Pianta sensitiva

Pianta sensitiva origini e caratteristiche

La pianta sensitiva viene anche chiamata mimosa pudica perché fa parte delle mimosaceae. Il suo nome non è stato scelto a caso: è sensitiva perché avverte quando la si tocca ed è pudica perché quando ciò avviene, essa si ritrae, o meglio, ritira le foglie che si ripiegano così su loro stesse. La sensitiva è originaria dell’America del sud e normalmente è un arbusto sempreverde che non raggiunge mai altezze considerevoli. I suoi fusti sono di un colore rossastro e i suoi rami non sono molto fitti: le foglie sono lunghe e formate da decine di foglioline più piccole, di forma tondeggiante e piatta, che si richiudono su loro stesse di notte oppure quando vengono toccate. Sono di colore verde chiaro e in alcuni punti della pianta, come sui fusti, è presente una leggera peluria che può essere anche spinosa. La sensitiva è una specie velenosa dunque nessuna parte va mai ingerita, nemmeno i fiorellini tondi rosa che spuntano a primavera. Le infiorescenze lasciano poi spazio a dei baccelli marroni riuniti in piccoli mazzetti.
Un esemplare di <strong>pianta sensitiva</strong> dai fiori rosa

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Pianta sensitiva coltivazione

La pianta sensitiva con le foglie che si richiudono al minimo contatto La pianta sensitiva è ormai diffusa in tutto il mondo, anche se in alcune regioni, come in Tanzania, viene spesso sradicata perché considerata invasiva. Se viene lasciata crescere, infatti, questa pianta tende a espandersi, dunque se si decide di coltivarla nel proprio giardino bisogna tener presente questo fattore e rimediare curandola regolarmente. Questa pianta è originaria di climi tropicali, dunque non tollera il gelo prolungato: è una perenne ma, proprio perché spesso non supera l’inverno, in molte zone viene coltivata come annuale. A seconda di come la si coltiva, può diventare una pianta tappezzante oppure rampicante; va posta in un luogo luminoso ma non direttamente esposta ai raggi del sole, che potrebbero seccare la sua vegetazione; se non ha abbastanza luce è facile accorgersene perché tende a chiudere le foglie come di notte. Nei paesi particolarmente freddi, è consigliabile coltivarla in vaso per spostarla poi in un luogo riparato in inverno.

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    Pianta sensitiva cure e manutenzione

    Un esemplare di pianta sensitiva La pianta sensitiva va annaffiata in maniera regolare dalla primavera fino all’inizio dell’autunno: il terreno deve essere sempre umido, senza però ristagni idrici. In inverno le annaffiature devono essere sporadiche e bisogna invece provvedere alla concimazione: bisogna somministrare del concime per piante da fiore ogni due settimane, da mescolare con l’acqua della normale irrigazione. L’acqua non deve mai essere fredda, ma tiepida, altrimenti si rischia di danneggiare e far ingiallire le delicate foglioline. Se d’inverno teniamo la sensitiva in casa, bisogna intervenire per mantenere alta l’umidità dell’ambiente, necessaria alla sopravvivenza dell’esemplare: si possono, ad esempio, vaporizzare le foglie, oppure si può mettere un sottovaso con argilla umida, purché l’acqua non arrivi mai a toccare le radici.


    Pianta sensitiva terreno e moltiplicazione

    I bellissimi fiori della pianta sensitivaLa pianta sensitiva si adatta a tutti i terreni, ma preferisce quelli leggeri, ricchi e soprattutto ben drenati. Per favorire il drenaggio, è sempre utile inserire della ghiaia sotto il substrato, specialmente se la coltiviamo in vaso. Poiché è una pianta che tende a espandersi molto, ogni tre anni è necessario rinvasarla e usare un recipiente più grande. La moltiplicazione può avvenire o per seme o per talea. Se si pianta la sensitiva attraverso la semina, bisogna prima scalfire i semi contenuti nei baccelli, perché sono molto duri. Il periodo giusto per effettuare questo procedimento è la primavera e la pianta si svilupperà in poco tempo. Altrimenti è possibile operare delle talee estive, facendo però attenzione a non danneggiare le radici della pianta, perché sono molto delicate. I nemici della sensitiva sono gli afidi e le cocciniglie, in particolare i ragnetti rossi che possono danneggiare il fogliame: bisogna intervenire subito con un prodotto specifico di qualità.



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