Foro del Ginepro

Aromatiche

Ginepro - Juniperus communis

È una conifera utilizzata come pianta aromatica per le sue bacche molto utilizzate in cucina, inoltre contengono un olio essenziale dotato di varie proprietà terapeutiche.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il ginepro appartiene alla famiglia delle Cupressacee, al genere Juniperus ed alla specie communis. È un arbusto di lento sviluppo alto fino a 3 m che può assumere un portamento cespuglioso o prostrato con fusti molto ramificati e che producono resina; la corteccia, di color bruno-rossastro, si può staccare longitudinalmente a scaglie. Le foglie sono sempreverdi, aghiformi, appuntite all’apice, riunite in gruppi di tre in prossimità di ciascun nodo, di colore verde tendente all’argento e superiormente presentano una linea biancastra. È una pianta dioica, per cui i fiori maschili e femminili si trovano su piante diverse, i primi sono piccoli e di color giallo chiaro mentre gli ultimi sono verdastri, entrambi sono riuniti in piccole infiorescenze; la fioritura si verifica in primavera. Dai fiori femminili si formano delle bacche dalla consistenza carnosa, chiamate anche galbuli, ovali, molto aromatiche, rivestite di cera, di colore verde che vira al blu scuro quando, nell’autunno del secondo anno, avviene la maturazione. I frutti permangono sulla pianta per 2-3 anni e maturano scalarmente, per cui sullo stesso esemplare ci possono essere bacche mature e galbuli verdi; le prime contengono 2-3 semi spigolosi e fertili. Inoltre i frutti costituiscono la parte di pianta utilizzata.

Clima e terreno

Il ginepro preferisce i climi temperati, ha una buona resistenza alle alte e soprattutto alle basse temperature; negli ambienti montani, caratterizzati da inverni piuttosto rigidi, gli alberi assumono un portamento nano e prostrato. Le esposizioni migliori sono le aree pienamente soleggiate o parzialmente ombreggiate, non necessariamente devono essere riparate perché l’albero sopporta bene il vento. Il ginepro predilige i terreni sciolti, di medio impasto, neutri o leggermente alcalini e ben drenati, vegeta bene anche sui suoli aridi, sassosi ed argillosi, purchè non siano troppo compatti e asfittici, in questo caso sono soggetti ai ristagni idrici. La specie è originaria del bacino del Mediterraneo e dell’America settentrionale; cresce allo stato spontaneo in zone aride e negli incolti in prossimità del mare e nei boschi di conifere in montagna fino ad un’altitudine di 1500 m.

Propagazione

Il ginepro si moltiplica per seme o per via vegetativa secondo le tecniche di talea e propaggine, vengono eseguite tutte a fine estate-inizio autunno. Le piante ottenute dal seme presentano un’elevata eterogeneità, tenendo conto che i semi impiegano parecchio tempo a germinare e che non si conosce il sesso della pianta. Le talee si prelevano in estate dalla nuova vegetazione, si fanno radicare in un substrato di sabbia mista a torba, in seguito vengono poste singolarmente in vasi, tenendole in serra fredda almeno per il primo inverno. La propaggine consiste nell’interramento di un ramo ancora attaccato alla pianta madre, lasciando fuori uscire l’apice; una volta che il ramo ha emesso le radici viene separato dalla pianta madre.

Tecniche di coltivazione

La coltivazione del ginepro è praticata nei giardini famigliari, a scopo ornamentale, per attuare rimboschimenti, per il legno ed in vaso sotto forma di bonsai. Con la potatura, eseguita durante l’inverno, si asportano i rami secchi, danneggiati, ombreggiati e verticali; verso la fine della primavera vengono effettuati dei raccorciamenti sui germogli troppo vigorosi che escono dalla forma della pianta. Durante le fasi della preparazione del terreno bisogna distribuire del letame maturo, mentre negli anni successivi alla messa a dimora la concimazione consiste nel somministrare del concime complesso a lento rilascio alla ripresa vegetativa. Il ginepro necessita di irrigazioni particolarmente durante l’estate nei primi 2-3 anni di crescita, in seguito le radici sono ben sviluppate per cui mostra una buona resistenza alla siccità, considerato che vegeta bene anche sui terreni aridi, poveri e sassosi. I rametti con le bacche di ginepro si raccolgono in autunno, tra settembre ed ottobre, e si fanno essiccare in ambienti riparati dalla luce, asciutti e con una buona circolazione d’aria. Il ginepro è una pianta rustica, per cui è poco soggetta ad attacchi di parassiti, tra gli insetti il più pericoloso è la cocciniglia mentre tra i funghi i marciumi radicali nel caso l’albero fosse coltivato in terreni argillosi asfittici e troppo compatti.

