Un esemplare di pianta sensitiva dai fiori rosa

Piante da giardino

Pianta sensitiva

La pianta sensitiva è un esemplare di rara bellezza. Le sue caratteristiche particolari l’hanno resa famosa e apprezzata in tutto il mondo. Si tratta, però, di una specie molto delicata che richiede una certa cura per poter crescere bene. Ecco come fare per coltivarla.

di Redazione

17 dicembre 2014

Pianta sensitiva origini e caratteristiche

La pianta sensitiva viene anche chiamata mimosa pudica perché fa parte delle mimosaceae. Il suo nome non è stato scelto a caso: è sensitiva perché avverte quando la si tocca ed è pudica perché quando ciò avviene, essa si ritrae, o meglio, ritira le foglie che si ripiegano così su loro stesse. La sensitiva è originaria dell’America del sud e normalmente è un arbusto sempreverde che non raggiunge mai altezze considerevoli. I suoi fusti sono di un colore rossastro e i suoi rami non sono molto fitti: le foglie sono lunghe e formate da decine di foglioline più piccole, di forma tondeggiante e piatta, che si richiudono su loro stesse di notte oppure quando vengono toccate. Sono di colore verde chiaro e in alcuni punti della pianta, come sui fusti, è presente una leggera peluria che può essere anche spinosa. La sensitiva è una specie velenosa dunque nessuna parte va mai ingerita, nemmeno i fiorellini tondi rosa che spuntano a primavera. Le infiorescenze lasciano poi spazio a dei baccelli marroni riuniti in piccoli mazzetti.

Pianta sensitiva coltivazione

La pianta sensitiva è ormai diffusa in tutto il mondo, anche se in alcune regioni, come in Tanzania, viene spesso sradicata perché considerata invasiva. Se viene lasciata crescere, infatti, questa pianta tende a espandersi, dunque se si decide di coltivarla nel proprio giardino bisogna tener presente questo fattore e rimediare curandola regolarmente. Questa pianta è originaria di climi tropicali, dunque non tollera il gelo prolungato: è una perenne ma, proprio perché spesso non supera l’inverno, in molte zone viene coltivata come annuale. A seconda di come la si coltiva, può diventare una pianta tappezzante oppure rampicante; va posta in un luogo luminoso ma non direttamente esposta ai raggi del sole, che potrebbero seccare la sua vegetazione; se non ha abbastanza luce è facile accorgersene perché tende a chiudere le foglie come di notte. Nei paesi particolarmente freddi, è consigliabile coltivarla in vaso per spostarla poi in un luogo riparato in inverno.

Pianta sensitiva cure e manutenzione

La pianta sensitiva va annaffiata in maniera regolare dalla primavera fino all’inizio dell’autunno: il terreno deve essere sempre umido, senza però ristagni idrici. In inverno le annaffiature devono essere sporadiche e bisogna invece provvedere alla concimazione: bisogna somministrare del concime per piante da fiore ogni due settimane, da mescolare con l’acqua della normale irrigazione. L’acqua non deve mai essere fredda, ma tiepida, altrimenti si rischia di danneggiare e far ingiallire le delicate foglioline. Se d’inverno teniamo la sensitiva in casa, bisogna intervenire per mantenere alta l’umidità dell’ambiente, necessaria alla sopravvivenza dell’esemplare: si possono, ad esempio, vaporizzare le foglie, oppure si può mettere un sottovaso con argilla umida, purché l’acqua non arrivi mai a toccare le radici.

Pianta sensitiva terreno e moltiplicazione

La pianta sensitiva si adatta a tutti i terreni, ma preferisce quelli leggeri, ricchi e soprattutto ben drenati. Per favorire il drenaggio, è sempre utile inserire della ghiaia sotto il substrato, specialmente se la coltiviamo in vaso. Poiché è una pianta che tende a espandersi molto, ogni tre anni è necessario rinvasarla e usare un recipiente più grande. La moltiplicazione può avvenire o per seme o per talea. Se si pianta la sensitiva attraverso la semina, bisogna prima scalfire i semi contenuti nei baccelli, perché sono molto duri. Il periodo giusto per effettuare questo procedimento è la primavera e la pianta si svilupperà in poco tempo. Altrimenti è possibile operare delle talee estive, facendo però attenzione a non danneggiare le radici della pianta, perché sono molto delicate. I nemici della sensitiva sono gli afidi e le cocciniglie, in particolare i ragnetti rossi che possono danneggiare il fogliame: bisogna intervenire subito con un prodotto specifico di qualità.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Perché la pianta sensitiva chiude le foglie?
    La chiusura delle foglie è una risposta difensiva istantanea nota come nastismo. Quando la pianta percepisce uno stimolo meccanico, come il tocco umano, invia segnali elettrici alle giunzioni delle foglie (pulvini) che perdono turgore cellulare. Questo causa il rapido ripiegamento verso il basso. Inoltre, la pianta chiude le foglioline durante la notte in un processo chiamato nittastico, probabilmente per ridurre la perdita di acqua e proteggersi dal freddo notturno.
  • È vero che la pianta sensitiva è velenosa?
    Sì, la Mimosa pudica contiene tossine, tra cui la mimosina e alcaloidi, che risultano velenose se ingerite. Non è sufficiente solo il contatto cutaneo, ma l'ingestione di qualsiasi parte della pianta, inclusi fiori e semi, può causare problemi di salute. È fondamentale tenere la pianta fuori dalla portata di bambini piccoli e animali domestici per prevenire intossicazioni accidentali.
  • Come devo annaffiare la sensitiva per non farle male?
    Il terreno deve rimanere costantemente umido, mai zuppo né completamente asciutto. Un errore comune è usare acqua troppo fredda, che shocka le radici e causa l'ingiallimento delle foglie. Utilizza sempre acqua tiepida. Durante l'inverno, riduci drasticamente le annaffiature, mantenendo il substrato appena umido, poiché la pianta entra in una fase di riposo o soffre il freddo.
  • Posso tenere la sensitiva in casa durante l'inverno?
    Assolutamente sì, ed è consigliato nelle zone fredde dove le temperature scendono sotto lo zero. La pianta teme il gelo e spesso muore se lasciata all'esterno in inverno. Portala in casa in un punto molto luminoso ma lontano dai termosifoni. Mantieni alta l'umidità ambientale nebulizzando le foglie o usando un sottovaso con argilla espansa umida, assicurandoti che le radici non tocchino l'acqua.
  • Come si moltiplica correttamente la sensitiva per seme?
    I semi della Mimosa pudica hanno un guscio molto duro che impedisce l'assorbimento dell'acqua. Prima della semina primaverile, è essenziale scalfire meccanicamente il guscio con una lima o cartavetratura grossa. Questo permette all'acqua di penetrare e attiva la germinazione. Senza questo passaggio, i semi potrebbero impiegare mesi o non germinalizzare affatto. Una volta scalfiti, piantali in terriccio leggero e umido.

Scheda Tecnica

Mimosa pudica

Nome scientificoMimosa pudica
FamigliaFabaceae (ex Mimosaceae)
Tipo di piantaArbusto perenne, talvolta coltivato come annuale
OrigineAmerica del Sud
EsposizioneLuminosa, indiretta; evita il sole diretto
Temperatura minimaNon tollera il gelo prolungato
TerrenoLeggero, ricco, ben drenato
IrrigazioneRegolare, terreno sempre umido ma senza ristagni; acqua tiepida
FiorituraPrimavera-Estate (infiorescenze globose rosa)
AltezzaPiccola, non raggiunge altezze considerevoli
ConcimazioneConcime per piante da fiore ogni due settimane in primavera-autunno
PotaturaNessuna specifica richiesta, controllo crescita per evitare invasività
MoltiplicazioneSeme (scalfendo i semi duri) o talea estiva
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede umidità e protezione dal freddo)

Potrebbe interessarti anche