Piantina di Lampone con frutto

Piccoli Frutti

Lampone - Rubus ideaus

In questo articolo vengono illustrate le caratteristiche botaniche, le cultivar, le cure colturali, le operazioni di raccolta ed i parassiti del lampone.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il lampone appartiene alla famiglia delle Rosacee ed al genere Rubus; le specie più importanti sono: il lampone rosso europeo o comune (Rubus ideaus), il più coltivato, il lampone rosso americano (Rubus strigosus), utilizzato in incroci col primo per la sua resistenza alle basse temperature ed il lampone nero (Rubus occidentalis), coltivato soltanto negli Stati Uniti dove è impiegato per marmellate e gelatine. Il lampone comune è un arbusto cespuglioso, dotato di tralci o polloni, ricoperti o meno da piccole spine, che, partendo dal suolo, raggiungono un’altezza superiore ai 2 m, per cui necessitano di impalcature di sostegno; il portamento tende ad essere assurgente e le radici sono rizomatose. Le foglie sono composte da 3-5 foglioline a margine seghettato e con un lungo picciolo, la pagina superiore ha un colore verde intenso, mentre quella inferiore è grigio-argentea. All’ascella delle foglie si trovano le gemme miste che daranno vita ai germogli fruttiferi. I fiori sono piccoli, bianchi e possono essere solitari o riuniti sui germogli fioriferi in posizione apicale; la fioritura è scalare ed avviene nel periodo compreso tra metà maggio e metà giugno, l’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi. Il frutto del lampone è una mora, frutto aggregato formato dall’unione di tante drupeole che ricoprono il ricettacolo, si sfilano facilmente da quest’ultimo; il lampone comune è di colore rosso con diverse tonalità, sui frutti ci può essere uno strato di pruina che li rende opachi e poco attraenti. Questa specie può essere coltivata fino a 1500 m s.l.m., in quanto sopporta bene il freddo invernale come pure le elevate temperature estive, le esposizioni ideali sono sud, sud est e sud ovest in quanto si ha un’illuminazione completa della pianta, sono molto importanti aree riparate dai venti. Il lampone predilige terreni freschi, subacidi, sciolti o di medio impasto e ricchi di sostanza organica, mentre rifugge suoli troppo argillosi, asfittici e calcarei soggetti a ristagni idrici ed a clorosi. Questo arbusto si propaga per polloni radicati o per talea di radice; è coltivato prevalentemente nei Paesi dell’Europa continentale e negli Stati Uniti, mentre in Italia è presente nelle zone montane del settentrione.

Cultivar

Le varietà di lampone si distinguono in unifere e rifiorenti o bifere. Le prime sono caratterizzate da tralci che lignificano a fine stagione divenendo fruttiferi, alla seguente ripresa vegetativa emettono nuovi germogli lunghi 30-40 cm che fioriscono scalarmente e fruttificano da metà giugno fino ad agosto. I frutti sono grossi, dolci, di colore rosso brillante, facili da staccare e di buona conservabilità. I polloni che hanno prodotto seccano e vanno asportati, mentre se ne svilupperanno altri che fruttificheranno l’anno successivo. Le cultivar unifere più importanti, dalle più precoci alle più tardive sono: Glen Moy, Canby (senza spine), Fairview, Glen Prosen, Summer, Meeker (idonee alla surgelazione), Tulameen e Titan. Le varietà rifiorenti invece fruttificano sia sui polloni dell’anno che l’annata successiva, maturano da giugno-luglio (tralci dell’anno precedente) fino a novembre (polloni dell’anno); i frutti hanno una pezzatura media e, dopo la raccolta, tendono a diventare di colore rosso scuro. Le cultivar rifiorenti più importanti, dalle più precoci alle più tardive sono: Polka, Zeva rifiorente, Ruby, Heritage, Rossana e Autumn Bliss.

