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Aromatiche

Lavanda - Lavandula angustifolia

La lavanda è una delle piante aromatiche più importanti relativamente all’utilizzo negli ambienti chiusi ed in profumeria. Inoltre si illustrano le modalità di propagazione, di coltivazione e di raccolta.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

La lavanda appartiene alla famiglia delle Labiate, al genere Lavandula ed alla specie angustifolia. È un arbusto perenne a crescita veloce, alto fino ad un metro e largo 70 cm, con portamento inizialmente eretto e prostrato col passare degli anni, fusti legnosi basalmente, tortuosi e molto ramificati, radici superficiali, espanse e fibrose. Le foglie sono sempreverdi, opposte, pelose, prive di picciolo, lunghe 3-5 cm, piuttosto fini, di colore verde tendente all’argento quelle vecchie, mentre le foglie giovani hanno una colorazione verde scura. I fiori sono di colore blu, bianco e rosso a seconda della varietà, emettono un aroma piuttosto forte e piacevole, raggruppati in infiorescenze lunghe 5-10 cm ed inserite all’apice degli steli; la fioritura avviene durante l’estate a partire dal secondo anno d’impianto, con un picco massimo nel mese di luglio. Il frutto è un achenio al cui interno si trova un singolo seme di colore nero e di piccole dimensioni. Le infiorescenze costituiscono la parte di pianta utilizzata.

Clima e terreno

La lavanda preferisce i climi temperati, resiste bene al caldo estivo ed agli inverni rigidi, sopportando temperature di alcuni gradi sotto lo zero. Le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati e ben ventilati. La lavanda predilige i terreni sciolti, fertili, calcarei e ben drenati, vegeta bene anche sui suoli aridi e sassosi, mentre rifugge quelli compatti in quanto risultano sensibili ai ristagni idrici. È una specie originaria del bacino del Mediterraneo, nel nostro Paese cresce allo stato spontaneo in pianura, in collina e sugli Appennini fino ad un’altitudine di 1500 m.

Propagazione

La lavanda si moltiplica per talea, dopo la fioritura, a fine estate, vengono prelevate delle porzioni di germoglio dell’anno, che non è ancora in grado di fiorire, aventi una lunghezza di 15 cm; è importante che il prelievo di talee semilegnose avvenga su piante di almeno due anni di età. Dopo aver immerso il punto tagliato delle talee in una polvere a base di ormoni in modo da favorire l’emissione di radici, il materiale di propagazione si pone in un substrato costituito da sabbia e torba in parti uguali. Una volta avvenuta la radicazione le piantine sono pronte ad essere trapiantate a primavera inoltrata.

Tecniche di coltivazione

La lavanda viene coltivata in pieno campo per la produzione di fiori, negli orti e giardini famigliari, in vaso all’aperto, per la formazione di siepi e sui terreni in pendenza ad alto rischio di frane. Le distanze di impianto tra le file sono di almeno 80 cm e sulla fila di 60 cm, con una densità di 2 piante/mq, mentre per costituire delle siepi la distanza tra una pianta e l’altra è di 30 cm, con un investimento di 3 piante per metro lineare. Il controllo delle erbe infestanti si esegue effettuando delle scerbature manuali. La concimazione generalmente si esegue soltanto durante la preparazione del letto di semina apportando del letame maturo, però si può somministrare del concime complesso alla ripresa vegetativa in primavera. Durante l’estate, in condizioni di siccità, la lavanda necessita di irrigazioni, però è importante lasciare asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Verso la fine dell’estate, dopo la fioritura viene effettuata una potatura energica eliminando gli steli sfioriti che andrebbero a lignificare, in questo modo si formano nuovi germogli in autunno; a fine inverno vanno potate le siepi che necessitano di sfoltimento. La lavanda è una pianta poco soggetta ad attacchi di parassiti, tra cui i più pericolosi sono i marciumi radicali, che possono insorgere se la coltivazione si effettua in terreni soggetti a ristagni idrici.

Raccolta

Le infiorescenze della lavanda si raccolgono ad inizio fioritura se in seguito vengono sottoposti all’essiccazione, mentre se sono utilizzati freschi per l’estrazione dell’olio essenziale si prelevano nei mesi di luglio ed agosto, in prossimità del picco massimo di fioritura. L’essicazione avviene appendendo le infiorescenze capovolte in ambiente riparato dalla luce, asciutto e con una buona circolazione d’aria, in seguito gli steli vanno separati delicatamente dai fiori essiccati per impedire la perdita del profumo da parte di quest’ultimi. L’olio essenziale si ottiene mediante la distillazione dei fiori freschi in corrente di vapore e può essere estratto fino all’1 %.

