Passiflora

Passiflora

E’ conosciuta ed apprezzata in erboristeria per le sue benefiche proprietà. Ma viene anche coltivata in vaso o in giardino a scopo ornamentale. Le varietà rampicanti possono addirittura servire a decorare recinti e pergolati. Stiamo parlando della passiflora, specie originaria del Sud America e, per alcune specie, dell’Asia e del Nord America. La passiflora comprende diverse specie di piante, circa cinquecento, che presentano caratteristiche, forme, colori e dimensioni del tutto differenti tra una specie e l’altra. Ma sono solo, anche il portamento ed il comportamento delle diverse specie di passiflora, varia da una varietà all’altra. Esistono infatti specie rampicanti, erbacee, perenni, annuali ed arbustive. L’ampia disponibilità di specie permette di coltivare la passiflora più adatta i propri gusti ornamentali. Infatti, questa pianta si può allevare sia in vaso che in piena terra, ottenendo, con i giusti accorgimenti colturali, dei risultati davvero sorprendenti e spettacolari.
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Caratteristiche

passiflora La passiflora comprende un genere di piante appartenente alla famiglia delle Passifloraceae. Il nome della pianta significa “fiore della passione” e deriva dal latino “passio flos”, nome che le venne attribuito per via della somiglianza dei fiori con alcuni oggetti che ricordano la Passione di Cristo. In effetti, i fiori della passiflora sono tra i più belli esistenti in natura. Si pensa che la pianta abbia sviluppato il suo tipico apparato fiorale per attirare gli insetti necessari alla sua impollinazione. I fiori della passiflora possono avere colori e dimensioni che variano in base alla specie. Esistono fiori grandi da pochi millimetri ad alcuni centimetri. L’apparato fiorale è composto da fiori solitari ed ermafroditi. Questi presentano tre brattee variamente colorate, con calice di quattro o cinque sepali e corolla con numero di petali variabile in base alla specie. Al centro della corolla si trovano dei filamenti, disposti a raggiera e variamente colorati, che servono proprio ad attirare gli insetti. Questa raggiera ricorda proprio la corona di spine usata nella Passione di Cristo. Il fusto della passiflora ha un’altezza variabile in base alla specie di piante e può andare da pochi centimetri di lunghezza, fino a sei metri negli arbusti. Questa parte della pianta si presenta di colore verde intenso, con sezioni ( variabili sempre in base alla specie) cilindriche, rettangolari o triangolari. Nelle specie rampicanti il fusto si presenta cavo e forma dei cespugli di varia altezza che vengono usati per ornare recinti, muri e pergolati. La passiflora ha delle radici che si sviluppano abbondantemente i profondità. Le foglie sono alterne, con variazioni di forme e di colore che dipendono sempre dalla specie coltivata. Possono infatti essere lunghe da pochi centimetri a qualche metro. Nella passiflora rampicante, sotto l’ascella fogliare sono presenti dei fili verdi, detti viticci, che servono alla pianta per ancorarsi ai supporti sui quali cresce. In alcune specie i viticci hanno la forma di piccoli dischi che garantiscono un ancoraggio maggiore e una più solida tenuta della pianta sulla struttura da ricoprire. I frutti della passiflora sono delle bacche di forma ovale e di vario colore. All’interno della polpa gelatinosa del frutto sono contenuti dei semi di colore scuro a forma di cuore, dotati di un arillo morbido ( scorza). Nelle diverse parti vegetali della passiflora possono essere presenti anche delle ghiandole nettarifere, che variano di numero in base alla specie coltivata, e che in alcune varietà assumono la forma di un peduncolo.

