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Rampicanti

Gelsomino

Informazioni e consigli sulla coltivazione del gelsomino, specie rampicante con fiori profumati. Come scegliere le giuste varietà e come curarle e mantenerle sane. Tutto questo nella nostra pagina di giardinaggio.org

di Redazione

17 settembre 2014

Gelsomino

Il gelsomino, nome botanico Jasminum L. comprende oltre 200 diverse specie di piante arbustive, rampicanti e sempreverdi. Quelle coltivate nei nostri giardini sono un rampicante sempreverde che serve anche a coprire muri, recinti e pergolati e un arbusto ornamentale che cresce solitamente in vaso. Le origini del gelsomino non sono ancora del tutto note, vista la grande varietà di specie classificate con la dicitura di questa pianta. Le specie del genere Gelsomino appartengono alla famiglia delle Olaceae e sono originarie dell’India, della Cina, dell’Afghanistan, della Spagna e di altri Paesi mediterranei. E’ probabile che alcune varietà siano state importante in Europa proprio dall’estremo Oriente.

Caratteristiche

Il gelsomino è un rampicante arbustivo che può raggiungere altezze variabili, dai 4 ai 15 metri, in base alla specie di appartenenza. Si tratta di una pianta che si adatta a qualsiasi tipo di terreno. Non si può dire lo stesso per la temperatura, visto che il gelsomino comune predilige i climi temperati e non resiste alle basse temperature. Ma anche in questo caso, a fare la differenza è sempre la varietà: alcune specie di gelsomino fioriscono, infatti, in inverno, altre a primavera o in estate. La pianta si presenta con foglie strette e lunghe, raggruppate in piccole foglioline, e fiori semplici, a quattro o cinque petali di colore bianco. Alcune varietà di gelsomino possono anche avere fiori gialli, rosa e tendenti persino all’azzurro. Alcune varianti di colore si ottengono grazie a varietà ibride. La principale caratteristica del gelsomino è il profumo dei suoi fiori, specie di quelli bianchi, che emettono essenze odorose nelle ore notturne. Questa proprietà dei fiori di gelsomino viene sfruttata anche dall’industria cosmetica per produrre profumi femminili.

Varietà

Esistono diverse varietà di gelsomino, ed elencarle tutte sarebbe impossibile, anche perché alcune specie, seppur chiamate con lo stesso nome, non appartengono affatto al genere gelsomino. Per maggiore chiarezza, restringeremo la nostra descrizione alle varierà più conosciute, ovvero: Jasminum azoricum, Jasminum officinalis, Jasminum grandiflorum, Jasminum nudiflorum, Jasminum odorantissimum, Jasminum primulinum, Jasmimum polyanthum, e l’ibrido Jasminum stephanense. La varietà Jasminum azoricum è un arbusto rampicante originario dell’America settentrionale. Fiorisce in estate e predilige i climi temperati. La varietà Jasminum officinalis o gelsomino officinale, è una pianta adatta anche a temperature meno miti. Di portamento rampicante, il gelsomino officinale può raggiungere anche i 15 metri di altezza, ha fiori bianchi, piccoli e molto odorosi, con varietà a sfumature gialle o rosa. La fioritura del gelsomino officinale si ha da giugno a settembre. Questa varietà di gelsomino è originaria dell’India , della Cina e dell’Iran. Sempre dall’India proviene il gelsomino grandiflorum, rampicante coltivato in vaso per la sua scarsa resistenza alle basse temperature. I fiori della varietà grandiflorum sono grandi, di colore rosa, con sfumature bianche al termine della fioritura. L’apparato fiorale di questa specie di gelsomino si sviluppa sempre nel periodo estivo. Il gelsomino nudiflorum, proveniente sempre dalla Cina, viene chiamato anche gelsomino di San Giuseppe. Presenta foglie di colore verde scuro e fiori riuniti a mazzetti, di colore giallo, che si sviluppano da novembre ad aprile, sui rami dell’anno precedente. Questa varietà resiste alle basse temperature e può essere collocata per decorare i muri più esposti all’ombra, ma al riparo dai venti freddi che possono rallentare la fioritura. La varietà gelsomino odorantissumum è originaria della Spagna e si presenta con fiori molto odorosi, di colore giallo, che sbocciano durante l’estate. Sempre di colore giallo, i fiori doppi della varietà gelsomino primulinum, che sbocciano da marzo a maggio. Questa varietà rampicante è originaria della Cina e si coltiva all’aperto solo nelle zone con clima temperato. La varietà polyanthum si presta, invece, alla coltivazione in serra., dove i fiori ( bianchi o rosa) sbocciano da novembre ad aprile. La specie polyanthum si può coltivare anche all’aperto, nelle aree a clima rigido., dove i fiori sbocciano tra aprile e giugno. L’ibrido jasminum stephanense è ottenuto da un incrocio tra il gelsomino officinale e una specie a fioritura estiva originaria della Cina ( Jasminum beesianum). L’ibrido, con fiori rosa, sboccia in estate ed è munito di ramificazioni che si sviluppano da sole, senza necessità di alcun sostegno esterno o aggiuntivo.

