Melograno con frutti

Alberi da Frutta

Melograno - Punica granatum

In questo articolo vengono descritte le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, le cultivar, le cure colturali ed i parassiti del melograno.

di Redazione

30 dicembre 2014

Generalità

Il melograno appartiene alla famiglia delle Punicacee, al genere Punica ed alla specie granatum. È un arbusto particolarmente cespuglioso, alto fino a 5 m, con un tronco tortuoso, screpolato e ramificato con una corteccia grigio-rossa, i rami sono spinescenti; possiede una notevole attività pollonifera. La radice principale è fittonante, da questa si dipartono radici laterali ramificate in grado di esplorare un ampio volume di terreno. Le foglie sono caduche, piccole, allungate, coriacee, opposte ed intere; da giovani sono di colore rosso, mentre quando crescono diventano verdi scure. I fiori generalmente sono di colore rosso, ermafroditi, singoli o riuniti in gruppo alla sommità dei germogli o dei rami di un anno. La ripresa vegetativa, che si manifesta con l’emissione delle foglie, solitamente si verifica nei mesi di aprile e maggio, mentre la fioritura avviene dopo oltre un mese ed è molto lunga, infatti si protrae tra giugno e metà luglio. È una specie autosterile per cui necessità di impollinatori, l’impollinazione è entomofila. Il frutto è una bacca, detta anche balausta, di consistenza molto robusta, con buccia molto dura e coriacea, ha forma rotonda o leggermente allungata ed un diametro variabile da 5 a 12 cm. Il frutto ha diversi loculi interni che ospitano i semi, detti arilli, che possono essere più di 600 per ogni bacca; il sapore è acidulo.

Clima e terreno

Il melograno preferisce i climi temperato caldi e subtropicali, in questi ambienti è in grado di svilupparsi e di produrre abbondantemente; le temperature invernali inferiori ai – 10 °C sono pericolose per la pianta. È in grado di adattarsi ai terreni poveri, salini e calcarei, ma predilige quelli freschi, profondi, fertili e ben drenati, mentre rifugge i suoli pesanti e compatti in quanto risulta sensibile all’asfissia radicale. Il melograno è originario del Medio Oriente, da lì si è diffuso nel bacino del Mediterraneo. In Italia è coltivato al meridione, sia in pianura che in collina fino ad un’altitudine di 600 m, però va esposto in zone soleggiate e riparate.

Varietà

Le cultivar di melograno presenti nel mondo sono numerose e vengono classificate secondo il contenuto di acido citrico in zuccherine o dolci, agrodolci ed acide. Solo le varietà a semi soffici sono di interesse commerciale, mentre i frutti di quelle che producono semi duri non sono eduli. Le cultivar più precoci maturano ad agosto, mentre quelle tardive nei mesi di ottobre e novembre. Le varietà maggiormente coltivate nel nostro Paese sono zuccherine ed agrodolci, tra cui si segnalano: Melograno Dolce, Dente di Cavallo, Neirana, Profeta Partanna, Selinunte, Ragana, Racalmuto e Alappia. Esiste una varietà nana del melograno, Punica granatum nana, caratterizzata da dimensioni molto più contenute in ogni parte della pianta; i frutti inoltre non sono commestibili, privi di dolcezza sono acidi ed astringenti. Questa cultivar è normalmente utilizzata per i bonsai, come piccola pianta decorativa da vaso, a scopo ornamentale e per la formazione di siepi o bordure.

Tecniche di coltivazione

Il melograno si moltiplica prevalentemente per talea, impiegando rami di 1-2 anni sottoposti ad un trattamento con ormoni per favorirne la radicazione. Oltre che per talea il melograno si può propagare per margotta, polloni radicati, propaggine, micropropagazione e talvolta per seme, in quest’ultimo caso le piante vengono innestate l’anno successivo la messa a dimora. La forma di allevamento maggiormente utilizzata è il cespuglio, che asseconda lo sviluppo naturale dell’arbusto, i sesti d’impianto adottati sono 4 X 4-5 m con una densità superiore a 500 piante/ha. L’entrata in produzione della specie si verifica al 5°-6° anno, protraendosi fino all’età di 20-25 anni. Con la potatura vanno asportati i polloni, i rami secchi o deperiti e le formazioni fruttifere che hanno prodotto l’annata precedente allo scopo di favorire la fruttificazione dell’anno; se si coltiva a scopo ornamentale gli interventi sono finalizzati all’ottenimento della forma desiderata. La concimazione viene effettuata a fine inverno distribuendo del letame maturo oppure un concime ternario complesso. Nel caso di coltura specializzata l’irrigazione è indispensabile in quanto si favorisce la precoce entrata in produzione, impedendo le spaccature dei frutti e raggiungendo produzioni più elevate, fino a 300-350 q/ha. La raccolta avviene manualmente in diversi stacchi quando l’epidermide assume sfumature rosse più o meno intense a seconda della varietà e dell’ambiente.

