Gelsomino del Madagascar
Il Gelsomino del Madagascar appartiene alla famiglia delle Asclepiadaceae e ha luogo d’origine appunto in Madagascar. Sono piante rampicanti ed esistono cinque specie differenti di arbusti sempreverdi, che si adattano a crescere sia in serra che in appartamento. La specie più diffusa è Stephanotisfloribunda, costituita da arbusti carnosi e sottili che raggiungono 3 metri di altezza. Le sue foglie ovate, di consistenza simile al cuoio, sono lucide e di colore verde scuro con una lunghezza pari a 8 centimetri. I suoi fiori, bianchi e alquanto profumati, sono lunghi 4 centimetri e, il loro profumo, ricorda la tuberosa. Questa pianta, coltivata in piena terra, cresce fino a 4 – 5 metri; se invece viene cresciuta in un vaso di 50 centimetri di diametro cresce fino a raggiungere i 3 metri. Molte di queste piante vengono utilizzate in medicina, e sono conosciute anche come “piante da decorazione”.
Coltivazione
Questi tipi di piante tollerano temperature basse fino a 5°c, ma in inverno sarebbe meglio non farle crescere con temperature al di sotto di 15 – 18°C. Sono piante che gradiscono la luce ma non amano essere esposte ai raggi diretti del sole nel periodo estivo. Il terreno adatto al loro sviluppo è un miscuglio di terra concimata, terra di foglie e sabbia. Il terreno inoltre va drenato per bene in modo da evitare che si formi del marciume. Queste piante vanno annaffiate tutti i giorni al mattino presto in primavera ed estate. In inverno bisogna ridurle ma facendo in modo da non lasciare il terreno asciutto per troppo tempo. È consigliabile non utilizzare acqua con presenza di calcare per le annaffiature. Importante per la pianta è fare attenzione a non causare ristagni idrici e, al momento che vengono annaffiate, a non spruzzare getti d’acqua forti sui fiori perché possono essere causa di rovina. Essendo i Gelsomini piante rampicanti, hanno bisogno di sostegni durante la loro crescita, sostegni come staccionate o fusti di legno.
Malattie e parassiti
I Gelsomini del Madagascar sono piante molto forti ma, nonostante ciò, possono essere colpite da parassiti come gli afidi e le cocciniglie. I parassiti, diffusi su piante circostanti ai Gelsomini, possono colpire i loro fiori e i loro germogli. Un altro parassita che può colpire la pianta è il “ragnetto rosso” , un acaro che nasce in ambienti caldi e secchi. Noteremo la sua presenza per la comparsa di ragnatele scure sulla parte inferiore della foglia. Possiamo prevenire la sua comparsa o “lavando” le foglie con l’acqua con il quale annaffiamo la pianta, oppure trattenendo umidità nell’ambiente in cui cresce la pianta. Questo parassita può essere eliminato utilizzando prodotti acaricidi. Una malattia della pianta porta all’ingiallimento delle foglie e alla caduta dei fiori, determinata da vari fattori tra i quali: sbalzi di temperatura, innaffiature troppo abbondanti o troppo scarse, eccesso di calcare nell’acqua di annaffiatura o nel terreno.