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Varietà

passiflora3Come detto ai precedenti paragrafi, la passiflora annovera diverse specie di piante. In questa sede sarebbe impossibile elencarle tutte, per cui ci limiteremo ad indicare quelle più rinomate. In tal senso ricordiamo la passiflora cerulea, vigorosa specie rampicante adatta ad essere coltivata nelle zone con climi più freddi; la passiflora gracillima, con foglie di dimensioni millimetriche; passiflora gigantifolia, con foglie che possono raggiungere anche il metro di altezza. Ricordiamo anche la passiflora discophora, che, come la varietà gracillima, presenta viticci a forma di piccoli dischi; la passiflora tuberosa, dai frutti piccoli e con dimensioni simili a un pisello, e la passiflora quadrangularis, con frutti grandi quanto un uovo di tacchino. Tra le varietà ornamentali ricordiamo anche la passiflora racemosa, dai fiori bianchi e rossastri , la passiflora violacea, dai fiori color violetto, e la passiflora umbilicata, dai fiori che variano dal rosso al bruno. Un ‘ulteriore classificazione della passiflora può essere effettuata anche in base all’epoca della fioritura. Analizzeremo meglio questo aspetto nei successivi paragrafi dedicati alla coltivazione della pianta.


Coltivazione

passiflora4La passiflora è, per sua natura, una pianta tropicale e quindi adatta ai climi caldo umidi. Le numerose varietà permettono di scegliere quella più adatta alla propria area climatica, anche se è sconsigliabile coltivare la passiflora in zone particolarmente fredde caratterizzate da frequenti gelate. Nelle zone temperate e in quelle più fredde del Nord Italia, si può coltivare la passiflora cerulea, la specie rampicante adatta a creare recinti e pergolati. La temperatura ideale per coltivare la passiflora è compresa tra i diciotto ed i ventisette gradi, nel periodo estivo e intorno ai dieci gradi in inverno. Le temperature invernali possono anche essere più basse, ma solo in aree con clima secco e non particolarmente piovoso. Il freddo e la pioggia rischiano, infatti, di far marcire le radici della pianta causandone la morte. La passiflora gradisce le esposizioni ben soleggiate ed illuminate, ma protette dalle forti raffiche di vento e dall’aria fredda, anche se è sempre indispensabile mantenere un buon livello di aerazione nella zona di esposizione della pianta.


Substrato

Il terriccio ideale per la sana crescita della passiflora deve consentire alle radici della pianta di penetrarvi in profondità. Sono, dunque, da evitare i terricci tropo duri, compatti e con una scarsa capacità drenante. Meglio puntare su terricci fertili e morbidi. Un substrato tipico per la passiflora è composto da torba, sabbia e terriccio fertile, da miscelare in parti uguali. Come già detto ai precedenti paragrafi, la passiflora si presta sia alla coltivazione in vaso che a quella su terreno. Il vaso deve essere proporzionato allo sviluppo della pianta e deve consentire un buon drenaggio dell’acqua in eccesso. Il contenitore va sostituito ogni anno, all’inizio della stagione primaverile. La pianta va, dunque, spostata nel nuovo contenitore, che sarà riempito con del nuovo terriccio. Per la passiflora coltivata all’aperto bisogna considerare le specifiche caratteristiche del terreno, migliorandone le proprietà chimico fisiche tramite l’uso di concimi correttivi. Nei terreni troppo argillosi è anche consigliabile aggiungere della sabbia. Se il terreno è troppo compatto, bisogna scavare delle buche che abbastanza profonde in modo da consentirvi la completa penetrazione delle radici.


Annaffiature

La passiflora va innaffiata abbondantemente, e regolarmente, dalla primavera all’estate, avendo cura di bagnare tutto il terreno, ma senza lasciarvi dei ristagni. In inverno le annaffiature si possono diradare, ma senza mai far asciugare completamente il terriccio, che deve mantenersi costantemente umido. Se la pianta viene coltivata su terreno bisogna collocarla su aree protette e ben livellate, in modo da non creare accumuli di acqua in superficie. Il terreno, inoltre, deve consentire un regolare assorbimento e smaltimento dell’acqua piovana e di irrigazione in eccesso. In inverno bisogna anche controllare che sul substrato non siano presenti ristagni idrici, in quanto l’abbassamento delle temperature, unito all’eccessiva presenza di acqua, farebbe marcire le radici causando la morte della pianta.


