Ortensie

vedi anche: Ortensia

Introduzione

Non sono proprio delle piante da vaso, piuttosto occorre dire che sono adatte ad essere coltivate a pieno campo e ad essere ammirate all’esterno, magari in giardino. Nulla vieta di piantarle per la prima volta in vaso e di tenerle in casa per un po’, anche se dopo la prima fioritura è sempre meglio trasferirle in giardino e piantarle su terriccio a pieno campo. Le piante di cui parleremo nel nostro approfondimento sono molto apprezzate per il loro portamento ed il colore variabile dei loro fiori. Il loro nome è usato anche come nome femminile e la storia e la letteratura fanno spesso riferimento a donne con il nome di queste piante. Stiamo parlando delle ortensie, piante perenni a portamento rampicante o arbustivo originarie delle regioni asiatiche e delle Americhe. La scelta della giusta varietà e le corrette tecniche di coltivazione consentono di avere sempre delle ortensie sane e rigogliose, con fiori intensamente colorati ed in grado di decorare al meglio il nostro giardino.
ortensie

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Caratteristiche

ortensie Le ortensie comprendono circa ottanta specie originarie dell’Asia, specie delle regioni dell’Himalaya e dell’America. Specie legnose a portamento sia arbustivo che rampicante, possono dare vita a cespugli fioriti ed a pareti decorate con i colori vividi ed intensi dei loro fiori. Le ortensie vennero importante in Europa alla fine del 1700 ed il loro nome deriva da una storia d’amore tra un navigatore ed una donna chiamata Hortense. L’innamorato, al rientro dal suo viaggio in Asia, volle battezzare queste piante fiorite proprio con il nome della donna che amava. Le ortensie appartengono alla famiglia delle Hydrangeaceae ed al genere Hydrangea. Queste piante, perenni, legnose, a portamento sia arbustivo che rampicante, hanno dei fusti molto spessi portanti ognuno tre foglie opposte e con lobi dentati. I fiori delle ortensie sono raggruppati in infiorescenze di forma sferica chiamate pannocchie o corimbi. Le parti fiorali esterne sono sterili, mentre i petali colorati sono in realtà formati dai sepali. Questi possono essere di vario colore, dal bianco, al rosa, al rosso, al blu. Il colore dei fiori delle ortensie non dipende solo dalla specie, ma anche dalle caratteristiche del terreno. A contatto con terreni acidi, alcune varietà producono fiori blu, mentre nei terreni alcalini i fiori sono di colore rosa.

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Varietà

ortensie paniculate Esistono numerose varietà di ortensia, anche se le specie più conosciute sono quelle coltivate per fini ornamentali. Tra queste ricordiamo l’hydrangea ortensis, l’hydrangea paniculata, l’hydrangea quercifolia, l’hydrangea sargentiana e l’hydrangea arborescens. L’hydrangea ortensis, chiamata anche hydrangea macrophylla o hydrangea opuloides presenta infiorescenze sterili di colore rosa, con petali molto piccoli, e un portamento semiarbustivo. Questa varietà comprende ortensie con fiori rosa a petali schiusi e molto appariscenti e con fiori rosa a petali piatti al cui centro insistono delle infiorescenze con petali chiusi. L’hydrangea paniculata è una varietà a portamento arbustivo, alta circa sei metri. Presenta fiori bianchi disposti a piramide. Sono bianchi anche i fiori dell’ hydrangea quercifolia, piccola specie arbustiva alta circa un metro. I fiori di questa ortensia, però, non rimangono bianchi a lungo, perché quando la pianta è matura si colorano di rosa. L’hydrangea sargentiana è una varietà che presenta infiorescenze di colore lilla e bianco. I fiori lilla sono piatti e fertili, mentre quelli bianchi sono sterili. Questa pianta può raggiungere i tre metri di altezza. L’hydrangea arborescens ha sempre un portamento arbustivo e produce infiorescenze sferiche di colore bianco.


Fioritura

La fioritura delle orchidee varia in base alla specie di appartenenza. In genere, tutte le ortensie fioriscono tra la primavera e l’estate. Le diverse varietà di hydrangea ortensis, con fiori rossi, bianchi, blu e rosa fioriscono proprio durante l’arco di tempo che abbiamo appena indicato. Altre varietà di ortensia hanno periodi di fioritura più netti e specifici. L’hydrangea arborescens e l’hydrangea sargentiana, ad esempio, fioriscono in estate, intorno al mese di luglio.


Coltivazione

ortensie Coltivare le ortensie è una delle esperienze più esaltanti ed appassionanti del giardinaggio e non solo perché queste piante sono esteticamente gradevoli, ma anche perché hanno delle caratteristiche che possono essere attentamente esaltate e valorizzate dai giusti metodi e dalle corrette pratiche colturali. Abbiamo già accennato alla peculiarità delle ortensie di fiorire con colori diversi in base al grado di acidità ad alcalinità del terreno su cui vengono coltivate. Forse abbiamo anche detto che le ortensie non sono adatte ad essere coltivate in vaso perché il loro ciclo vegetativo ed il loro portamento le costringe ad espandersi molto. Le ortensie sono dunque delle piante da esterno adatte ad essere coltivare in appartamento solo per un breve periodo di tempo. Sia in vaso che i pieno campo, queste specie necessitano di un substrato adatto alla loro crescita, di regolari annaffiature e di concimazioni ricche di sostanze nutritive che contribuiscano a regolarne la fioritura. Non bisogna dimenticare nemmeno la corretta esposizione solare e le temperature che le ortensie sono in grado di sopportare. Di questo ed altro parleremo dettagliatamente nei successivi paragrafi.