Parassiti

Il melograno è attaccato da pochi parassiti, tra quelli vegetali possono provocare danni i marciumi radicali nel caso si verificassero dei ristagni idrici, mentre tra i parassiti animali si ricordano alcuni acari, nematodi ed insetti. I fitofagi che possono diventare pericolosi sono le farfalle del melograno e la mosca della frutta. Una volta che è avvenuto il superamento della soglia d’intervento è possibile trattare con degli insetticidi, tenendo conto dell’eventuale presenza degli insetti utili.

Proprietà

Il melograno è un frutto costituito da chicchi rossi e succosi, piuttosto aspri e dalle dimensioni ridotte. E’ un alimento ricco di acqua, vitamine e Sali minerali e per questo particolarmente adatto a chi segue una dieta in quanto il contenuto calorico è decisamente limitato. Questo simpatico frutto è ricco anche di antiossidanti e di minerali come il calcio, il ferro, il magnesio, il manganese, lo zinco e il fosforo. E’ risaputo che il melograno svolga anche un’azione antitumorale ostacolando la formazione di metastasi. Tra le proprietà del frutto ritroviamo anche la capacità del melograno di proteggere la pelle dai raggi solari se assunto con regolarità, riduce il rischio di arteriosclerosi, è un anticoagulante naturale, abbassa il colesterolo e grazie a tutti questi fattori, migliora di fatto il benessere dell’invididuo.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima tollerata dal melograno?
    Il melograno predilige climi temperato-caldi e subtropicali. Le temperature invernali inferiori a -10 °C rappresentano un pericolo serio per la sopravvivenza della pianta. Per questo motivo, nelle zone con inverni rigidi, è fondamentale piantarlo in posizioni soleggiate e riparate dai venti freddi, specialmente al sud Italia dove può crescere fino a 600 metri di altitudine.
  • Come si effettua la potatura del melograno?
    La potatura ha obiettivi diversi a seconda dello scopo. Per la produzione di frutti, bisogna rimuovere i polloni, i rami secchi o deperiti e soprattutto le formazioni fruttifere che hanno già prodotto nell'annata precedente, stimolando così la nuova fruttificazione. Se la pianta ha scopo ornamentale, gli interventi mirano semplicemente a mantenere o creare la forma estetica desiderata, sfruttando la sua naturale tendenza cespugliosa.
  • Quando avviene la fioritura e la raccolta del melograno?
    La ripresa vegetativa si ha tra aprile e maggio, seguita dalla fioritura che inizia oltre un mese dopo, protrandosi tipicamente da giugno a metà luglio. I fiori sono ermafroditi e richiedono impollinatori. La raccolta manuale avviene in momenti diversi a seconda della varietà: le precoci maturano ad agosto, mentre quelle tardive tra ottobre e novembre, riconoscibili dall'assumere sfumature rosse più o meno intense sulla buccia.
  • Quali sono le principali varietà di melograno coltivate in Italia?
    Esistono molte cultivar classificate in base al gusto: zuccherine, agrodolci e acide. Solo quelle a semi soffici sono commercialmente interessanti. In Italia si coltivano principalmente varietà zuccherine e agrodolci come 'Dente di Cavallo', 'Neirana', 'Profeta Partanna', 'Selinunte', 'Ragana', 'Racalmuto' e 'Alappia'. Esiste anche una varietà nana ('Punica granatum nana'), usata per bonsai e giardini, ma i suoi frutti sono acidi e non commestibili.
  • Quali sono le proprietà nutrizionali e benefiche del melograno?
    Il melograno è ricco di acqua, vitamine, sali minerali (calcio, ferro, magnesio, zinco) e potenti antiossidanti, con un basso contenuto calorico ideale per le diete. Studi ne riconoscono proprietà antitumorali, capaci di ostacolare le metastasi. Inoltre, protegge la pelle dai raggi solari, riduce il rischio di arteriosclerosi, agisce come anticoagulante naturale e aiuta ad abbassare il colesterolo, migliorando il benessere generale.

Scheda Tecnica

Punica granatum

Nome scientificoPunica granatum
FamigliaPunicacee
Tipo di piantaArbusto cespuglioso
OrigineMedio Oriente
EsposizioneSoleggiata e riparata
TerrenoFresco, profondo, fertile, ben drenato
IrrigazioneIndispensabile per coltura specializzata
FiorituraGiugno - metà luglio
AltezzaFino a 5 metri
ConcimazioneLetame maturo o concime ternario a fine inverno
PotaturaAsportazione polloni, rami secchi e fruttificazioni vecchie
MoltiplicazioneTalea, margotta, polloni, propaggine, semine
Malattie e parassitiMarciumi radicali, acari, nematodi, farfalle, mosca della frutta
Difficoltà di coltivazioneMedia

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