Coltivazione

La coltivazione dei gelsomini dipenderà dalla varietà scelta. Le specie che si adattano ai climi miti vanno coltivate all’aperto solo se si tratta di aree generalmente temperate, altrimenti è necessario coltivarle in vaso, per metterle al riparo in caso di temperature troppo rigide. Le varietà più rustiche, cioè quelle adatte alle basse temperature, si possono coltivare al’esterno solo in aree con clima tendenzialmente rigido. Nelle zone mediterranee, le varietà che gradiscono il freddo vanno coltivate in serra, a temperature intorno ai cinque gradi centigradi. Il terreno per coltivare il gelsomino non deve avere proprietà particolari, perché questa pianta si adatta a qualsiasi tipo di terriccio. La pianta deve essere coltivata in luoghi soleggiati, ma senza esposizione solare diretta. La messa a dimora del gelsomino avviene tra ottobre e aprile nelle zone con clima temperato, mentre in altre aree bisognerà scegliere i periodi con le temperature più miti o, comunque, non al di sotto dei dieci gradi, in modo da favorire la germinazione della pianta e anticipare la fioritura. I gelsomini adatti alle temperature miti si coltivano all’aperto e vanno posizionati sotto la diretta luce solare per almeno un paio d’ore al giorno. I gelsomini coltivati all’aperto nelle zone con clima freddo, possono essere protetti dalle gelate coprendo il terreno con paglia o con una pacciamatura fatta di rami o foglie secche. I gelsomini coltivati in vaso gradiscono un miscuglio fatto con terra da giardino, terriccio universale, sabbia e torba.

Innaffiature

La frequenza delle innaffiature, per il gelsomino, va dosata in base alle specifiche esigenze della varietà coltivata. Le specie che amano le basse temperature vanno innaffiate abbondantemente nei mesi estivi, mentre, in inverno, le operazioni si devono fare più rade o sporadiche. A primavera, sempre le specie che amano il freddo, si innaffiano ogni giorno, avendo cura di bagnare le foglie e di aerare l’eventuale serra in cui il gelsomino viene coltivato. Per il gelsomino rampicante coltivato all’esterno, si devono evitare le innaffiature eccessive, anche se non si devono mai lesinare, perché i rampicanti sono delle specie molto vigorose che hanno maggiori esigenze idriche rispetto alle altre piante. Tra un’innaffiatura e l’altra devono passare almeno due giorni, in modo che il terreno si asciughi. Il suolo, inoltre, ogni 20 giorni circa, va inumidito in profondità versandovi almeno due secchi d’acqua.

