Innaffiare piante grasse

Innaffiare le piante grasse: guida per curarle al meglio

Le piante sono esseri viventi e come tali hanno bisogno di cure e attenzioni. Ogni pianta ha le proprie caratteristiche e le proprie necessità, che non vanno tralasciate nel momento in cui si decide di acquistarla. Piante che hanno particolarmente bisogno di cure sono anche e soprattutto le piante grasse. Queste pur avendo una struttura tale da sopportare alte temperature, richiedono comunque acqua per la loro sopravvivenza. Innaffiare le piante grasse va fatto generalmente una-due volte al mese, assicurandosi che tutta la superficie del terreno sia bagnata, in modo tale da far arrivare l'acqua in maniera equilibrata e non in un unico punto. È buona norma iniziare a innaffiare le piante a partire dalla fine dell'inverno, per poi smettere tra fine agosto e novembre. Se queste, nel periodo indicato, prendessero pioggia, bisogna regolarsi di conseguenza per la ripresa dell'innaffiatura.
Un assortimento di piante grasse più comuni

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Innaffiare le piante grasse.

Varietà di piante grasse in una serra Ci sono degli aspetti generali da tenere in considerazione per quanto riguarda innaffiare le piante grasse , in modo tale che la vostra pianta diventi rigogliosa e forte. Prima di tutto bisogna controllare che tipo di vaso si usa poiché, in base al materiale, l'acqua può avere reazioni diverse. Ad esempio se si utilizza un vaso di coccio, c'è da tener presente che l'acqua evapora anche attraverso le pareti, cosa che non accade per un vaso di plastica o materiali più resistente. Quando la pianta non viene rinvasata da tempo, richiederà acqua in più rispetto a piante rinvasate da poco. Bisogna tener presente anche dell'esposizione della pianta dato che se questa si trova a costante esposizione solare, consumerà più acqua e quindi andrà innaffiata più spesso. Un esempio è la collocazione su un terrazzo o serra.

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    Innaffiare le piante grasse e saperle riconoscerle

    Assortimento di piante cactacee e non cactaceePrima di innaffiare le piante grasse, è bene sapere che queste possono essere anche chiamate succulente racchiudendo più di migliaia tra specie e sottospecie. Le famiglie più importanti sono le cactacee e le non cactacee. Le prime, con oltre tremila specie, sono utilizzate per la maggior parte come piante ornamentali e facilmente riconoscibili come ad esempio il cactus, mentre le non cactacee hanno una struttura differente e risultano meno spinose. Per quanto riguarda l'innaffiature di queste piante grasse, le cactacee nel periodo di riposo tendono a perdere le loro radici e quindi bagnarle in quel periodo sarebbe letale per la pianta poiché non è capace di assorbire acqua. Il loro periodo di maggiore rigogliosità è tra inizi primavera e inizio estate, interrompendo la loro attività a fine agosto. Le non cactacee sono piante che hanno un periodo vegetativo maggiore rispetto alle cactacee e quindi la richiesta di acqua cambierà a seconda della specie.


    Innaffiare piante grasse: Con cosa innaffiare le piante grasse

    Varietà di piante grasse cactacee e non cactaceePer innaffiare le piante grasse è sconsigliato usare un innaffiatoio a meno che la dimensione del vaso non superi i 20cm di diametro. Se così non fosse, il getto forte potrebbe rovinare e scoprire le radici della pianta. L'utilizzo del tubo è la soluzione migliore in quanto è possibile regolare il getto dell'acqua anche se non si possono mescolare ad essa concimi e insetticidi. Altro metodo è quello delle immersioni in delle bacinelle in modo tale da bagnare completamente tutto il terreno della pianta. Se si è preso da poco una pianta grassa e quindi le sue dimensioni sono piccole o il suo vaso ha dimensioni ridotte, è consigliabile usare un nebulizzatore in modo tale da non danneggiarla e innaffiarla su tutta la superficie, aggiungendo all'interno dello strumento sostanze per la cura della cactacea o non cactacea.


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