Erica fiore

Erica fiore origini e caratteristiche

Con il nome erica si indica, in realtà, un genere botanico che comprende centinaia di specie arbustive diverse, originarie dell’Africa, dell’Europa e di tutta l’area mediterranea. In questo grande insieme, si include di solito anche la calluna vulgaris, una pianta derivata dall’erica. Con tutte le specie esistenti, è difficile se non impossibile classificarle e cogliere la specie originale. Diciamo che molte varietà di erica sono tappezzanti e raggiungono massimo i trenta centimetri di altezza; poi esistono anche specie più grandi, fino ai due metri di altezza. In ogni caso, tutti i tipi di erica hanno un fogliame aghiforme e carnoso, che cresce su fusti semilegnosi e poco ramificati. In primavera o in autunno, sulle cime dei rami o tra le foglie, spuntano tanti fiorellini. Il fiore di erica è piccolo, a forma di campana cilindrica e può essere bianco, rosso, viola o rosa. L’erica mammosa è quella che ha il fiore più grande, che misura diversi centimetri. Tutte le altre specie, invece, hanno fiori minuti ma graziosi.
Fiori di erica

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Erica fiore coltivazione

Un cespuglio di erica selvatica L’erica può crescere spontaneamente in natura nel sottobosco e in ambienti umidi. Oggi viene molto usata come tappezzante per dare colore e vivacità a giardini e parchi pubblici e, volendo, è un’ottima pianta da bordura, purché la si contenga, visto che tende ad espandersi, come del resto tutte le specie tappezzanti. Le varietà di origine africana mal sopportano il freddo e hanno una fioritura molto precoce, che inizia in autunno. Se scegliamo queste specie, conviene coltivarle in vaso e spostarle all’occorrenza. Tutte i tipi di erica da fiore hanno bisogno di un terreno acido perché sono acidofile e dovrebbero essere annaffiate con acqua priva di calcare. In alternativa, bisogna fornire alle piantine del concime rinverdente, indispensabile per restituire loro il giusto apporto di ferro. Le tipiche eriche da giardino in generale prediligono ambienti umidi mentre temono la siccità e la forte afa. Solitamente, infatti, si sviluppano a pieno durante la stagione fredda, mentre riposano in quella calda.

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    Erica fiore cure

    Un ramo fiorito di erica bianca Per vedere il primo fiore di erica, che sia autunnale o primaverile, bisogna fornire alla nostra pianta le dovute cure. Innanzitutto bisogna annaffiarla regolarmente perché il terreno deve essere sempre umido, senza però ristagni d’acqua che potrebbero danneggiare le radici. Vien da sé che il terreno dovrà dunque essere molto ben drenato, magari con l’aiuto di un po’ di sabbia. Se viviamo in una zona dal clima mite, l’erica può anche stare in una zona soleggiata; se invece viviamo in una zona molto calda, allora è preferibile porre l’erica in ombra o al massimo a mezzombra. Al termine della fioritura, le piante vanno potate, tagliando una piccola porzione dei rami che portavano i fiori; quest’operazione è meglio eseguirla in primavera perché molti esemplari di erica producono fiori sui rami dell’anno precedente, dunque se la potiamo troppo in là potremmo compromettere la fioritura, che spesso inizia anche a fine estate.


    Erica fiore malattie e riproduzione

    Erica coltivata in vaso Una qualsiasi erica da fiore è molto sensibile allo sviluppo di muffe e funghi, per questo motivo è assolutamente necessario controllare che il terreno non sia mai inzuppato d’acqua. Bisogna stare attenti anche al clima in cui vive la nostra pianta, perché se è troppo caldo rischiamo che la parte aerea si secchi, se invece è troppo asciutto, è facile che l’erica sia attaccata dai parassiti, come acari e cocciniglie, che ne danneggiano il fogliame. Inoltre, un altro grande problema è la clorosi: se l’erica viene piantata in un terreno calcareo, si rischia che le foglie perdano il loro colore fino a far morire la pianta, è dunque indispensabile usare un terriccio per piante acidofile. L’erica può essere propagata per seme o per talea. Con la semina, però, non otterremo mai un esemplare identico a quello madre e poi spesso i semini non sono fertili. È dunque consigliabile optare per la talea, prelevando dei rametti senza fiori: bisogna togliere le foglie basali e poi interrarli in un composto di torba e sabbia che andrà annaffiato abbondantemente.



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