Fiori plumbago

Rampicanti

Plumbago

Tutte le info sul Plumbago, la pianta originaria dell’Africa conosciuta con il nome di gelsomino azzurro ed apprezzata per la sua lunga fioritura.

di Redazione

07 febbraio 2017

Come irrigare il plumbago

Il Plumbago è una pianta dai caratteristici fiori azzurri simili nelle forme e dimensioni a quelli dei gerani. Sono infatti piccoli germogli raggruppati in infiorescenze come quelli del genere Pelargonium. La pianta del Plumbago fa invece parte della famiglia delle Plumbaginaceae ed è conosciuta pure con il nome di gelsomino azzurro, anche se rispetto a quest’ultimo risulta poco profumata. È tuttavia apprezzata per la sua rigogliosa fioritura che si protrae per molti mesi. Il Plumbago è originario delle zone africane ed è molto diffuso nel nostro Paese dove spesso è posto a decoro di giardini e terrazze, poiché dona un tocco di colore ad aiuole, muretti, cancellate e pergolati. È una pianta che cresce e si sviluppa sia all’interno di vasi che direttamente sul terreno, arrivando a raggiungere altezze superiori ai due metri, essendo di tipo rampicante. Come irrigare il Plumbago? La pianta necessita di frequenti innaffiature soprattutto nella sua fase vegetativa. L’acqua dovrà essere data con una regolarità almeno sino ad estate inoltrata. Le innaffiature non dovranno essere abbondanti e si dovrà dare l’acqua solo quando il terriccio sarà asciutto.

Prendersi cura del plumbago

Prendersi cura del Plumbago non richiede la conoscenza di particolari tecniche di coltivazione. Per poter ottenere ottimi risultati, bisogna tuttavia tenere conto che il Plumbago è un tipo di pianta che si adatta bene alle zone dove il clima è mite e temperato. La pianta infatti non sopporta il freddo e il gelo per cui, alla prima comparsa di temperature rigide e piogge copiose, si renderà opportuno provvedere a spostarla in luoghi asciutti e riparati. In quel periodo la pianta si presenterà già senza fiori, poiché il tempo di fioritura si conclude nel mese di ottobre. È pure consigliabile tenerla lontano dalle correnti d’aria che potrebbero spezzare i fragili rami della pianta e far cadere i petali dei piccoli fiori. Nei mesi freddi si potrà rendere necessario proteggere la pianta con una pacciamatura di foglie secche. Per quanto riguarda la potatura, dovrà essere effettuata durante determinati periodi dell’anno. In genere la si effettua in autunno oppure ogni volta che i rami si presentano appassiti. Come si pota il Plumbago? Occorrerà eliminare con apposite cesoie i rami secchi sfoltendo la pianta in più punti. Crescerà così in modo più rigoglioso e si svilupperà meglio.

Quando occorre concimare la piombaggine

Il Plumbago per crescere in maniera ottimale deve essere concimato facendo uso di particolari prodotti che si trovano in commercio, adatti per le piante da fiore. Le piante rigogliose di fiori necessitano di elementi fondamentali, quali fosforo, azoto e potassio che ne favoriscono lo sviluppo e prolungano il periodo di fioritura. È necessario concimarle almeno una volta al mese per poi diminuire la somministrazione nel periodo di maggior fioritura. La carenza di fiori e l’ingiallimento delle foglie sono sintomi della presenza di poca quantità di azoto. Un buon fertilizzante per piante da fiori dovrà contenere anche gli altri microelementi, quali zinco, rame, ferro e magnesio che l’aiutino a crescere meglio. Un terreno, a prescindere se sia già ricco di sali minerali presenti in natura, ad ogni modo richiede sempre la somministrazione di un fertilizzante specifico. Sarebbe opportuno scegliere tra quelli liquidi che, a differenza dei prodotti chimici in granuli, i quali rilasciano le proprie sostanze nutritive a rilento, sono più veloci da assorbire. Il rinvaso del Plumbago si effettuerà all'inizio della primavera utilizzando un vaso dotato di foro per il drenaggio dell’acqua.

