Rosa del deserto fotografata nel suo ambiente naturale

Piante grasse

La rosa del deserto

Originaria del continente africano, la rosa del deserto è una pianta succulenta che ben si presta alla coltivazione in casa, soprattutto sotto forma di bonsai. I caratteristici fiori ricordano quelli dell’oleandro e possono essere bianchi, rossi o rosa.

di Redazione

03 febbraio 2015

Origini e cenni botanici

La rosa del deserto (nome scientifico Adenium obesum) è una pianta succulenta sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae (famiglia alla quale appartiene anche l’oleandro). Originaria del continente africano, e più precisamente della zona del sud-est, ha dato vita nel corso dell’evoluzione e numerose sottospecie, endemismi e razze geografiche, che differiscono tra di loro per dimensioni, colore dei fiori e forma del tronco e delle foglie. Viene comunemente chiamata "oleandro del Madagascar" e in natura alcuni esemplari possono superare anche i 3 metri d’altezza, ma generalmente mantengono dimensioni modeste. In Europa è possibile trovarle quasi esclusivamente come piante bonsai. Il tronco è molto ampio, globoso sul fondo e dal caratteristico colore marrone chiaro. Le foglie sono ovali, coriacee e verde brillanti, mentre i fiori sono ampi, dotati di 5 petali e una corolla che può raggiungere i 13 centimetri di lunghezza. Dopo la fioritura compaiono i frutti, rappresentati da lunghi baccelli scuri al cui interno sono presenti semi piumati.

Semina

la riproduzione per talea è difficoltosa in questa specie, ma la rosa del deserto si può ottenere tramite semina. Quando i baccelli della pianta madre sono maturi, si apriranno per consentire ai semi di uscire. Una volta raccolti (stando attenti alle loro dimensioni minute e al pappo estremamente volatile) vanno posizionati in un semenzaio apposito: esso sarà composto da un contenitore forato sul fondo, coperto per 1/3 da materiale drenante (perlite o vermiculite) e per i rimanenti 2/3 di terriccio per piante grasse. I semi vanno adagiati ad una distanza di circa 4-5 centimetri gli uni dagli altri e coperti con un leggero strato di terriccio (non bisogna mai interrarli a fondo). Il semenzaio va tenuto a temperature controllate, dai 25 gradi a salire, e bisogna mantenere umido il terriccio, evitando ristagni d’acqua. Dopo le prime due settimane si scorgono già le piantine, ma vanno trasferite in vasi più grandi una volta che saranno spuntate almeno 5-6 foglioline.

Curare la rosa del deserto

Date le sue origini tropicali, la rosa del deserto non tollera temperature sotto i 15 gradi centigradi; per questo motivo è difficile coltivarla in giardino, mentre è relativamente semplice farlo tenendola in vaso. In estate può essere lasciata all’esterno, in un luogo riparato, in inverno va tenuta in casa. Come per i semi e le piantine giovani, anche le piante adulte hanno bisogno di un terreno ben drenato, dal momento che sono facilmente soggette a marciume radicale e patologie ad esso correlato. Una volta sistemata la rosa del deserto in un vaso ampio, avremo cura di posizionarlo in un luogo luminoso e a diretto contatto con il sole. Essendo una pianta grassa, le innaffiature si ridurranno a due volte al mese in primavera ed estate, mantenendo comunque il terreno umido qualora si secchi troppo (mediante l’aiuto di un nebulizzatore), mentre in inverno cesseremo di bagnare il terreno. La potatura non è necessaria per questa specie, a parte per gli esemplari con rami eccessivamente alti, in questo caso è bene recidere i rami agli inizi della primavera. Si dovranno comunque eliminare i rametti e le foglie secche.

Curiosità

Risulta possibile innestare la rosa del deserto con l’oleandro, dal momento che entrambi appartengono alla medesima famiglia. L’operazione è piuttosto difficile e non sempre si ha successo, tuttavia scelto il periodo giusto (in aprile-maggio) e un buon oleandro come porta innesto, chi ha già dimestichezza con tale pratica potrà tentare di innestare la rosa del deserto. Nella sua terra d’origine questa pianta è utilizzata dai nativi per la fabbricazione di frecce utilizzate per la caccia; la rosa del deserto, infatti, è velenosa in ogni sua parte (dal seme ai fiori), e la sua linfa contiene diverse tossine che vanno ad interferire con il normale funzionamento del sistema cardio-circolatorio. A contatto con la pelle il lattice è irritante, quindi bisogna prestare attenzione durante gli spostamenti della pianta, onde evitare di spezzare accidentalmente dei rametti, oppure durante la recisione dei rami troppo lunghi; si suggerisce a tal proposito di usare dei guanti in lattice.

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Domande frequenti

  • Come si effettua correttamente la semina della rosa del deserto?
    La semina è il metodo principale poiché le talee sono difficili. Utilizza un substrato drenante (perlite/vermiculite e terriccio specifico) in un contenitore forato. Posiziona i semi minuti superficialmente, coprendoli appena con un sottile strato di terriccio, senza interrarli. Mantieni il semenzaio a temperature superiori ai 25°C e assicurati che il terreno resti umido ma mai zuppo per evitare marciumi. Le piantine compariranno entro due settimane e potranno essere trapiantate quando avranno sviluppato cinque-sei foglioline.
  • Quali cure richiede la rosa del deserto durante l'inverno?
    Essendo una pianta tropicale, la rosa del deserto non tollera il freddo e soffre sotto i 15°C. Durante l'inverno deve essere tenuta obbligatoriamente in ambiente domestico, lontano da correnti d'aria fredde. È fondamentale sospendere completamente le annaffiature per evitare il marciume radicale, dato che la pianta entra in uno stato di riposo vegetativo. Assicurati invece che riceva molta luce solare diretta per compensare la minore intensità luminosa stagionale.
  • È vero che la rosa del deserto è velenosa? Quali precauzioni prendere?
    Sì, la rosa del deserto è tossica in tutte le sue parti, inclusi semi, fiori e linfa. La linfa contiene sostanze che interferiscono con il sistema cardiovascolare. Inoltre, il lattice a contatto con la pelle può causare irritazioni. Si consiglia vivamente di utilizzare guanti protettivi durante qualsiasi intervento di potatura o manipolazione della pianta. Tienila lontana dalla portata di bambini piccoli e animali domestici per prevenire ingestioni accidentali.
  • Si può innestare la rosa del deserto sull'oleandro?
    Sì, è possibile innestare la rosa del deserto sull'oleandro poiché appartengono entrambe alla famiglia delle Apocynaceae. Tuttavia, l'operazione è tecnicamente complessa e non garantisce sempre successo. Se desideri tentarla, il periodo migliore è aprile-maggio. È necessario scegliere un robusto oleandro come portainnesto e avere buona manualità nell'esecuzione. Questa tecnica viene usata principalmente per scopi ornamentali o sperimentali, richiedendo grande attenzione.

Scheda Tecnica

Adenium obesum

Nome scientificoAdenium obesum
FamigliaApocynaceae
Tipo di piantaSucculenta sempreverde
OrigineAfrica sud-orientale
EsposizioneLuminosa, pieno sole
Temperatura minimaNon tollera sotto i 15°C
TerrenoBen drenato, miscela per piante grasse
IrrigazioneModerata, 2 volte/mese primavera/estate; zero in inverno
FiorituraPrimavera-Estate (fiori bianchi, rossi o rosa)
AltezzaFino a 3m in natura, spesso bonsai
PotaturaMinima, solo rami secchi o eccessivamente alti a inizio primavera
MoltiplicazioneSemina (talee difficili)
Malattie e parassitiMarciume radicale da ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede controllo temperatura e irrigazione)

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