Temperatura ed esposizione

Le ortensie amano una posizione a mezz’ombra, specie nel pomeriggio, poiché i raggi solari causano un piegamento del fusto. Se vengono coltivate in appartamento, le ortensie vanno esposte in un luogo luminoso, ma non ai raggi solari diretti. La luce favorisce, infatti, la loro fioritura, che inizia ad aprile. Le ortensie da appartamento, infatti, iniziano a vegetare a marzo, anticipando la fioritura nel mese di aprile. Questa può proseguire ininterrottamente per quasi due mesi. La temperatura ideale per la sana crescita delle ortensie deve essere intorno ai 18 gradi, perché temperature maggiori bloccano la fioritura. In condizioni di errata umidità e temperatura interna, le ortensie sfioriscono e non producono più nuovi fiori. Ecco perché si dice che non sono delle specie adatte alla coltivazione in vaso. Appena iniziano a sfiorire è consigliabile trapiantarle in giardino o rinvasale in una grande fioriera rettangolare da collocare sul terrazzo.


Substrato

Le ortensie non sono piante particolarmente esigenti in fatto di terreno. In genere preferiscono suoli acidi, ma sopravvivono anche in caso di substrati alcalini o neutri. Le caratteristiche del terreno influenzano però il colore dei fiori. Questi diventano azzurri se le ortensie sono coltivate nei terreni acidi, mentre si colorano di rosa nei terreni alcalini.


Annaffiature

ortensie Le ortensie vanno abbondantemente innaffiate nel periodo della fioritura, compreso tra la primavera e l’estate. Durante queste stagioni il substrato deve essere mantenuto umido ma non inzuppato. Sono consigliabili anche delle frequenti nebulizzazioni sulla chioma di queste piante facendo attenzione ad evitare i ristagni idrici, che causano delle malattie fungine.


Concime

Le ortensie vanno concimate durante la primavera e l’estate, con un concime liquido da somministrare con l’acqua di irrigazione. Vanno bene anche i concimi ricchi di sostanza organica. Le ortensie, proprio a causa dei loro ritmi di fioritura, consumano una grande quantità di potassio, per cui è sempre consigliabile usare concimi con un titolo di potassio superiore all’azoto ed al fosforo.


Potatura

La potatura delle ortensie varia in base alla tipologia di specie coltivata. In linea generale non sono necessarie potature eccessive e radicali, ma solo una pulitura e uno sfoltimento dei rami secchi e dei fiori appassiti. L’epoca delle potatura cambia in base al clima della zona in cui le ortensie sono coltivate. Le piante coltivate all’esterno vanno potate a fine inverno nei climi freddi e dopo la fioritura nei climi più miti. Quelle coltivate in appartamento vanno potate a settembre. Nelle piante con circa sei anni di età va eseguita una potatura della parte basale, che serve a dare luce alla pianta ed a favorire la lignificazione del fusto. Le ortensie rampicanti non vanno di solito potate, se non per contenerne la vigoria vegetativa. La potatura drastica, nelle ortensie, è da evitare, perché rallenta la fioritura. I rami ed i fiori secchi si tagliano sopra la prima coppia di gemme, mentre non vanno tagliati i rami dell’anno, dove si svilupperà la nuova fioritura. E’ utile ricordare, infatti, che la maggior parte delle ortensie fiorisce dalla gemma apicale dei rami dell’anno. Toccare questi rami significherà rinviare la fioritura all’anno successivo, quando saranno emessi i nuovi getti laterali da cui si svilupperanno i fiori. I rami dell’anno da salvaguardare durante la potatura si riconoscono proprio per la presenza di una gemma nella parte apicale.


Moltiplicazione

Le ortensie si riproducono per talea o per divisione delle radici. Le talee vanno prelevate tra aprile ad ottobre e devono essere lunghe circa dieci centimetri. Vanno ripulite delle foglie alla base e interrate in una cassetta con terriccio fertile e sabbia grossa. Molto semplice ed altamente consigliata dai giardinieri, la propagazione per divisione delle radici. Questo metodo garantisce un’elevata probabilità di attecchimento delle nuove piantine.


Ortensie: Malattie ed avversità

ortensie Le malattie e le avversità che colpiscono le ortensie possono dipendere da errori di coltivazione, da parassiti e da funghi. Se le foglie si arricciano e si colorano di marrone ai bordi è segno che bisogna aumentare le annaffiature. L’ingiallimento fogliare è invece chiaro sintomo di clorosi, una fitopatologia provocata da eccessiva presenza di calcare nel terreno. Per ridurre il rischio di clorosi è consigliabile innaffiare le ortensie con acqua depurata e priva di calcare. Fusto ulcerato e blocco della fioritura sono provocati da parassiti nematodi, ovvero dei vermicelli di piccolissime dimensioni, che vivono nel terreno. Questi parassiti si combattono rinvasando la pianta o somministrando un apposito antiparassitario se è coltivata a pieno campo. La presenza di macchie chiare sui petali e sui boccioli è sintomo della muffa grigia, provocata dal fungo Botrytis cinerea. Le ortensie possono essere colpite da altre malattie fungine, che sono generalmente causate da un’eccessiva umidità. Le ortensie sono spesso soggette agli attacchi degli afidi, che possono essere debellati con anticrittogamici o spruzzando i germogli primaverili con acqua e sapone.


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