Coltivazione d'aglio

Aromatiche

Coltivazione aglio

Grazie alle sue note proprietà, l'aglio è largamente utilizzato in cucina e come rimedio naturale per molti disturbi. Già Pasteur, verso la metà del 1800, ne aveva intuito l'efficacia come antibiotico, ma non è questa l'unica virtù. La coltivazione dell'aglio è semplice, anche per i principianti.

di Redazione

15 settembre 2014

L'aglio, re delle piante aromatiche

Bulbo conosciuto in tutto il mondo, ma di origine asiatica, l'aglio è noto fin dai tempi più remoti. Già gli antichi egizi ne conoscevano le proprietà e i medici dell'antica Grecia lo consigliavano per curare i disturbi digestivi, la lebbra e le ferite in generale, soluzione che erano costretti ad usare anche i soldati durante il conflitto mondiale, quando non avevano medicinali per curare i feriti: l'aglio era il miglior antibatterico ed antimicotico disponibile. Nel medioevo i medici usavano mascherine imbevute di succo d'aglio per proteggersi dalle infezioni. La sostanza contenuta nel bulbo che determina l'odore caratteristico, ma anche l'efficacia del vegetale, è l'allicina. Finché lo spicchio è intero, l'aglio non ha odore; è la distruzione della struttura cellulare che libera il tipico aroma, che si attenua durante la cottura perché questa ne distrugge buona parte dell'efficacia.

Coltivazione dell'aglio

Diffuso in tutto il mondo, tanto che è difficile stabilirne l'origine certa, l'aglio è sempre stato utilizzato sia in cucina che per i suoi effetti curativi. Per questo la sua coltivazione viene praticata in modo intenso e in ogni situazione. Una brava massaia, soprattutto fino a qualche decennio fa, aveva sempre un angolo in cui coltivava piante aromatiche e di certo non mancava l'aglio. Il bulbo è formato da tanti spicchi, i bulbilli. Questi vanno separati e sistemati a 3 - 4 centimetri di profondità in un terreno ben drenato e piuttosto leggero. Interrando solo bulbilli più grandi e sodi si otterranno bulbi di qualità superiore. Nelle zone con temperature non troppo rigide l'aglio si può seminare in autunno, mentre sarà opportuno farlo nel mese di marzo nelle zone più fredde. Un'eventuale concimazione va effettuata prima della messa a dimora dei bulbilli, con concime a base di zolfo o letame. L'aglio resiste bene alla siccità, meglio che ad un'eccessiva irrigazione. Verso la fine del ciclo riproduttivo, quando la pianta comincia a seccare, è bene sospendere o diradare le innaffiature.

Raccolta e conservazione dell'aglio

Quando la parte aerea della pianta d'aglio è ormai ingiallita e secca, si procede estraendola dal terreno e lasciandola ulteriormente seccare. In alcune zone del sud si raccolgono i bulbi nel giorno di San'Antonio, il 13 giugno, oppure, in altre zone climatiche, verso fine luglio. E' bene fare attenzione alle foglie per capire il momento buono per estirpare la pianta perché, se si ritarda troppo, i bulbilli tendono a separarsi nel terreno. Gli agli raccolti vengono legati insieme formando dei mazzetti, oppure si intrecciano le foglie, ottenendo così le tipiche trecce, tanto famose nei racconti e nelle leggende sui vampiri. I bulbi vanno tenuti in un luogo fresco ed asciutto, poiché i bulbilli rimangono inerti, senza germogliare, per diversi mesi. Bisogna ripararli dal sole che li danneggia. Una temperatura che supera i 15 - 18 gradi innesca il processo di germogliazione.

