Un assortimento di piante grasse più comuni

Piante grasse

Innaffiare piante grasse

Eliminiamo l'ideologia che innaffiare le piante grasse non abbia bisogno di troppe attenzioni, che si possano lasciare sul davanzale per settimane senza un minimo di cura perchè in realtà, sono le prime a richiedere più attenzioni, compresa l'innaffiatura, che spesso, non viene fatta correttamente.

di Redazione

02 marzo 2015

Innaffiare le piante grasse: guida per curarle al meglio

Le piante sono esseri viventi e come tali hanno bisogno di cure e attenzioni. Ogni pianta ha le proprie caratteristiche e le proprie necessità, che non vanno tralasciate nel momento in cui si decide di acquistarla. Piante che hanno particolarmente bisogno di cure sono anche e soprattutto le piante grasse. Queste pur avendo una struttura tale da sopportare alte temperature, richiedono comunque acqua per la loro sopravvivenza. Innaffiare le piante grasse va fatto generalmente una-due volte al mese, assicurandosi che tutta la superficie del terreno sia bagnata, in modo tale da far arrivare l'acqua in maniera equilibrata e non in un unico punto. È buona norma iniziare a innaffiare le piante a partire dalla fine dell'inverno, per poi smettere tra fine agosto e novembre. Se queste, nel periodo indicato, prendessero pioggia, bisogna regolarsi di conseguenza per la ripresa dell'innaffiatura.

Innaffiare le piante grasse.

Ci sono degli aspetti generali da tenere in considerazione per quanto riguarda innaffiare le piante grasse , in modo tale che la vostra pianta diventi rigogliosa e forte. Prima di tutto bisogna controllare che tipo di vaso si usa poiché, in base al materiale, l'acqua può avere reazioni diverse. Ad esempio se si utilizza un vaso di coccio, c'è da tener presente che l'acqua evapora anche attraverso le pareti, cosa che non accade per un vaso di plastica o materiali più resistente. Quando la pianta non viene rinvasata da tempo, richiederà acqua in più rispetto a piante rinvasate da poco. Bisogna tener presente anche dell'esposizione della pianta dato che se questa si trova a costante esposizione solare, consumerà più acqua e quindi andrà innaffiata più spesso. Un esempio è la collocazione su un terrazzo o serra.

Innaffiare le piante grasse e saperle riconoscerle

Prima di innaffiare le piante grasse, è bene sapere che queste possono essere anche chiamate succulente racchiudendo più di migliaia tra specie e sottospecie. Le famiglie più importanti sono le cactacee e le non cactacee. Le prime, con oltre tremila specie, sono utilizzate per la maggior parte come piante ornamentali e facilmente riconoscibili come ad esempio il cactus, mentre le non cactacee hanno una struttura differente e risultano meno spinose. Per quanto riguarda l'innaffiature di queste piante grasse, le cactacee nel periodo di riposo tendono a perdere le loro radici e quindi bagnarle in quel periodo sarebbe letale per la pianta poiché non è capace di assorbire acqua. Il loro periodo di maggiore rigogliosità è tra inizi primavera e inizio estate, interrompendo la loro attività a fine agosto. Le non cactacee sono piante che hanno un periodo vegetativo maggiore rispetto alle cactacee e quindi la richiesta di acqua cambierà a seconda della specie.

Con cosa innaffiare le piante grasse

Per innaffiare le piante grasse è sconsigliato usare un innaffiatoio a meno che la dimensione del vaso non superi i 20cm di diametro. Se così non fosse, il getto forte potrebbe rovinare e scoprire le radici della pianta. L'utilizzo del tubo è la soluzione migliore in quanto è possibile regolare il getto dell'acqua anche se non si possono mescolare ad essa concimi e insetticidi. Altro metodo è quello delle immersioni in delle bacinelle in modo tale da bagnare completamente tutto il terreno della pianta. Se si è preso da poco una pianta grassa e quindi le sue dimensioni sono piccole o il suo vaso ha dimensioni ridotte, è consigliabile usare un nebulizzatore in modo tale da non danneggiarla e innaffiarla su tutta la superficie, aggiungendo all'interno dello strumento sostanze per la cura della cactacea o non cactacea.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare le piante grasse?
    In genere, le piante grasse richiedono irrigazioni leggere ma complete una o due volte al mese. È fondamentale bagnare l'intera superficie del substrato per garantire un assorbimento uniforme dell'acqua. I periodi principali per l'irrigazione vanno dalla fine dell'inizio alla fine dell'estate (tra fine agosto e novembre). Durante l'inverno, specialmente per le Cactacee, il riposo vegetativo richiede quasi zero acqua, poiché la pianta perde le radici e non può assorbirla, rendendo l'irrigazione in quel periodo potenzialmente letale.
  • Come cambia l'annaffiatura in base al tipo di vaso?
    Il materiale del vaso influisce significativamente sull'evaporazione dell'acqua. Nei vasi di coccio o terracotta, l'acqua evapora anche attraverso le pareti laterali, quindi il substrato si asciuga più velocemente e la pianta potrebbe richiedere annaffiature più frequenti. Al contrario, nei vasi di plastica o materiali impermeabili, l'evaporazione avviene solo dalla superficie, mantenendo l'umidità più a lungo. Inoltre, le piante non rinvasate da tempo consumano più acqua rispetto a quelle appena rinvasate, poiché le radici occupano tutto lo spazio disponibile.
  • Qual è il metodo migliore per innaffiare le piante grasse?
    La scelta dipende dalle dimensioni del vaso. Per vasi piccoli (sotto i 20 cm di diametro), è sconsigliato l'uso dell'innaffiatoio tradizionale perché il getto forte può spostare il substrato e danneggiare le radici. In questi casi, il metodo migliore è l'immersione totale del vaso in una bacinella d'acqua fino a quando il terreno non è saturo, oppure l'uso di un nebulizzatore per distribuire l'acqua delicatamente su tutta la superficie. Per vasi più grandi, il tubo con flusso regolato è efficace, ma permette meno controllo sulla distribuzione rispetto all'immersione.
  • C'è differenza tra Cactacee e Non-Cactacee riguardo all'acqua?
    Sì, le esigenze idriche variano notevolmente. Le Cactacee hanno un ciclo vegetativo concentrato tra l'inizio della primavera e l'inizio dell'estate, entrando in riposo profondo in inverno dove perdono le radici: innaffiarle in questo periodo è dannoso. Le Non-Cactacee (succulente non cactacee) hanno un periodo vegetativo più lungo e una struttura diversa, quindi la frequenza di irrigazione deve essere adattata specie per specie. In generale, entrambe richiedono attenzione al drenaggio e rispetto dei cicli naturali di crescita e riposo.
  • L'esposizione solare influenza la quantità di acqua necessaria?
    Assolutamente sì. La posizione della pianta determina il tasso di evaporazione e consumo idrico. Le piante collocate in aree con costante esposizione solare diretta, come sui terrazzi aperti o nelle serre, consumano molta più acqua rispetto a quelle in ombra parziale o interna. Di conseguenza, le piante soleggiate necessitano di annaffiature più frequenti e abbondanti per compensare la traspirazione accelerata. Monitorare sempre l'asciugatura del terreno è essenziale per evitare sia la disidratazione che il marciume radicale da eccesso.

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