Edera su un muro di cinta

Rampicanti

Coltivare l'edera

Grazie alla sua resistenza e rusticità, coltivare l’edera come pianta ornamentale è divenuta tecnica ormai diffusa sia in giardini privati che in luoghi pubblici. Attecchisce velocemente e con la sua crescita è in grado di ricoprire ampi muri o staccionate, creando un gradevole effetto visivo.

di Redazione

05 febbraio 2015

Cenni botanici e diffusione

L’edera (nome scientifico Hedera helix) è una pianta sempreverde a portamento rampicante ascritta alla famiglia Araliaceae. La sua diffusione è quasi del tutto cosmopolita e non c’è paese al mondo che non conosca l’edera. Il tronco principale può raggiungere dimensioni notevoli, si presenta verde scuro negli esemplari più giovani, mentre è marrone e duro in quelli più anziani. L’edera è una pianta molto longeva e sono stati registrati casi di esemplari che hanno abbondantemente superato i cento anni di età. Le foglie, carnose e lobate, sul lato superiore si presentano di un brillante verde scuro, mentre il lato inferiore è opaco e pallido. In tardo autunno compaiono dei piccoli fiori giallastri, rotondeggianti e disposti in infiorescenze ad ombrello, che daranno vita a dei frutti a forma di bacca di color nero a maturità ultimata.

Miti e leggende sull'edera

Secondo la leggenda, Zeus scagliò un fulmine sulla donna che avrebbe partorito Dionisio, il dio delle piante e del vino. Subito dopo la nascita, mentre il corpo della madre era in fiamme, comparvero dei fasci di edera che trassero in salvo il neonato. Da quel momento in poi l’edera divenne il simbolo di questo dio, e fu consacrata con il nome di perikiosos (letteralmente "colui che avvolge le colonne"). Inoltre l’edera rappresenta per questo dio anche il dualismo di cui è composto; essa cresce in zone fredde e riparate dall’ombra, in contrapposizione con la vite (altra pianta simbolo di Dionisio) che ha bisogno di caldo e sole. In molti paesi europei l’edera è simbolo di fertilità e sovente veniva regalata agli sposi o appesa sull’uscio delle case per allontanare la negatività. Attualmente il significato principale che si è tramandato nei secoli, vuole l’edera come simbolo di fedeltà, amore e abbracci degli innamorati.

Coltivare l'edera: cure e consigli

La coltivazione dell’edera richiede pochi accorgimenti, dal momento che si tratta di una pianta facilmente adattabile e resistente anche a temperature basse. La riproduzione si ottiene facilmente per talea, mediante un rametto prelevato dalla pianta madre e tenuto in acqua per alcuni giorni. A radicazione avvenuta si può piantare in giardino o in un ampio vaso (se si vuole tenere l’edera in vaso è bene ricordare che bisogna procurarsene uno capiente e robusto). Andrà benissimo qualunque tipo di terreno ben drenato, purché non sia eccessivamente calcareo. L’edera cresce rigogliosa in zone poco esposte alla luce diretta del sole, ma se non è possibile garantirgli una locazione all’ombra, allora bisogna controllare spesso la pianta nei periodi estivi e tenere il terriccio ben umido per evitare disidratazioni. La potatura, effettuata in autunno mediante tagli netti, aiuterà ad infoltire la pianta e ad evitare che si espanda troppo (ricordiamoci che l’edera è una pianta infestante a rapido sviluppo, quindi va controllata).

Usi e curiosità

L’edera ha proprietà benefiche sulla pelle, ed è utilizzata da secoli per la realizzazione di unguenti, cremi e decotti. Le sue proprietà drenanti e decongestionanti sono concentrate soprattutto nelle foglie, ed è possibile acquistarne gli essiccati presso erboristerie specializzate. Va comunque precisato che l’edera è una pianta velenosa e, sebbene venisse utilizzata anche per la cura di alcune malattie, il suo uso è solo ed esclusivamente esterno. Anche le bacche sono estremamente velenose, sia per l’uomo che per gli animali, grazie alla presenza di alcune saponine e alla tossina chiamata ederina, che provoca gravi danni a carico dell’apparato digerente (vomito, diarrea, dolori all’addome, ulcere orali). Gli unici animali in grado di tollerare la velenosità dell’edera sono gli uccelli (ghiotti delle bacche di edera) e alcuni tipi di insetti.

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Domande frequenti

  • L'edera è pericolosa per bambini e animali domestici?
    Sì, l'edera è una pianta velenosa. Sia le foglie che le bacche contengono sostanze tossiche come saponine ed ederina. L'ingestione può causare vomito, diarrea, dolori addominali e ulcere orali nell'uomo e nella maggior parte degli animali. L'unico animale che tollera queste tossine sono gli uccelli, ghiotti delle bacche nere. È fondamentale tenere l'edera fuori dalla portata di bambini piccoli e cani/gatti curiosi per evitare intossicazioni accidentali.
  • Come si propaga correttamente l'edera?
    Il metodo più semplice e diffuso è la moltiplicazione per talea. Preleva un rametto sano dalla pianta madre e immergilo in acqua per alcuni giorni fino alla formazione delle radici. Una volta radicato, il nuovo esemplare può essere trapiantato direttamente in giardino o in un vaso capiente e robusto. Questa tecnica garantisce un attecchimento veloce e permette di ottenere nuove piante identiche alla madre con grande facilità.
  • Qual è il miglior terreno per coltivare l'edera?
    L'edera si adatta a vari tipi di suolo, purché siano ben drenati. Evita terreni eccessivamente calcarei, poiché potrebbero ostacolarne la crescita ottimale. Non necessita di concimazioni elaborate, preferendo substrati naturali e permeabili. Un buon drenaggio è essenziale per prevenire ristagni idrici alle radici, specialmente durante i periodi piovosi, garantendo così una salute vegetativa costante e una crescita rigogliosa nel tempo.
  • Quanto deve essere esposta al sole l'edera?
    L'edera cresce rigogliosa in posizioni semi-ombreggiate o all'ombra, evitando la luce solare diretta intensa. Se costretti a posizionarla in aree più soleggiate, specialmente d'estate, è cruciale monitorare attentamente l'umidità del terreno. La pianta tende a disidratarsi rapidamente sotto il sole forte; pertanto, irrigazioni frequenti per mantenere il terriccio umido diventano indispensabili per prevenire stress termico e secchezza fogliare.
  • Quando e come potare l'edera?
    La potatura va eseguita preferibilmente in autunno utilizzando cesoi pulite e affilate per effettuare tagli netti. Questo intervento serve principalmente a contenere l'espansione della pianta, che è nota per il suo rapido sviluppo e natura infestante. Tagli regolari aiutano anche a infoltire il fogliame, mantenendo un aspetto ordinato e decorativo, impedendo all'edera di invadere spazi indesiderati o danneggiare strutture circostanti.

Scheda Tecnica

Hedera helix

Nome scientificoHedera helix
FamigliaAraliaceae
Tipo di piantaSempreverde rampicante
OrigineCosmopolita (diffusa ovunque)
EsposizioneSemi-ombreggiata, preferibilmente non al sole diretto
Temperatura minimaResistente al freddo
TerrenoBen drenato, non eccessivamente calcareo
IrrigazioneRegolare, mantenere il terriccio umido in estate
FiorituraTardo autunno (piccoli fiori giallastri)
AltezzaVariabile, può superare i 100 anni di vita
PotaturaAutunnale, per contenere lo sviluppo e infoltire
MoltiplicazioneTalea in acqua
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, controllo infestante necessario
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare

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