Proprietà ed utilizzo

La lavanda possiede proprietà tonificanti per il sistema nervoso, stimolanti per il sistema circolatorio, antisettiche, carminative, antispasmodiche e antibatteriche. La lavanda trova un largo impiego in profumeria, infatti si utilizza come carta profumata per il rivestimento di armadi ed i fiori essiccati si mettono in sacchettini antitarme che profumano i mobili. Un ulteriore impiego di questa essenza consiste nel contrastare la cellulite e nel tonificare le pelli delicate. La lavanda trova uno scarso utilizzo in cucina, i fiori secchi vengono aggiunti a gelati, marmellate e all’aceto; grazie all’impollinazione dei fiori, operata dalle api o da altri insetti pronubi, si ottiene il miele di lavanda. Le preparazioni a base di lavanda sono l’infuso, applicato per risciacquare i capelli grassi, e la tintura.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per raccogliere la lavanda?
    La raccolta dipende dall'utilizzo finale. Se intendi essiccare i fiori per uso domestico o profumazione, raccoglili all'inizio della fioritura, quando i boccioli stanno appena aprendo. Se invece ti serve la materia prima per l'estrazione dell'olio essenziale, aspetta il periodo di massima fioritura, solitamente tra luglio e agosto, poiché in quel momento la concentrazione di principi attivi e oli essenziali è al suo picco massimo. In entrambi i casi, lavora nelle ore più fresche della giornata per preservare l'aroma.
  • Come devo potare la lavanda per mantenerla sana e fiorente?
    La potatura è fondamentale per evitare che la pianta diventi legnosa e spoglia alla base. Esegui una potatura energica subito dopo la fioritura, verso la fine dell'estate, rimuovendo gli steli sfioriti per stimolare la nascita di nuovi germogli in autunno. Non tagliare mai il legno vecchio. A fine inverno, puoi effettuare un leggero sfoltimento, specialmente se la lavanda forma una siepe, per garantire una buona circolazione dell'aria e prevenire malattie fungine.
  • Quali sono i principali rischi per la salute della lavanda?
    Il nemico numero uno della lavanda è il ristagno idrico, che causa rapidamente marciumi radicali fatali. Per questo motivo, il terreno deve essere perfettamente drenante; evita suoli argillosi o compattezza eccessiva. Oltre alle radici, la pianta è generalmente resistente a parassiti e malattie. Assicurati che riceva molta aria e sole diretto: l'umidità ambientale elevata combinata a scarsa ventilazione può favorire muffe fogliari. Un corretto posizionamento in pieno sole riduce drasticamente questi rischi.
  • Come si moltiplica correttamente la lavanda tramite talea?
    La moltiplicazione avviene per talea semilegnosa a fine estate. Preleva porzioni di germoglio dell'anno, lunghe circa 15 cm, da piante sane di almeno due anni. Rimuovi le foglie basse e immergi la base tagliata in una polvere rizogenica (ormoni radicanti) per favorire l'emissione di radici. Pianta le talee in un mix uguale di sabbia e torba, mantenendo il substrato leggermente umido ma non zuppo. Una volta radicate, trapiantale a primavera inoltrata nel luogo definitivo.
  • Quali sono le proprietà benefiche e gli usi principali della lavanda?
    La lavanda è nota per le sue proprietà tonificanti sul sistema nervoso, antispasmodiche, antisettiche e antibatteriche. In ambito cosmetico e naturale, aiuta a contrastare la cellulite e tonifica le pelli delicate. In casa, i fiori essiccati in sacchettini profumano i cassetti e tengono lontane le tarme dagli indumenti. In cucina, sebbene l'uso sia limitato, i fiori secchi possono aromatizzare gelati, marmellate e aceti. Esiste anche il miele di lavanda, ottenuto grazie all'impollinazione delle api sui suoi fiori.

Scheda Tecnica

Lavandula angustifolia

Nome scientificoLavandula angustifolia
FamigliaLamiaceae (Labiate)
Tipo di piantaArbusto perenne sempreverde
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole, ben ventilato
Temperatura minimaResistente a temperature sotto lo zero
TerrenoSciolti, calcarei, ben drenati, aridi o sassosi
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraEstate (picco a luglio), dal secondo anno
AltezzaFino a 1 metro
ConcimazioneLetame maturo in fase di preparazione, concime complesso in primavera
PotaturaEnergica post-fioritura (fine estate) e sfoltimento siepi (fine inverno)
MoltiplicazioneTalee semilegnose a fine estate
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da ristagni idrici)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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