Le lonicere
Al genere delle lonicere appartengono oltre 200 specie di piante dalle caratteristiche estremamente diversificate tra loro: la più nota e diffusa in Italia è il Caprifoglio, dalla struttura rampicante. Le lonicere possono infatti distinguersi in due grandi categorie: quelle dallo sviluppo arbustivo, che grazie alla loro fitta ramificazione vengono spesso sfruttate per dare vita a siepi che possano delimitare il giardino e schermare la vista dall'esterno, e quelle dallo sviluppo rampicante, che vengono sfruttate invece più di frequente per la decorazione degli spazi aperti e delle strutture presenti nel giardino, come grigliati e pergolati. Il fascino decorativo di queste piante si abbina ad una resistenza e capacità di adattamento che le rendono adatte pressoché a qualsiasi giardino e a qualsiasi stile dello spazio verde.
Il caprifoglio
Il caprifoglio è una lonicera che si può trovare sotto forma di vegetazione spontanea in Europa, Asia e America meridionale: adatta a vivere in un clima temperato, può facilmente essere coltivato in spazi aperti per decorarli con eleganza. Sebbene esistano molte specie diverse di caprifoglio, con caratteristiche variabili anche in base al clima della zona di provenienza, in linea generale si possono individuare delle caratteristiche comuni alle diverse specie: lo sviluppo arbustivo permette una fitta e rapida crescita della pianta, che presenta foglie perenni o semiperenni le cui tonalità possono variare dal verde brillante al verde purpureo. Dagli steli si sviluppano infiorescenze tubolari di colore chiaro che creano un gradevole contrasto con il verde delle foglie. Essi garantiscono un lungo periodo di fioritura alla pianta: i fiori del caprifoglio, infatti, si sviluppano ad ondate successive nel periodo compreso tra giugno e ottobre.
Coltivazione
Il caprifoglio è una pianta il cui sviluppo è facilitato dalla sua capacità di adattarsi ad ambienti diversi: predilige i terreni ricchi di humus e gli spazi soleggiati, ma si sviluppa senza troppe difficoltà anche in caso di disposizione in luoghi più ombreggiati. Teme invece la siccità prolungata, che ne blocca temporaneamente la crescita e nel lungo periodo può provocare la morte della pianta. Innaffiature regolari, evitando che si formino ristagni idrici, permetteranno di evitare rischi. Per essere certi che il terreno contenga tutto ciò che è necessario la crescita del caprifoglio si potrà provvedere, in autunno, alla concimazione del terreno, mentre per contenere lo sviluppo delle parti aree si potrà provvedere ad adeguata potatura a fine autunno o a fine inverno. In questo si potranno eliminare i rami secchi e ormai improduttivi, stimolando al contempo la nascita di nuovi getti.