Terriccio per piante grasse

Caratteristiche comuni ed esigenze colturali delle piante grasse

Le piante grasse, o meglio succulente, sono così chiamate per il particolare aspetto di fusto e foglie, più grosse e carnose rispetto a quelle delle altre specie vegetali. Tale caratteristica è dovuta ai particolari tessuti da cui sono composte e che permettono loro di assorbire ed immagazzinare la poca acqua di cui dispongono nei luoghi d'origine, e di poterla utilizzare durante i lunghi periodi di siccità. Queste piante, appartenenti a numerose famiglie molto diverse per forme e dimensioni, si sono infatti evolute per adattarsi ad ambienti molto aridi e secchi. Alcune di esse hanno anche subito ulteriori trasformazioni, sostituendo alle foglie le spine ed affidando la funzione clorofilliana al fusto. Sono pertanto piante forti e resistenti, e per crescere e svilupparsi non hanno bisogno di cure assidue, l'importante è evitare il freddo intenso e l'eccessiva umidità.
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Varie tipologie di terriccio: universale, torba, sabbia

terriccio La scelta del giusto terriccio è una delle operazioni più importanti nella coltivazione di ogni specie vegetale, tanto più per quella delle piante grasse, che hanno particolari esigenze. Il terriccio è una miscela di sostanze organiche ed inorganiche necessarie perché la pianta possa crescere e svilupparsi. Tra gli elementi di natura organica uno dei più presenti è la torba di sfagno che apporta grandi quantità di humus; tra quelli inorganici

vi sono materiali inerti, come sabbia e argilla, che hanno la funzione di rendere il composto poroso e permeabile, e gli elementi chimici necessari alla vita stessa della pianta. In commercio esistono diverse tipologie di terriccio da quello universale, ricco e soffice, a quello specifico per determinate specie, che si differenziano per consistenza, composizione chimica e ph. Il terriccio universale riesce in linea di massima a soddisfare le esigenze della generalità delle piante, ed è comunque possibile miscelarlo con altre sostanze. Con il compostaggio domestico, inoltre, si possono trasformare i rifiuti organici di cucina e giardino in un terriccio economico e altamente nutritivo.

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Le caratteristiche di un buon terriccio per piante grasse

piante grasse Le piante grasse provengono da territori molto diversi tra loro, sassosi, aridi, rocciosi ed è pertanto importante conoscere la provenienza e le particolari esigenze della specie che si intende coltivare per poterle fornire il terriccio più adatto. Nonostante le diversità, tutte le piante grasse hanno bisogno di un terriccio ben drenato, dove l'acqua non ristagni. Per tali piante, infatti, l'eccesso di umidità è il pericolo maggiore, anche più del freddo intenso, potendo provocare il marciume delle radici e dell'intera pianta. Esistono in commercio diversi tipi di terriccio per piante grasse, anche adatti alle singole specie, ed è possibile farselo da sé, mescolando vari componenti. La base sarà fornita da un buon terriccio universale, da alleggerire mescolandolo con sabbia di fiume ben lavata, ancora umida. Sono spesso utilizzati anche altri materiali, come la pietra pomice triturata o la pozzolana, che simulano al meglio la consistenza di un terreno arido e sassoso.


Terriccio per piante grasse: La messa a dimora ed il rinvaso delle piante grasse

pianta grassa Le piante grasse sono caratterizzate da una crescita lenta, per cui non necessitano di rinvasi frequenti. Tale operazione si rende necessaria per le piante appena comprate o quando soffrono la mancanza di spazio, ed è comunque preferibile procedervi ogni due anni, per sostituire il substrato ormai esaurito con del terriccio per piante grasse in condizioni ottimali. Una volta preparato il terriccio, si può passare alla messa a dimora o al rinvaso della pianta. Il vaso dovrebbe essere abbastanza alto e non troppo piccolo, sono particolarmente adatti quelli di coccio, che fanno traspirare l'acqua. E' utile creare sul fondo uno strato di argilla espansa, per favorire il drenaggio. Il terriccio va distribuito uniformemente nel vaso o nella buca e pressato per poi inserirvi la pianta. Il periodo più adatto per procedere è tra febbraio e marzo, ad inizio primavera, o comunque almeno un paio di mesi prima della fioritura. E' consigliabile ricoprire lo strato superficiale del terriccio con una pacciamatura di pozzolana o ghiaia sottile.


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