Proprietà ed utilizzo

I rametti ed i galbuli ancora verdi contengono un olio essenziale che viene estratto per distillazione di vapore fino allo 0,4 %. L’olio essenziale di ginepro contiene parecchie sostanze tra cui i terpeni, gli acidi organici, fino al 10 % di resina e gli zuccheri in misura del 30 %. L’olio essenziale di ginepro possiede proprietà diuretiche, antisettiche, espettoranti, rubefacenti e carminative, accelera la digestione stimolando la secrezione di succhi gastrici, cicatrizza tagli e ferite ed è efficace contro i reumatismi. In cucina le bacche di ginepro si utilizzano per insaporire le carni, per la preparazione di salse, marinate e condimenti e per aromatizzare liquori come il gin. È sconsigliato consumare preparati a base di ginepro durante la gravidanza e nel caso di problemi ai reni.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e terreno per coltivare il ginepro?
    Il ginepro prospera in posizioni a pieno sole o parzialmente ombreggiate ed è altamente tollerante al vento. Predilige terreni sciolti, ben drenati e di medio impasto, con pH neutro o leggermente alcalino. La sua grande adattabilità gli permette di crescere anche in suoli aridi, sassosi o argillosi, purché questi non siano compatti e causino ristagni idrici, che rappresentano il principale rischio per la salute radicale della pianta.
  • Come si propagano correttamente le piante di ginepro?
    La moltiplicazione avviene principalmente tramite seme, talea o propaggine, tutte operazioni da eseguire tra fine estate e inizio autunno. La semina produce piante eterogenee e richiede tempi lunghi, oltre a non garantire il sesso della pianta. La talea estiva su nuova vegetazione va radicata in miscela sabbia-torba e protetta in serra fredda il primo inverno. La propaggine consiste nell'interrare un ramo ancora legato alla pianta madre finché non sviluppa radici proprie.
  • Quando e come si raccolgono le bacche di ginepro per uso culinario?
    Le bacche, tecnicamente chiamate galbuli, impiegano due anni per maturare completamente, virando dal verde al blu scuro. La raccolta ideale avviene in autunno, tra settembre e ottobre, quando le bacche hanno raggiunto la piena aromaticità. Una volta raccolti i rametti con i frutti, è fondamentale farli essiccare in ambienti riparati dalla luce diretta, asciutti e dotati di buona circolazione d'aria per preservarne le proprietà e prevenire muffe.
  • Quali sono le principali proprietà terapeutiche dell'olio essenziale di ginepro?
    L'olio essenziale, ottenuto per distillazione dai galbuli verdi, contiene terpeni, resine e acidi organici. Le sue proprietà principali includono azione diuretica, antisettica, espettorante, rubefacente e carminativa. Stimola la digestione favorendo la secrezione di succhi gastrici, aiuta nella cicatrizzazione di tagli e ferite lievi ed è tradizionalmente utilizzato come rimedio naturale contro i reumatismi grazie alle sue capacità antinfiammatorie locali.
  • Chi deve evitare l'uso di prodotti a base di ginepro?
    L'utilizzo di preparati a base di ginepro è fortemente sconsigliato in due categorie specifiche: donne in gravidanza e persone con problemi renali preesistenti. Data la spiccata azione diuretica e la concentrazione di principi attivi nell'olio essenziale, l'assunzione potrebbe interferire negativamente con la funzione renale o causare complicanze durante la gestazione. Si consiglia sempre il parere medico prima di qualsiasi uso fitoterapico.

Scheda Tecnica

Juniperus communis

Nome scientificoJuniperus communis
FamigliaCupressaceae
Tipo di piantaArbusto o piccolo albero sempreverde
OrigineBacino del Mediterraneo e America Settentrionale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra; tollera il vento
Temperatura minimaResistente al freddo, portamento nano in alta quota
TerrenoSciolti, ben drenati, neutri o alcalini; tollera aridità e sassosità
IrrigazioneModerata, necessaria nei primi 2-3 anni; resistente alla siccità adulta
FiorituraPrimavera (infiorescezze gialle chiare e verdastre)
AltezzaFino a 3 metri (può essere prostrato/nano)
ConcimazioneLetame maturo in fase di preparazione terreno; concime complesso a lento rilascio in primavera
PotaturaInverno (rami secchi/danneggiati); fine primavera (raccorciamento germogli vigorosi)
MoltiplicazioneSeme (fine estate-autunno), talea estiva, propaggine (fine estate-autunno)
Malattie e parassitiCocciniglia; marciumi radicali in terreni asfittici/compatti
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica)

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