Coltivazione delle diverse varietà

L'aglio bianco è il più comune. Tra tutte le varietà, è la più conservabile e la più resistente; può essere bianco piacentino, napoletano o piemontese. L'aglio rosa, napoletano o di Agrigento, è più delicato e viene consumato soprattutto novello. Infine l'aglio rosso, di Sulmona o di Trapani, ha un aroma piccante e forte. La coltivazione di aglio in tutte queste varietà non differisce di molto e, soprattutto, può essere effettuata in vaso, su balcone o terrazzo. L'attenzione principale deve essere rivolta al corretto drenaggio. Nelle coltivazioni biologiche le piante di aglio vengono alternate alle altre colture perché efficaci nel tenere lontani i parassiti. I parassiti che possono attaccare la coltivazione di aglio sono soprattutto gli afidi, che adorano le foglie delle piante. In questi caso la pianta di aglio funge da deterrente, in modo che gli afidi attacchino lei e non gli altri vegetali.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare l'aglio?
    La tempistica dipende dal clima locale. Nelle zone con inverni non eccessivamente rigidi, è preferibile la semina autunnale (ottobre-novembre), che permette alla pianta di sviluppare un apparato radicale robusto prima del gelo. Al contrario, nelle aree dove le temperature scendono sotto zero per lunghi periodi, è consigliato interrare gli spicchi a marzo, subito dopo l'ultimo gelo, per evitare che i bulbilli gelino nel terreno. Entrambe le tecniche garantiscono buone raccolte se il terreno è ben drenato.
  • Come si capisce quando è il momento giusto per raccogliere l'aglio?
    Il segnale inequivocabile è dato dalla parte aerea della pianta: quando le foglie inferiori iniziano a ingiallire e seccare completamente, significa che il bulbo ha completato la sua maturazione. Questo avviene generalmente tra fine maggio e luglio, a seconda della zona geografica. È fondamentale non aspettare troppo a lungo; se si ritarda la raccolta, i bulbilli tendono a separarsi nel terreno e la pelle protettiva si assottiglia, rendendo l'aglio meno conservabile e più soggetto a malattie.
  • Si può coltivare l'aglio in vaso su balcone?
    Assolutamente sì, l'aglio è ideale per la coltivazione in vaso grazie alla sua adattabilità. Scegli un contenitore profondo almeno 20-30 cm per permettere lo sviluppo del bulbo. Il punto critico è il drenaggio: utilizza un substrato leggero e assicurati che il vaso abbia fori sufficienti per evitare ristagni idrici, causa principale di marciumi. Posiziona il vaso in pieno sole e annaffia con moderazione, interrompendo le irrigazioni quando la pianta inizia ad appassire naturalmente verso la fine del ciclo vegetativo.
  • Quante volte bisogna annaffiare l'aglio?
    L'aglio è una pianta resistente alla siccità e teme fortemente i ristagni idrici. Durante il periodo vegetativo primaverile, mantieni il terreno leggermente umido ma mai zuppo, intervallando le annaffiature in base alle precipitazioni naturali. La regola d'oro è sospendere quasi totalmente le irrigazioni quando la pianta entra nella fase finale di maturazione, ovvero quando le foglie cominciano a seccare. L'eccesso di acqua in questa fase compromette la qualità del bulbo e la sua capacità di conservazione.
  • Come si conserva correttamente l'aglio raccolto?
    Dopo la raccolta, lascia asciugare i bulbi all'ombra e in un luogo aerato per alcuni giorni. Successivamente, rimuovi eventuali residui di terra e radici, ma non tagliare le foglie se intendi formare trecce. Conserva l'aglio in un luogo fresco (sotto i 15-18°C), asciutto e buio. Il calore e la luce diretta del sole attivano prematuramente il processo di germogliazione, rovinando il bulbo. Evita il frigorifero per la conservazione a lungo termine, poiché l'umidità e il freddo possono favorire muffe o far germogliare precocemente gli spicchi.

Scheda Tecnica

Allium sativum

Nome scientificoAllium sativum
FamigliaAmaryllidaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineAsia centrale
EsposizionePieno sole
TerrenoLeggero, ben drenato, ricco di humus
IrrigazioneModerata, sospesa a fine ciclo
FiorituraGiugno-Luglio (infiorescenze sferiche bianche)
Altezza30-60 cm
ConcimazioneLetame maturo o concimi solforosi prima della messa a dimora
PotaturaNessuna, rimuovere solo foglie secche
MoltiplicazioneVegativa (separazione degli spicchi/bulbilli)
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, marciumi radicali se ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche