Piretro pianta

Piante da giardino

Piretro

Il piretro o Tanacetum cinerariifolium viene coltivato per ottenere un insetticida naturale e biologico, ma in giardino è anche decorativo.

di Redazione

15 dicembre 2016

Quanto annaffiare il piretro

Il piretro è detto anche Tanacetum cinerarifolium o Chrysanthenum cineralifolium e si può confondere a causa delle sue foglie così frastagliate. Anche il tanaceto infatti è un antiparassitario, ma il piretro come insetticida non è pericoloso per gli esseri umani e nemmeno per gli animali. Per questo motivo è presente anche nei giardini pubblici oltre che in quelli privati. Si innaffia regolarmente e costantemente in primavera e in estate, per mantenere il suo terreno piuttosto umido. Va detto comunque che il piretro vive bene in qualunque tipo di terra mescolata a torba. Per scongiurare i nefasti ristagni che provocano i marciumi dell'apparato radicale si consiglia di aggiungere pure dell'argilla. Un occhio di riguardo è consigliato in estate perché le innaffiature dovranno assicurare umidità al terreno nonostante il caldo notevole.

Il piretro e la sua coltivazione

Le piantine di piretro possono essere acquistate nei vivai per essere poi piantate nei giardini o nei vasi, da tenere in terrazza per ornamento e come valido repellente contro zanzare e insetti. Per riprodurre il piretro si può usare il seme o praticare la divisione dei suoi cespi. E' una pianta spontanea e di solito si può trovare in terreni fertili e in zone soleggiate, ma viene coltivata anche nelle serre per evitare pericolosi sbalzi climatici di temperatura. Comunque sia, la semina si esegue in marzo ponendo i semi nella terra soffice e umida, mentre per quel che riguarda la coltivazione dividendo i cespi, dovrà avvenire in primavera. Per trapiantare il piretro prendere le piantine ormai grandi da mettere nei contenitori; quando saranno cresciute completamente si trasferiscono in terra. I fiori e le foglie del piretro da usare come repellenti vengono raccolti in mazzi quando la fioritura è terminata.

Come concimare il piretro

La concimazione del piretro deve essere effettuata due volte ogni anno e più precisamente in marzo o aprile, cioè nel periodo precente alla fioritura e in settembre o ottobre che sono i mesi che precedono le gelate invernali. Si dovrà usare del concime organico o granulare da sistemare sulla base della pianta. Il fertilizzante granulare sarà quello che viene rilasciato lentamente nel terreno per garantire una perfetta e abbondante fioritura. Alla fine, il pireto si presenta come un bel cespuglio dalla forma rotonda. Le sue foglie verdi emanano quel profumo così temuto dagli insetti e dai parassiti. Ma sono i suoi fiori semplici, dai capolini simili alle margherite e dai petali bianchi con un cuore giallo, che si fanno notare. Mentre i frutti sono solo degli acheni piccoli e marroni che contengono all'interno un unico seme.

Esposizione e malattie

Il piretro predilige i luoghi soleggiati, ma si adatta molto bene anche alle zone semiombrose e sopporta il gelo dell'inverno. Quindi è una tipologia di pianta assai resistente. Tuttavia è soggetta al marciume delle radici se sono presenti dei ristagni idrici sul terreno. Essendo il piretro una pianta antiparassitaria non teme di conseguenza nessuna infestazione, anzi è lui stesso un ottimo insetticida. Infatti i fiori e le foglie possono essere fatti essicare in un posto ventilato per poi essere ridotti in polvere. Si usa tranquillamente come antitarmicida per l'orto e altre piante o per allontanare mosche e zanzare. La sostanza che si ottiene dal piretro è utile pure nell'agricoltura dato che ha poca tossicità. E' inoltre rapidamente biodegradabile e quindi si può usare anche su alberi da frutta e ortaggi, aspettando due giorni circa prima di consumare i prodotti.

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Domande frequenti

  • Come si prepara e si utilizza il piretro come insetticida naturale?
    Per preparare l'insetticida, raccogli fiori e foglie dopo la fioritura ed essicca li in luogo ventilato. Una volta secchi, riducili in polvere fine. Questa polvere può essere sparsa direttamente sulle piante colpite da afidi, pidocchi o altri insetti nocivi, oppure utilizzata come antitarmico per conservare indumenti o grani. L'efficacia deriva dalle sostanze chimiche naturali contenute nei capolini che agiscono come neurotossici per gli insetti, offrendo una soluzione biologica sicura per l'ambiente.
  • Quali sono le cure principali per evitare il marciume radicale del piretro?
    Il nemico principale del piretro è il ristagno idrico, che provoca rapidamente il marciume dell'apparato radicale. Per prevenirlo, assicurati che il terreno sia ben drenante: puoi migliorare il drenaggio aggiungendo argilla espansa o sabbia alla miscela di terriccio, preferibilmente arricchita con torba. Annaffia regolarmente mantenendo il suolo umido, specialmente in primavera ed estate, ma interrompi o riduci le irrigazioni se il terreno non si asciuga sufficientemente tra un'annaffiatura e l'altra. Evita sempre di lasciare acqua stagnante nel sottovaso se la pianta è in vaso.
  • Quando e come si moltiplica il piretro?
    Il piretro si moltiplica principalmente in due modi. La semina va effettuata a marzo, distribuendo i semi su un terreno soffice e umido, coprendoli leggermente. In alternativa, e spesso più efficace per mantenere le caratteristiche della pianta madre, si pratica la divisione dei cespi in primavera. Questo consiste nel separare porzioni di rizoma con radici e germogli dalla pianta adulta e ripiantarle immediatamente. Entrambe le tecniche richiedono un'esposizione soleggiata o semiombreggiata e cure regolari fino all'attecchimento.
  • È sicuro usare il piretro su ortaggi e alberi da frutto?
    Sì, il piretro è considerato sicuro e biodegradabile, adatto anche all'orticoltura biologica e alla frutticoltura. Non lascia residui tossici persistenti e non è pericoloso per gli esseri umani né per gli animali domestici. Tuttavia, per garantire la sicurezza alimentare, è necessario rispettare un intervallo di sicurezza: attendi circa due giorni dopo il trattamento prima di raccogliere e consumare frutta o verdura trattate. Questo tempo permette alla sostanza attiva di degradarsi ulteriormente e di essere lavata via naturalmente.

Scheda Tecnica

Tanacetum cinerariifolium

Nome scientificoTanacetum cinerariifolium
FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaPerenne
OrigineAsia Minore / Balcani
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
TerrenoFertile, drenante, misto a torba e argilla
IrrigazioneRegolare, terreno mantenuto umido ma mai inzuppato
FiorituraPrimavera-Estate (capolini bianchi con centro giallo)
Altezza30-60 cm
ConcimazioneOrganica o granulare lenta, 2 volte l'anno (marzo/aprile e settembre/ottobre)
PotaturaTagliare i fiori appassiti per prolungare la fioritura; potatura drastica in autunno/inverno
MoltiplicazioneSemina (marzo) o divisione dei cespi (primavera)
Malattie e parassitiResistente ai parassiti; rischio marciume radicale in caso di ristagni idrici
Difficoltà di coltivazioneFacile

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