Tecniche di coltivazione

L’impianto va effettuato a fine autunno o a fine inverno, raccorciando le piante a 20-30 cm. Prima della piantagione, eseguire una concimazione con letame maturo (500 q/ha). I sesti d’impianto sulla fila, sulla quale è meglio posizionare una pacciamatura di polietilene nero per evitare la presenza di infestanti, sono di 0,5 m e 2,5 m tra le file per permettere il passaggio dei mezzi, un buon arieggiamento ed una buona vegetazione. Le forme d’allevamento adottate sono a controspalliera, con l’ausilio di pali e fili in quanto i tralci tendono a cadere col peso dei frutti, per cui necessitano di legature, mentre le cultivar rifiorenti possono essere coltivate a siepe. La potatura nel caso delle varietà unifere consiste nell’eliminare i tralci che hanno fruttificato dopo la raccolta; prima della ripresa vegetativa si diradano i polloni troppo corti e fuori fila raccorciando quelli rimasti a 160-170 cm. Relativamente alle cultivar rifiorenti, ad autunno inoltrato od in inverno, la pianta va tagliata completamente raso terra; nella primavera successiva, dal ceppo ricresceranno nuovi polloni che fruttificheranno nuovamente per tutta l’estate fino all’autunno. Qualora si volessero sfruttare entrambe le produzioni, la potatura prevede l'eliminazione dei tralci di due anni e la scelta di 4-5 tralci dell'anno da spuntare a 60-70 cm di altezza.

Concimazione ed irrigazione

Gli eccessi di azoto portano ad una vegetazione esagerata, con eccessivo ombreggiamento, peggiorando la maturazione e la resistenza alle malattie. La somministrazione di azoto si aggira intorno ai 100 kg/ha e va frazionata in almeno 2 interventi: in autunno, per favorire l’accumulo delle sostanze di riserva, in primavera ed alla ripresa vegetativa o in prefioritura; il fosforo ed il potassio si distribuiscono a fine inverno, rispettivamente con dosi di 50 kg/ha e 120 kg/ha. Il lampone é sensibile alla carenza di boro, che provoca dormienza delle gemme, minor resistenza al gelo e maggior sensibilità a carenze idriche. I microelementi si somministrano durante la fase produttiva con la fertirrigazione. Nelle zone con una piovosità 800-1.000 mm annui, l’irrigazione si effettua nelle fasi della fioritura e d’ingrossamento dei frutti; viene impiegato il sistema a goccia in quanto non bagna la vegetazione, per cui si limita l’insorgenza della muffa grigia.

Raccolta

La raccolta è scalare, per cui si esegue ogni 3-4 giorni, i lamponi devono essere maturi, compatti (una volta raccolti durano 2-3 giorni), staccati dal ricettacolo e vanno posizionati in piccoli contenitori, se destinati al consumo fresco. Per il prodotto destinato al consumo fresco ed alla surgelazione la raccolta è manuale, mentre per impieghi industriali (preparazione di sciroppi per bibite, marmellate, gelatine, dolci, yogurt, cosmetici) questa operazione è meccanizzabile.

