Acetosella

Aromatiche

Acetosella

L'Acetosella fa parte delle Oxalidacee ed è un'erbacea chiamata anche Erba brusca o Trifoglio acetoso; è perenne o al limite biennale.

di Redazione

20 gennaio 2017

Quanto annaffiare

L'acetosella ama l’acqua, quindi non devono mai mancare a questa piantina delle abbondanti irrigazioni, in special modo nel periodo antecedente la fioritura. Mentre in estate, le innaffiature possono essere diminuite in quanto in questa stagione lei si riposa. Sarà nel mese di settembre che ricomincerà a riprendersi. L'Acetosella assomiglia al trifoglio, anche se è più elegante e attraente, infatti possiede dei piccoli fiori graziosi e bianchi che qualche varietà fa fiorire in primavera. Questa pianta è l'ideale per bordure e aiuole, sia in giardino che nell’orto, ma anche in vaso è estremamente decorativa per balconi e terrazzi. Se si volesse diminuire la sete nelle calde e afose giornate estive, un sottile gambo di acetosella potrebbe togliere l'arsura nell'immediato, anche se ha un sapore acidulo e gradevole quasi simile al limone. In poche parole, l'Acetosella è un rinfrescante eccezionale, da usare anche per aromatizzare le pietanze in cucina.

Come coltivare

Per coltivare l'Acetosella si usa di solito la semina che si effettua utilizzando dei solchi e ricoprendo poi con uno strato leggero di terra. La messa a dimora e la semina si svolgono in primavera, ma per moltiplicare la pianta è bene usare il metodo per divisione dei cespi o per seme. Nel primo caso è bene intervenire in settembre oppure in primavera. La moltiplicazione più semplice è proprio quella per divisione dei cespi, che si radicano in breve tempo e presentano uno sviluppo vigoroso. Tuttavia, quando spuntano le piantine sarà necessario diradarle un po' e quindi piantarle non troppo vicine l'una all'altra, mantenendo la giusta distanza. In caso di vento o pioggia la piantina si piega come per proteggersi anche dal sole troppo forte e forse sarà per questo motivo che l'Acetosella significa protezione o amore materno.

Come concimare

La raccolta dell'Acetosella viene svolta in estate raccogliendo le foglie con il gambo e le radici. Questa bella pianta aromatica viene usata fresca, in quanto durante l'essiccazione perde le sue caratteristiche più importanti. Ma il terreno migliore per la pianta è quello leggero, anche se si adatta bene ad altri terreni come quelli con poco calcio. La concimazione deve essere effettuata alla fine dell'inverno con un concime organico maturo oppure usando dell'humus. In Italia, l'Acetosella è molto diffusa al nord, in collina e in montagna, anche fino ai 2.000 metri. La pianta ha un rizoma dal quale si estendono le foglie e i fiori, mentre i fusti e le foglie sono ricoperti da una leggera peluria. L'Acetosella è nota per le sue proprietà depurative e lenitive, ma anche rinfrescanti. Quindi, si può utilizzare per vari usi e non solo per quello estetico.

