foglie ma ciò non causa danni permanenti, in primavera il fogliame tornerà rigoglioso. Alla fine della stagione fredda bisogna concimare gli arbusti, applicando alla base dei fusti dello stallatico o dell’humus o, in alternativa, del concime granulare a lenta cessione. La nandina non ha bisogno di essere potata, al massimo si possono eliminare i rami che portavano le bacche, dopo la caduta di quest’ultime.

Pianta nandina origini e usi

Quando la pianta nandina è ancora giovane assomiglia molto al bambù. Per questo motivo in Cina e in gran parte dell’Asia viene chiamata bambù sacro e viene coltivata come pianta ornamentale nei giardini che circondano i templi. In oriente è considerata una pianta porta fortuna dunque è molto diffusa, anche come pianta domestica. Viene molto usata per creare dei bonsai, ma questo uso è sconsigliato ai non esperti perché è difficile domare il suo folto fogliame. Un arbusto di nandina può crescere fino a 180 centimetri di altezza, per questo motivo viene spesso usata anche per creare delle siepi, magari mischiata con altre piante così da creare un contrasto di colori, visto che le sue foglie assumono un colore rossastro nei mesi invernali. Le varietà nane vengono invece utilizzate come piante da bordura ai piedi di altre specie ad alto fusto.

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Domande frequenti

  • La Nandina domestica teme il gelo invernale?
    No, la Nandina è un arbusto rustico che sopporta bene il freddo, anche per lunghi periodi. In caso di inverni particolarmente rigidi potrebbe perdere le foglie, ma non subisce danni permanenti: il fogliame tornerà rigoglioso e sano con l'arrivo della primavera. È quindi adatta alle zone climatiche temperate con gelate moderate.
  • È possibile coltivare la Nandina in vaso?
    Sì, è possibile, ma non è la soluzione ideale. Poiché la pianta emette continuamente nuovi polloni dall'apparato radicale, richiederebbe vasi molto grandi e rinvasi frequenti per contenere la crescita. Il consiglio principale è piantarla direttamente in terra, dove le radici possono espandersi liberamente e garantire una vegetazione sana e vigorosa senza stress idrico o spazio limitato.
  • Come si moltiplica correttamente la Nandina?
    Il metodo più semplice ed efficace è la divisione dei polloni. Basta prelevare i germogli laterali che spuntano dalla base della pianta, assicurandosi che abbiano già sviluppato un apparato radicale autonomo. In alternativa, si può ricorrere alla semina in primavera o alla talea apicale prelevando le cime dei fusti più sviluppati, sebbene la divisione garantisca risultati più immediati.
  • Quali parassiti colpiscono comunemente la Nandina?
    La pianta è soggetta principalmente agli afidi, specialmente nel periodo primaverile, e agli acari rossi, che tendono a nascondersi sotto le foglie durante l'estate. L'intervento risolutivo consiste nell'utilizzare prodotti insetticidi specifici quando si notano i primi segni di infestazione. Controllare regolarmente il fogliame aiuta a prevenire danni estetici e fisiologici alla pianta.
  • Serve potare la Nandina per mantenerla in forma?
    Generalmente la Nandina non necessita di potature regolari grazie al suo portamento naturale elegante. L'unica operazione consigliata è rimuovere, dopo la caduta delle bacche, i vecchi rami che hanno fruttificato per favorire lo sviluppo di nuova vegetazione. Eventuali interventi minori possono includere la pulizia dei rami secchi o danneggiati, ma tagli drastici sono sconsigliati.

Scheda Tecnica

Nandina domestica

Nome scientificoNandina domestica
FamigliaBerberidaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia orientale
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoSciolti, morbidi, ben drenati
IrrigazioneRegolare da giovane, moderata da adulta; evitare ristagni
FiorituraPrimavera (piccoli fiori bianchi)
AltezzaFino a 180 cm
ConcimazioneFine inverno (stallatico, humus o granulare lento)
PotaturaMinima, eliminare solo i rami fruttiferi esauriti
MoltiplicazioneSeme (primavera), polloni radicali, talea apicale
Malattie e parassitiAfidi (primavera), acari (estate)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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