Quanto annaffiare la Clematis
La Clematis, più comunemente chiamata Clematide, deve essere annaffiata con una frequenza e regolarità tali da garantirle sempre un terreno sufficientemente umido. Gli esemplari più giovani in particolare, risentono molto delle temperature estive e richiedono un maggiore apporto di acqua anche in forma di delicate nebulizzazioni, specialmente nelle ore serali o nelle prima ore del mattino, momenti in cui l'umidità presente sulle foglie permane maggiormente. In generale, la Clematis ama essere annaffiata con modalità diverse a seconda della stagione: durante l'inverno la frequenza di irrigazione non dovrà superare una o due volte al mese, per non rischiare gelate a danno delle radici. Durante la primavera e l'estate invece la frequenza cambia sensibilmente arrivando a una o due annaffiature alla settimana.
Come coltivare la Clematis
La Clematis è una pianta che necessita di alcune piccole attenzioni, una delle quali è la potatura. I momenti in cui agire per effettuare l'operazione sono antecedenti o successivi alla fioritura: le tecniche si differenziano a seconda del punto in cui la pianta getta i nuovi germogli, ovvero sui nuovi rami annuali o sui più forti rami adulti. Eliminare parti seccate o evidentemente malate può essere d'aiuto per non rischiare di compromettere l'intera pianta. Un'altra importante operazione è la pacciamatura: materiali come la paglia possono essere disposti sulla superficie del terreno in cui ha radicato la pianta al fine di creare un caldo strato protettivo per le radici durante i periodi di freddo intenso. Il metodo più semplice per replicare questa pianta è per talea, utilizzando un prodotto radicante che sostenga i rami recisi durante il getto del nuovo apparato radicale.
Come e quando cominciare la Clematis
Le opere di concimazione cominciano con la prima messa in vaso della Clematis. Prima di "addomesticare" la nuova pianta occorre prepararle un substrato soffice, fine e correttamente miscelato con materiali di spessa granulometria e letame. Tale composizione ha due funzioni di cui una è il corretto drenaggio dell'acqua e l'altra è apportare le sostanze nutritive, ioni e molecole di cui la pianta necessita per svilupparsi. Il tipo di substrato e la capacità dell'acqua di permeare senza stagnare sono due importanti variabili che facilitano o impediscono l'assorbimento del prodotto fertilizzante. All'inizio di ogni inverno, la Clematis ha bisogno di essere preparata ad affrontare le temperature rigide ed è possibile sostenerla nella sua fase di riposo vegetativo aggiungendo del fertilizzante sul fondo del vaso.
Malattie della Clematis e possibili rimedi
La Clematis può essere oggetto di attacco di alcuni tipi di parassiti comuni, quali afidi, oidio e lumache. Le lumache si rendono visibili solamente la sera o dopo le piogge, quando l'aria è maggiormente satura di umidità; è in questi momenti che possono essere rimosse manualmente e senza difficoltà utilizzando un batuffolo di cotone, delicato sulla pianta, leggermente imbevuto di un prodotto nocivo per il parassita. Gli afidi possono attaccare la Clematis anche a partire da piante vicine infestate: per questo motivo è sempre importante eseguire un controllo visivo su tutti gli esemplari fra loro vicini. Questi antipatici parassiti possono essere eliminati con prodotti specifici da nebulizzare o semplici rimedi casalinghi, come una miscela di acqua e sapone neutro. Lo oidio è una patina bianca che si forma su fogliame; assomiglia a una leggera polvere e danneggia visibilmente la pianta. In questo caso l'unico rimedio è spostare la Clematis in un luogo asciutto e ventilato e controllare che non vi siano ristagni d'acqua all'interno del vaso.