Concime

Il gelsomino va concimato in estate e a primavera, con un intervallo di due settimane tra un intervento e l’altro. Anche se questa pianta si adatta a qualsiasi tipo di terreno è meglio evitare i concimi chimici che, oltre a inquinare il terreno, si accumulano progressivamente nell’ambiente causando anche sintomi da eccesso e carenza di sostanze nutritive nelle foglie e nei fiori della pianta. La concimazione ideale del gelsomino va fatta con sostanze organiche, meglio se stallatico o letame maturo, da somministrare nel periodo indicato in questo paragrafo o in quello della fioritura, che può variare in base alla specie di gelsomino coltivata.

Potatura

La maggior parte delle varietà di gelsomino non richiede eccessivi interventi di potatura, ma solo l’eliminazione dei rami secchi e l’accorciamento di quelli troppo lunghi. Alcune varietà di gelsomino, come quello officinale, non devono subire l’accorciamento dei rami, ma solo l’eliminazione di quelli improduttivi o eccessivi. Altre specie di gelsomino, come il primulinum e il nudiflorum, oltre alla potatura dei rami secchi e malformati, necessitano anche dell’accorciamento dei rami a fiori, da tagliare ad un’altezza massima di sette centimetri dalla base. Il periodo ideale per potare il gelsomino è dopo la fioritura. Le specie che subiscono il raccorciamento dei rami fiorali vanno potate ogni anno.

Propagazione

Il gelsomino si può propagare per talea e per propaggine. La moltiplicazione per talea è senz’altro la più diffusa. Per attuarla si usa legno semimaturo, staccato da un ramo portante o semiportante della pianta madre. I rametti, o talee, lunghi otto o dieci centimetri, si prelevano a fine estate nelle varietà che fioriscono a primavera e a marzo aprile in quelle che fioriscono durante la stagione invernale. Le talee vanno fatte radicare in un cassone e ad una temperatura massima di 20 gradi. Dopo lo sviluppo delle radici, le nuove piantine vanno trapiantate in un vaso del diametro di circa 9 centimetri, riempito di terriccio, terra da giardino, sabbia e torba. Alcune varietà di gelsomino si sviluppano anche per propaggine, ma questa tecnica di moltiplicazione vegetale non è molto usata perché la radicazione del gelsomino si ha dopo un anno. In ogni caso, la propaggine consiste nell’interrare il ramo più basso della pianta madre, ramo che va staccato dalla stessa dopo lo sviluppo delle radici.

Malattie

Il gelsomino è frequentemente attaccato dagli afidi e dalle cocciniglie. Queste ultime infestano la pianta in misura maggiore rispetto agli afidi. La cocciniglia succhia la linfa della pianta stimolando, nella stessa, la produzione di sostanze zuccherine che si appiccicano alle foglie causando lo sviluppo di altre malattie, quali fumaggini e muffa bianca. Quando l’infestazione da cocciniglia è contenuta si può provare a combatterla rimuovendo il parassita con del cotone imbevuto di alcool, mentre, se è troppo estesa, si devono usare specifici insetticidi. Lo stesso dicasi per la lotta agli afidi. Le malattie del gelsomino si manifestano con l’aumento delle temperature. A primavera , a scopo preventivo, è consigliabile usare insetticidi e funghicidi ad ampio spettro. La somministrazione di queste sostanze va effettuata prima della fioritura.

Linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori il gelsomino è il simbolo dell'amore divino. Esprime inoltre amabilità e sensualità grazie al buonissimo e intenso profumo dei suoi candidi fiori bianchi. Per queste ragione, il gelsomino è un fiore che racchiude in se carica positiva e molto apprezzato da chi lo riceve in dono. Così come la rosa, in base al colore dei suoi petali, il significato del gelsomino può variare. Il colore più diffuso è il bianco ed è legato ai significati precedentemente esposti; il gelsomino giallo indica felicità, mentre uno rosso amore e desiderio verso la persona amata.

