Fiori del jasminum fruticans

Rampicanti

Talea gelsomino

Come altre piante anche il gelsomino può essere riprodotto per talea a partire dal ramo di un esemplare già fiorito. Seguendo pochi e semplici accorgimenti potremo moltiplicare la pianta che già abbiamo e creare, a costo zero, un meraviglioso giardino.

di Redazione

25 febbraio 2015

La pianta del gelsomino

Il gelsomino appartiene alla famiglia delle Oleaceae, che comprende varie specie tra cui l'ulivo e il frassino. Originario dell'Asia, ormai si registrano ben 200 varietà. Il termine gelsomino comunemente si riferisce al jasminum officinale. Altre specie sono il jasminum fruticans, che cresce spontaneo nell’area mediterranea, il jasminum grandiflorum (gelsomino di Spagna), il jasminum nudiflorum, il jasminum odoratissimum ecc. Il trachelospermum jasminoides, noto come falso gelsomino o gelsomino stellato, trae in inganno a causa dei suoi fiori bianchi e odorosi. Le numerose varietà di gelsomino possono presentare tratti anche molto differenti. Alcuni tipi sviluppano arbusti cespugliosi che possono raggiungere un metro di altezza, altri, invece, hanno natura rampicante e si sviluppano fino a 15 metri di altezza. Anche il fogliame può presentare forme varie da specie a specie e diversificarsi da caduco a sempreverde. Al di là delle differenze tutte le varietà del gelsomino si assomigliano per il fiore dalla delicata forma a stella, contraddistinta alla base da un sottile tubulo. I colori spaziano dal bianco fino al rosa e al giallo.

Le proprietà del gelsomino

Il gelsomino è ampiamente utilizzato in ambito cosmetico per la sua inconfondibile profumazione. Già nella Polinesia francese era conosciuto per le proprietà cosmetiche. Le indigene lasciavano i fiori a macerare in acqua e poi utilizzavano questa lozione piacevolmente aromatica per pulire il viso. Aggiungevano la varietà del jasminum grandiflorum, noto anche come gelsomino spagnolo, all’olio con cui tradizionalmente idratavano il corpo e i capelli, sfruttando così le sue intense note profumate. Non è un caso che in Oriente il jasminum sia tradizionalmente considerato il simbolo dell’amore e della sensualità femminile. Meno conosciute sono, invece, le proprietà terapeutiche attribuite al gelsomino in campo officinale. Questa pianta vanta infatti effetti calmanti, cicatrizzanti, antispasmodici e antisettici. L’olio, in cui sono lasciati a macerare i fiori del gelsomino, può essere utilizzato per frizioni dall’effetto sedativo, antidepressivo, afrodisiaco e anche come cura contro gli attacchi di mal di testa.

La storia del gelsomino

Conosciuto per i suoi fiori bianchi e profumatissimi, il gelsomino in realtà è diffuso in 200 specie differenti che comprendono anche varietà dai fiori gialli e rosa. La maggioranza dei gelsomini sono originari dell’Asia Centrale, altri provengono dall’Africa e dall’Australia. L’unica varietà europea è il jasminum fruticans, che cresce ad arbusto fino ai due metri di altezza e tra aprile e giugno presenta dei bei fiori gialli. Il gelsomino officinale era conosciuto dagli Egiziani e poi dai Greci e dai Romani, ma scomparve in Europa fino al XV secolo quando venne di nuovo introdotto. Una nota a parte merita il jasminum sambac Granduca di Toscana, che deve il suo nome a Francesco I di Toscana. Alla fine del Cinquecento il Granduca ne ricevette in dono una pianticella dalle lontane terre di Goa. La coltivò così gelosamente nei suoi giardini segreti, dove collezionava altre piante esotiche, che finì per fiorire una sorta di leggenda intorno a questa specie dal fiore carnoso simile a una camelia. Agli inizi del XIX secolo il sambac Granduca di Toscana era a tal punto ricercato da essere sfoggiato all’occhiello dagli aristocratici catanesi.