Esposizione, malattie e parassiti

L'Acetosella non si conserva, ma si consuma fresca; infatti, nel tempo, perde le sue proprietà e qualità. L’esposizione della pianta dovrà essere ombreggiata, cioè all'ombra e con qualche ora di sole diretto al giorno, magari nei momenti più freschi. La si può trovare nei prati e nei boschi che offrono un terreno fertile arricchito con humus. È una pianta senza tante pretese che sopporta bene il freddo, anche se in inverno la parte dei fiori e delle foglie si secca. Tornerà al suo splendore vegetativo e quindi a rifiorire in primavera. L’Acetosella non viene attaccata spesso da malattie, ma le piogge e le escursioni tra le temperature massime e minime del giorno e della notte possono causare l'insorgenza di funghi. Inoltre, tra i parassiti più fastidiosi e pericolosi per la pianta ci sono le limacce e le lumache che purtroppo banchettano a sue spese.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare l'acetosella per evitare problemi?
    L'acetosella richiede irrigazioni abbondanti, specialmente nel periodo precedente la fioritura, per mantenerla idratata. Durante l'estate, tuttavia, la pianta entra in una fase di riposo vegetativo: in questo periodo è fondamentale ridurre drasticamente le annaffiature per evitare ristagni idrici che potrebbero danneggiare il rizoma. Riprendi le cure idriche regolari solo a settembre, quando la pianta ricomincia il suo ciclo vegetativo e si risveglia dal letargo estivo.
  • Qual è il momento migliore per moltiplicare l'acetosella?
    Esistono due metodi principali per moltiplicare l'acetosella. Il più semplice e rapido è la divisione dei cespi, da effettuare in primavera o a settembre; i nuovi cespi attecchiscono velocemente mostrando uno sviluppo vigoroso. In alternativa, puoi procedere con la semina, ideale in primavera, utilizzando dei solchi superficiali ricoperti da un leggero strato di terra. Se utilizzi il seme, ricorda di diradare le piantine appena spuntano per garantire spazio sufficiente allo sviluppo.
  • Dove posizionare l'acetosella in giardino o in vaso?
    Questa pianta predilige posizioni ombreggiate o semi-ombreggiate, dove riesce a ricevere solo alcune ore di sole diretto, preferibilmente nelle fasce orarie più fresche della giornata. È perfetta per bordure, aiole, vasi su balconi e terrizzi, nonché per l'orto. Ama i terreni fertili e ricchi di humus, tipici di prati e boschi, ma si adatta bene anche a substrati più leggeri o poveri di calcio, purché ben drenati.
  • Come posso proteggere l'acetosella dai parassiti e dalle malattie?
    L'acetosella è generalmente robusta, ma teme l'eccessiva umidità ambientale e le forti escursioni termiche tra giorno e notte, fattori che favoriscono l'insorgenza di malattie fungine. Il nemico principale è rappresentato dalle lumache e dalle limacce, che si nutrono avidamente delle foglie tenere. Per prevenirne l'attacco, mantieni il terreno aerato ed evita ristagni. In caso di infestazione, rimuovi manualmente i gasteropodi o utilizza esche specifiche per orticoltura biologica.
  • Quando e come raccogliere l'acetosella per l'uso culinario?
    La raccolta avviene principalmente in estate, cogliendo foglie, gambi e talvolta radici. È essenziale consumarla fresca: l'acetosella perde rapidamente le sue proprietà aromatiche, depurative e vitaminiche se essiccata o conservata a lungo. Le sue foglie dal sapore acidulo, simile al limone, sono ideali per insalate, condimenti o per rinfrescare bevande. Non conservarla per lunghi periodi, poiché deteriora velocemente le sue qualità organolettiche.
  • L'acetosella è resistente al freddo invernale?
    Sì, l'acetosella è una pianta rustica che sopporta bene il freddo, soprattutto nelle zone collinari e montane fino a 2.000 metri. Tuttavia, durante l'inverno rigido, la parte aerea (foglie e fiori) tende a seccarsi e morire apparentemente. Questo è un comportamento naturale di dormienza. La pianta sopravvive grazie al rizoma sotterraneo e tornerà a vegetare rigogliosamente e a fiorire con l'arrivo della primavera.

Scheda Tecnica

Oxalis acetosella

Nome scientificoOxalis acetosella
FamigliaOxalidacee
Tipo di piantaEracea perenne o biennale
OrigineEuropa, Asia, Nord America (diffusa in Italia al nord)
EsposizioneOmbreggiata, preferibilmente con qualche ora di sole diretto fresco
Temperatura minimaSopportabile il freddo, la parte aerea secca in inverno
TerrenoLeggero, fertile, ricco di humus; tollera terreni poveri di calcio
IrrigazioneAbbondante prima della fioritura; ridotta in estate (periodo di riposo)
FiorituraPrimavera (alcune varietà); piccoli fiori bianchi
ConcimazioneFine inverno con concime organico maturo o humus
PotaturaNessuna specifica richiesta; la pianta si ripiega sotto stress
MoltiplicazioneSemina (primavera) o divisione dei cespi (aprile-settembre)
Malattie e parassitiFunghi da eccessiva umidità/pioggia; limacce e lumache
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, pianta senza grandi pretese

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