Malattie e possibili rimedi

La pianta di Plumbago predilige luoghi illuminati e soleggiati, ma non i raggi diretti del sole che le potrebbero causare danni irreparabili. Le foglie e i rami tendono infatti a bruciarsi quando il sole è forte e le temperature sono torride. È bene sapere che la luce e la presenza del sole favoriscono la fioritura del Plumbago. Se la pianta invece viene esposta in una zona ombreggiata c’è il rischio che il Plumbago non fiorisca o produca pochi fiori. Anche l’abbondanza di acqua può provocare danni alla pianta ed in particolare il marciume delle radici e la comparsa di funghi e malattie. Infatti, nel caso in cui il sottovaso della pianta risultasse sempre colmo di acqua, è possibile la comparsa di muffa sulle foglie e sulle gemme. Tra le malattie alle quali è soggetto il Plumbago, quella che si manifesta con una certa regolarità, soprattutto in presenza di temperature alte e climi afosi, è data dall’attacco del cosiddetto ragnetto rosso. Se invece sulla pianta compaiono piccoli insetti biancastri-verdastri potrebbe trattarsi di afidi o pidocchi. In entrambi i casi occorrerà somministrare alla pianta uno specifico prodotto acquistabile presso i negozi di giardinaggio e nei vivai.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente il Plumbago?
    Il Plumbago richiede irrigazioni frequenti, specialmente durante la fase vegetativa e fino a tarda estate. Tuttavia, è fondamentale evitare il ristagno idrico: devi somministrare l'acqua solo quando il terriccio si presenta completamente asciutto. Le innaffiature non devono essere eccessivamente abbondanti. Un errore comune è lasciare il sottovaso sempre pieno d'acqua, condizione che favorisce il marciume delle radici e la comparsa di muffe sulle foglie e sulle gemme. Assicurati quindi che il vaso abbia un ottimo drenaggio.
  • Il Plumbago tollera il freddo intenso?
    No, il Plumbago non sopporta né il freddo né il gelo. Essendo originaria di zone africane, predilige climi miti e temperati. Appena si prevedono temperature rigide o piogge copiose, è essenziale spostare la pianta in un luogo asciutto e riparato dal vento. Durante i mesi freddi, se lasciata all'esterno o in serra fredda, puoi proteggere le radici applicando una pacciamatura di foglie secche. Ricorda che la fioritura termina solitamente a ottobre, momento in cui la pianta entra in una fase di riposo.
  • Quale esposizione luminosa è ideale per favorire la fioritura?
    La luce solare è cruciale per una fioritura rigogliosa. Il Plumbago predilige posizioni illuminate e soleggiate, poiché l'esposizione diretta al sole stimola la produzione di fiori. Tuttavia, fai attenzione: i raggi diretti del sole nelle ore più calde e torride possono causare ustioni irreparabili a foglie e rami. Se la pianta viene posta in zone troppo ombreggiate, rischi di ottenere una scarsa fioritura o addirittura l'assenza totale di fiori. Trova un equilibrio tra luce sufficiente e protezione dalle scottature estive.
  • Quando e come effettuare la potatura?
    La potatura del Plumbago va effettuata principalmente in autunno o ogni volta che noti rami appassiti o secchi. Utilizza cesoie pulite e affilate per tagliare via il legno morto, operando uno sfoltimento della chioma in diversi punti. Questa pratica non serve solo a rimuovere parti danneggiate, ma stimola la pianta a svilupparsi in modo più rigoglioso e sano, favorendo la crescita di nuovi getti. Evita di potare durante i periodi di gelo o quando la pianta è sotto stress idrico.
  • Quali fertilizzanti usare e con quale frequenza?
    Per una crescita ottimale, concima il Plumbago almeno una volta al mese utilizzando prodotti specifici per piante da fiore. Cerca fertilizzanti ricchi di macroelementi come fosforo, azoto e potassio, essenziali per lo sviluppo vegetativo e la durata della fioritura. Inoltre, assicurati che contengano microelementi come zinco, rame, ferro e magnesio. I fertilizzanti liquidi sono preferibili perché vengono assorbiti più rapidamente rispetto a quelli granulatici. Riduci leggermente le somministrazioni nel picco di fioritura se necessario, ma mantieni la costanza mensile.

Scheda Tecnica

FamigliaPlumbaginaceae
Tipo di piantaRampicante
OrigineAfrica
EsposizioneSoleggiata ma non raggi diretti torridi; teme il freddo
Temperatura minimaNon sopporta freddo e gelo; portare in luogo riparato
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneFrequenti ma non abbondanti; solo quando il terriccio è asciutto
FiorituraDa primavera a ottobre (molti mesi)
AltezzaSuperiore ai due metri
ConcimazioneUna volta al mese con fertilizzante per piante da fiore (N-P-K + microelementi)
PotaturaAutunno o eliminazione rami secchi/appassiti
Malattie e parassitiRagnetto rosso, afidi, marciume radicale, muffe da eccesso idrico
Difficoltà di coltivazioneMedia

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