Parassiti

È fondamentale mantenere un ambiente equilibrato dal punto di vista ecologico, in modo tale che il danno causato dai parassiti non abbia un’entità superiore rispetto alle soglie economiche d’intervento. Le malattie fungine più pericolose sono la muffa grigia, che causa marciume sui frutti durante la fase di maturazione con vegetazione troppo fitta ed umidità elevata, la didimella, la septoriosi e la ruggine. I parassiti animali sono gli acari e gli insetti tra cui si sottolineano il Verme del lampone, che danneggia i frutti, la Cecidonia dei fusti, la Sesia del lampone, l‘Antonomo del lampone. Gli interventi da attuare sono agronomici e consistono nell’adozione di ampi sesti d’impianto e nel limitare le concimazioni azotate.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra lamponi unifere e rifiorenti?
    La distinzione risiede nel ciclo di produzione dei frutti. I lamponi unifere fruttificano esclusivamente sui tralci nati l'anno precedente, producendo un unico raccolto abbondante da giugno ad agosto; questi tralci poi seccano e vanno eliminati. Al contrario, i lamponi rifiorenti (o bifere) producono frutti due volte: una prima volta sui rametti dell'anno precedente (da giugno/luglio) e una seconda volta sui nuovi getti dell'anno corrente (fino a novembre/natale). Questa doppia produzione rende le varietà rifiorenti particolarmente apprezzate per prolungare la stagione di raccolta.
  • Come si effettua correttamente la potatura del lampone?
    La potatura varia in base alla varietà. Per le unifere, dopo la raccolta si eliminano i tralci che hanno già fruttificato; in primavera si diradano i polloni deboli e si accorciano i sani a circa 160-170 cm. Per le rifiorenti, il metodo più semplice è tagliare tutti i tralci completamente rasoterra in autunno/inverno: così facendo si ottiene un'unica produzione abbondante sui nuovi getti primaverili. Un metodo alternativo per avere due raccolti sulle rifiorenti prevede di lasciare 4-5 tralci dell'anno, spuntandoli a 60-70 cm, e eliminare solo i tralci biennali.
  • Che tipo di terreno e esposizione sono ideali per il lampone?
    Il lampone predilige esposizioni soleggiate e riparate dai venti forti, come quelle a Sud, Sud-Est o Sud-Ovest. Il terreno deve essere fresco, ben drenato, di medio impasto o sciolto, leggermente acido (subacido) e ricco di sostanza organica. È fondamentale evitare terreni pesantemente argillosi, asfittici o calcarei, poiché questi causano ristagni idrici e clorosi ferrica, compromettendo la salute della pianta. L'altitudine ideale per la coltivazione può arrivare fino a 1500 metri sopra il livello del mare.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie da monitorare?
    Tra le malattie fungine, la più temuta è la muffa grigia (Botrytis), favorita da umidità elevata e vegetazione fitta, che causa il marciume dei frutti. Altre patologie includono didimella, septoriosi e ruggine. Tra i parassiti animali spiccano l'antonomo del lampone, la sesia, la cecidonia dei fusti e il verme del lampone. Per prevenire questi problemi, è essenziale mantenere un ambiente aerato tramite ampi sesti d'impianto, evitare eccessi di azoto che favoriscono la vegetazione sterile e umida, e praticare una corretta gestione irrigua.
  • Quando e come va effettuata la raccolta dei lamponi?
    La raccolta è scalare e va eseguita ogni 3-4 giorni per evitare che i frutti maturino troppo e si rovinino. I lamponi sono pronti quando sono ben colorati, compatti e si staccano facilmente dal ricettacolo senza sforzo. Per il consumo fresco, vanno raccolti delicatamente e posti in piccoli contenitori per non schiacciarli; hanno una conservazione breve (2-3 giorni). Per usi industriali o surgelazione, la raccolta può essere meccanizzata, ma per il mercato fresco rimane quasi esclusivamente manuale per garantire la qualità del frutto.
  • Quale concimazione e irrigazione sono consigliate per il lampone?
    Per la concimazione, evitare eccessi di azoto che creano vegetazione eccessiva e aumentano il rischio di malattie. Si consiglia letame maturo in fase d'impianto e successivamente azoto (circa 100 kg/ha) diviso in due interventi (autunno e primavera), più fosforo e potassio a fine inverno. Attenzione alla carenza di boro. Per l'irrigazione, usare il sistema a goccia per non bagnare le foglie e ridurre il rischio di muffa grigia. Irrigare soprattutto in fase di fioritura e ingrossamento dei frutti, specialmente in aree con piovosità inferiore a 1000 mm annui.

Scheda Tecnica

Rubus ideaus

Nome scientificoRubus ideaus
FamigliaRosacee
Tipo di piantaArbusto cespuglioso perenne
OrigineEuropa e Nord America
EsposizionePieno sole (Sud, SE, SO)
Temperatura minimaResistente al freddo invernale
TerrenoFresco, subacido, sciolto, ricco di humus
IrrigazioneRegolare, preferibilmente a goccia
FiorituraMetà maggio - metà giugno
AltezzaSuperiore a 2 metri
ConcimazioneLetame maturo, N-P-K bilanciato, attenzione al Boro
PotaturaDiversa per unifere (taglio tralci vecchi) e rifiorenti (taglio raso terra o spuntatura)
MoltiplicazionePolloni radicati o talee di radice
Malattie e parassitiMuffa grigia, Didimella, Septoriosi, Ruggine, Acari, Antonomo, Sesia
Difficoltà di coltivazioneMedia, richiede supporti e gestione accurata dell'umidità

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