La talea di gelsomino

Per talea si intende in agraria la parte di una pianta che è in grado di sviluppare radici e può essere, quindi, utilizzata per riprodurre un nuovo esemplare. Il termine talea ha finito, poi, per indicare la tecnica stessa della riproduzione vegetativa che permette di moltiplicare le piante. Di solito viene utilizzato un ramo che presenti almeno una gemma. Ci sono però delle varianti. Si parla di talea radicale quando la riproduzione è ottenuta dalle radici e di talea fogliare quando vengono impiegate le foglie. Anche il gelsomino può essere moltiplicato per talea. Dopo la fioritura va tagliato un ramo lungo 15 centimetri. È necessario togliere le foglie basse e mantenere quelle in alto. In un vaso va messo uno strato di ghiaia per favorire il drenaggio, quindi aggiunta della sabbia mescolata alla torba. La talea deve essere posizionata nel vaso dopo aver creato un buco di 10 cm. Bisogna innaffiare e mettere il vaso in una zona in ombra e ben riparata. Il terriccio va mantenuto umido, senza però esagerare con l’acqua. È consigliato attendere la primavera prima di estrarre il nuovo gelsomino per trasferirlo in un altro vaso o nella terra.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per effettuare la talea del gelsomino?
    La fase ideale per prelevare le talee di gelsomino è subito dopo la fioritura. In questo momento, il ramo ha accumulato sufficienti energie ed è fisiologicamente pronto a emettere nuove radici. Prelevare il materiale vegetativo in questo arco temporale aumenta significativamente le probabilità di attecchimento rispetto ad altri periodi dell'anno, garantendo una moltiplicazione più rapida ed efficace della pianta madre.
  • Come preparare correttamente il vaso e il terreno per la talea?
    Per garantire un buon sviluppo radicale, prepara un vaso inserendo sul fondo uno strato di ghiaia per assicurare un drenaggio ottimale dell'acqua in eccesso. Successivamente, riempilo con un mix equilibrato composto da sabbia e torba. Questo substrato offre la giusta umidità e aerazione necessarie. Prima di inserire la talea, crea un foro profondo circa 10 cm nel terriccio preparato per facilitare l'inserimento del fusto.
  • Quanto deve essere lunga la talea e quali parti vanno rimosse?
    La talea dovrebbe avere una lunghezza media di 15 centimetri. Una volta prelevato il ramo, è fondamentale rimuovere tutte le foglie poste nella parte inferiore del fusto, poiché potrebbero marcire sotto terra. Mantieni invece le foglie situate nella porzione superiore, poiché saranno essenziali per la fotosintesi durante la fase di radicamento. Assicurati che il taglio sia netto per evitare infezioni.
  • Dove posizionare il vaso con la talea e come gestire l'irrigazione?
    Posiziona il vaso in una zona caratterizzata da ombra e ben riparata dai venti forti, evitando il sole diretto che potrebbe disidratare rapidamente la talea. Durante tutto il processo di radicamento, mantieni il terriccio costantemente umido, ma fai attenzione a non esagerare con le annaffiature. Un terreno troppo bagnato favorisce il rischio di marciume radicale, compromettendo la nascita della nuova pianta.
  • Quando è possibile trapiantare il nuovo gelsomino ottenuto per talea?
    Si consiglia di attendere l'arrivo della primavera successiva per procedere con il trapianto. Questo tempo di attesa permette alle radici di svilupparsi adeguatamente durante il periodo di riposo invernale. Solo quando la pianta avrà consolidato il proprio apparato radicale potrai spostarla in un vaso di dimensioni maggiori o direttamente in piena terra nel giardino, garantendone la sopravvivenza e la crescita vigorosa.

Scheda Tecnica

Jasminum spp.

Nome scientificoJasminum spp.
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaArbusto o rampicante
OrigineAsia, Africa, Australia
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoSciolto, ricco di sostanza organica, ben drenante
IrrigazioneRegolare, mantenendo il substrato umido ma non zuppo
FiorituraPrimavera-Estate (varia in base alla specie)
AltezzaDa 1 m (cespuglio) a 15 m (rampicante)
PotaturaDopo la fioritura
MoltiplicazioneTalea (ramo, radice, foglia)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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