Pianta del coriandolo fiorita

Aromatiche

Coriandolo pianta

Il nome evoca sapori di spezie lontane, di cucine e culture esotiche. In realtà, la coltivazione e l'utilizzo della pianta del coriandolo sono diffusi in tutto il mondo: viene citato nella Bibbia e in alcune ricette di Apicio, cuoco dell'antica Roma la cui fama e i cui piatti sono giunti fino a noi.

di Redazione

05 settembre 2014

Coriandolo: generalità

La pianta del coriandolo (Coriandrum sativum) è una pianta erbacea, originaria probabilmente del Medio Oriente o Nordafrica, la cui coltivazione si è poi diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, in Asia e nelle Americhe. Il coriandolo è una pianta annuale, alta circa 70 cm, con fusto eretto e foglie profumate di colore verde scuro, la cui forma varia a seconda della posizione: quelle nella parte inferiore della pianta sono dentate e settate, mentre quelle più in alto sono filamentose, come quelle del finocchio. I fiori sono bianchi a ombrello e i frutti piccoli, sferici e giallastri; proprio da questi ultimi, chiamati impropriamente semi, viene ricavata la nota spezia. In realtà, oltre ai semi, della pianta del coriandolo si utilizzano anche le foglie, soprattutto nella cucina orientale.

Coriandolo: coltivazione

Nei climi temperati, la coltivazione della pianta del coriandolo non presenta particolari difficoltà. Se si intendono utilizzare le foglie, il coriandolo può essere seminato tutto l'anno; per la raccolta dei frutti, invece, la semina dovrà avvenire in primavera; i semi andranno piantati a una profondità di circa 2 cm, in un terreno fertile e sciolto, ben drenante e in posizione soleggiata. Durante l'estate, la coltivazione dovrà essere irrigata 1-2 volte a settimana. I primi fiori spunteranno a primavera inoltrata e da luglio a settembre si potranno estirpare le piante per la raccolta dei frutti; al contrario, le foglie potranno essere utilizzate fresche sin da subito. Il coriandolo può essere coltivato anche in vaso, in posizione soleggiata e innaffiandolo frequentemente.

Coriandolo: raccolta e conservazione

Quando le foglie della pianta del coriandolo inizieranno a diventare giallastre e i frutti matureranno assumendo una colorazione marroncino chiaro, sarà tempo di procedere con la raccolta. Le piante andranno estirpate e legate a mazzetti, che verranno posti a essiccare appendendoli a testa in giù in un luogo buio, asciutto e ben ventilato. Una volta che le piante saranno essiccate, si percuoteranno delicatamente su dei teli, in modo tale da far cadere i frutti, che dovranno poi essere ripuliti dalla polvere e conservati al buio, in contenitori a chiusura ermetica. I frutti di dimensioni maggiori andranno tenuti da parte e utilizzati per la semina dell'anno successivo. Come spezia, il coriandolo non può essere conservato a lungo, in quanto perde rapidamente il suo aroma.

Coriandolo: utilizzo

L'impiego del coriandolo in cucina ed erboristeria è noto sin dall'antichità. In erboristeria, della pianta del coriandolo si utilizzano soprattutto i frutti, ricchi di un olio essenziale contenente alcoli, aldeidi, flavonoidi, acido caffeico, tannini e vitamina C. Tale olio possiede un forte potere antisettico, carminativo e antispasmodico; inoltre, favorisce la digestione, tanto da essere impiegato nella preparazione di liquori e digestivi. In cucina, le foglie di coriandolo si utilizzano fresche nelle insalate o tritate come il prezzemolo. La spezia, che si ricava dai frutti, è impiegata per aromatizzare piatti a base di carne, pesce, insaccati, selvaggina e verdure, ma anche biscotti e confetti. Inoltre, nella cucina indiana rientra nella preparazione del curry e del garam masala.

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Domande frequenti

  • Come distinguere le foglie di coriandolo dal prezzemolo?
    Le foglie inferiori del coriandolo presentano una forma dentata e settata, mentre quelle superiori diventano filiformi e sottili, ricordando vagamente quelle del finocchio. Al contrario, il prezzemolo ha foglie sempre verdi, lisce o incise, ma mai filamentose. Entrambi sono verdi scuri, ma la struttura fogliare del coriandolo cambia radicalmente man mano che la pianta cresce verso l'alto, offrendo un profilo visivo distinto rispetto alle foglie costanti del prezzemolo.
  • Qual è il momento migliore per seminare il coriandolo?
    La scelta dipende dall'uso desiderato. Se si vogliono raccogliere solo le foglie, la semina può avvenire praticamente tutto l'anno nei climi miti. Se invece si mirano alla raccolta dei frutti (semi), la semina deve avvenire esclusivamente in primavera. I semi vanno interrati a una profondità di circa 2 cm in terreno fertile e ben drenato, assicurandosi che la pianta abbia il tempo di maturare prima dell'estate calda.
  • Come si raccolgono e conservano correttamente i semi di coriandolo?
    Si procede quando i frutti diventano marrone chiaro e le foglie ingialliscono. Estirpare l'intera pianta, legarla a mazzetti e appenderla a testa in giù in un luogo buio, asciutto e ventilato per l'essiccazione. Una volta secchi, battere delicatamente i mazzi su un telo per far cadere i frutti. Pulirli dalla polvere e conservarli in contenitori ermetici al buio. Attenzione: la spezia perde aroma rapidamente, quindi usarla entro breve tempo.
  • Il coriandolo ha proprietà benefiche per la salute?
    Sì, i frutti contengono un olio essenziale ricco di composti attivi che conferiscono proprietà antisettiche, carminative e antispasmodiche. Favoriscono efficacemente la digestione, motivo per cui sono spesso usati nella preparazione di liquori digestivi. Inoltre, sono fonte di vitamina C e contengono flavonoidi e tannini. L'uso principale in erboristeria riguarda quindi il supporto al benessere gastrointestinale e la prevenzione delle infezioni grazie all'azione antisettica.
  • In quali cucine si usano le foglie fresche rispetto ai semi?
    Le foglie fresche sono molto apprezzate nella cucina orientale e messicana, dove vengono usate intere o tritate nelle insalate, simile al prezzemolo. I semi, invece, sono pilastri della cucina indiana (curry, garam masala) e mediorientale. Vengono impiegati per aromatizzare carni, pesci, insaccati, selvaggina, verdure, ma anche dolci come biscotti e confetti. Mentre le foglie hanno un sapore fresco e agrumato, i semi offrono un aroma caldo, speziato e leggermente aranciato.

Scheda Tecnica

Coriandrum sativum

Nome scientificoCoriandrum sativum
FamigliaApiaceae
Tipo di piantaEracea annuale
OrigineMedio Oriente / Nordafrica
EsposizionePieno sole
TerrenoFertile, sciolto, ben drenante
IrrigazioneModerata, 1-2 volte/settimana in estate
FiorituraPrimavera inoltrata - Estate
AltezzaCirca 70 cm
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSemina diretta in primavera
Difficoltà di coltivazioneFacile

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