Concime

La passiflora va concimata una volta a settimana dalla primavera all’estate. I concimi ideali per questa pianta devono essere liquidi, in modo da essere somministrati attraverso l’acqua di irrigazione. Per stimolare la fioritura è consigliabile usare concimi con un titolo di potassio superiore all’azoto ed al fosforo. Il titolo di potassio può essere superiore anche di cinque volte rispetto agli altri elementi. Se per errore di dovesse scegliere un concime con un alto titolo di azoto, si otterrebbe una pianta con foglie intensamente colorate di verde, ma con una scarsa fioritura.


Fioritura

La passiflora comprende diverse specie, ognuna con specifiche caratteristiche e diverse epoche di fioritura. La passiflora racemosa, ad esempio, fiorisce da maggio a settembre, quella cerulea, da giugno a settembre, la edulis, da giugno, agosto a settembre, la quadrangularis, da maggio a luglio e la violacea, da agosto a settembre. In pratica, in base alle specie coltivate, si potranno avere fioriture durante tutto il corso dell’anno.


Potatura

La passiflora non necessita di eccessive potature, ma solo di interventi che hanno lo scopo di migliorarne la forma ed il portamento. Il periodo ideale per potare la passiflora è a primavera, quando si accorceranno i rami laterali a circa cinque o dieci centimetri dalla base, ed il fusto, a circa venticinque centimetri dalla base. I tagli devono essere praticati usando attrezzi per potatura con lame ben affilate e disinfettate.


Moltiplicazione

La passiflora si moltiplica per talea e per seme. Quest’ultimo metodo di propagazione non garantisce tempi certi di attecchimento e la corrispondenza delle nuove piante a quella madre, vista l’elevata variabilità genetica delle varie specie di passiflora. Di facile attecchimento è, invece, la propagazione per talea. Questa si effettua ad inizio della primavera, prelevando le talee dalle piante più sane e robuste. I rametti, lunghi almeno otto centimetri, vanno puliti eliminando le foglioline alla base. Questi stessi rametti vanno interrati in un vaso composto da torba e sabbia grossa, su cui è stato praticato in foro profondo due centimetri. Il terriccio può anche essere trattato preventivamente con un fungicida, per prevenire eventuali infezioni. Il vaso va posto all’ombra, ad una temperatura di circa venti gradi, e va ricoperto con un telo di plastica. Il terriccio va mantenuto costantemente umido, senza però far andare acqua sulla pianta. Quando le talee avranno messo radici si potranno spostare in un luogo più luminoso, concimandole ogni due settimane e fino all’inizio dell’inverno. A primavera, quando le nuove piantine si saranno formate, si potranno rinvasare e coltivare come quelle adulte. La moltiplicazione per seme si effettua usando proprio i semi della pianta, che vanno interrati, quasi in superficie, su una cassetta contenente terriccio fertile e sabbia grossolana. Il contenitore va tenuto in un luogo luminoso e a temperature di circa ventisei gradi. Il terriccio va mantenuto umido fino al momento della germinazione dei semi, mentre il vassoio va ricoperto con un telo di plastica. I tempi di attecchimento dei semi sono molto variabili, a volte ci possono volere anni per vedere sviluppare le nuove piante, per questo motivo i coltivatori prediligono la propagazione per talea.


Malattie

Le malattie della passiflora si possono manifestare anche in altre piante. Si tratta di patologie causate da errori di coltivazione o da specifici parassiti delle piante. Se la passiflora perde le foglie, vuol dire che è stata irrigata poco, mentre se queste diventano gialle ed i fiori non si sviluppano, potrà trattarsi di una scarsa illuminazione. Le patologie da errori colturali si curano correggendo quegli stessi errori, ovvero mantenendo il terriccio costantemente umido e spostando la pianta in una posizione più luminosa. I principali parassiti che possono colpire la passiflora sono la cocciniglia farinosa, il ragnetto rosso e gli afidi. La cocciniglia farinosa provoca macchie biancastre sulla parte inferiore delle foglie, mentre il ragnetto rosso causa delle macchie giallastre e brune sempre sulle stesse parti della pianta. Gli afidi succhiano la linfa della pianta pungendo le foglie, che iniziano a seccarsi progressivamente. I parassiti della passiflora si possono combattere con rimedi manuali se le infezioni non sono troppo estese, in caso contrario si può ricorrere a specifici antiparassitari.



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