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Domande frequenti

  • Come distinguere il vero gelsomino dal gelsomino invernale?
    È fondamentale verificare il nome scientifico, poiché il termine 'gelsomino' viene usato erroneamente per piante di generi diversi. Il vero gelsomino appartiene al genere *Jasminum* (famiglia Oleaceae) ed è spesso rampicante con fiori profumati. Il cosiddetto 'gelsomino invernale', noto scientificamente come *Jasminum nudiflorum*, è un arbusto deciduo con fiori gialli che fiorisce sui rami nudi in inverno. Altri nomi comuni ingannevoli includono il gelsomino stellato (*Trachelospermum jasminoides*), che è sempreverde e ha fiori bianchi a stella, e il gelsomino viola (*Bignonia capreolata*), che è una liana della famiglia delle Bignoniacee. Controllare sempre l'etichetta botanica per garantire la corretta coltivazione.
  • Quando e come si pota il gelsomino correttamente?
    La potatura dipende dalla varietà e dal periodo di fioritura. In generale, la potatura principale va eseguita subito dopo la fine della fioritura per mantenere la forma e stimolare la crescita. Per le varietà che fioriscono in primavera (spesso sui rami dell'anno precedente), non bisogna accorciare i rami legnosi, ma rimuovere solo quelli secchi o malformati. Al contrario, specie come il *Jasminum primulinum* richiedono l'accorciamento dei rami fiorali a circa 7 cm dalla base per favorire nuovi getti. Elimina costantemente i rami secchi e quelli troppo lunghi per controllare la vigoria della pianta, specialmente se coltivata in vaso o su supporti limitati.
  • Il gelsomino teme il gelo? Quali varietà sono più rustiche?
    La resistenza al freddo varia enormemente tra le specie. Il *Jasminum nudiflorum* (gelsomino invernale) è molto rustico e resiste bene al freddo, fiorendo sui rami nudi anche in inverno. Il *Jasminum officinale* tollera temperature piuttosto basse. Tuttavia, molte varietà tropicali o subtropicali, come il *Jasminum grandiflorum* o il *Jasminum polyanthum*, sono sensibili al gelo e necessitano di protezione in inverno o coltivazione in serra/vaso da ricoverare. Nelle zone con inverni rigidi, le specie delicate vanno protette con pacciamatura alla base o coltivate in vaso per essere spostate in ambienti riparati quando le temperature scendono sotto i 5-10°C.
  • Quanto spesso e quanto acqua va data al gelsomino?
    Le esigenze idriche variano in base alla stagione e alla specie. Durante la primavera e l'estate, periodo di crescita attiva e fioritura, il gelsomino richiede annaffiature regolari e abbondanti, facendo però attenzione a non creare ristagni idrici. È importante lasciare asciugare leggermente il terreno superficiale tra un'annaffiatura e l'altra. In inverno, le annaffiature devono essere ridotte drasticamente, soprattutto per le specie dormienti o coltivate in serra fredda. Per i rampicanti esterni, si consiglia di inumidire il suolo in profondità ogni 20 giorni circa versando almeno due secchi d'acqua, assicurandosi che il terreno sia ben drenato per evitare marciumi radicali.

Scheda Tecnica

Jasminum L.

Nome scientificoJasminum L.
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaArbusto rampicante o ornamentale
OrigineAsia (India, Cina, Afghanistan) e Mediterraneo
EsposizioneSoleggiata, preferibilmente con ombra parziale nelle ore più calde
TerrenoQualsiasi tipo, ben drenato; misto per vasi (terra, torba, sabbia)
IrrigazioneAbbondante in estate/primavera, ridotta in inverno; lasciare asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra
FiorituraPrimavera, Estate o Inverno (dipende dalla varietà)
AltezzaDa 4 a 15 metri
ConcimazioneOrganica (stallatico/letame maturo) in primavera ed estate, ogni due settimane
PotaturaLeggera, dopo la fioritura; eliminare rami secchi e accorciare quelli floreali per alcune specie
MoltiplicazioneTalea (semimatura) o propaggine
Malattie e parassitiAfidi, Cocciniglie, Fumaggine, Muffa bianca
Difficoltà di coltivazioneMedia

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