La coltivazione zafferano

L'apporto idrico nella coltivazione dello zafferano

La coltivazione dello zafferano non prevede interventi frequenti di irrigazione. La pianta dello zafferano resiste bene anche a brevi periodi torridi caratterizzati da siccità prolungata. Solo in questo caso, con l'approssimarsi dell'estate, potrebbe essere raccomandato bagnare il terreno. Durante le stagioni in cui le piogge sono naturalmente presenti, le piante di zafferano collocate all'aperto cresceranno senza annaffiature supplementari. Anzi, durante tutta la vita della pianta dovremo controllare periodicamente che non si formino ristagni idrici e che il terreno riesca ad assorbire la pioggia. Pozzanghere e ristagni sono molto pericolosi per l'integrità dei bulbi. La pianta coltivata in vaso, magari al riparo dalle precipitazioni, può essere annaffiata con moderazione all'occorrenza, quando la terra risulta completamente asciutta.
Pistilli zafferano

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Tecniche e cure per la coltivazione

Raccolta fiori zafferano Lo zafferano viene piantato a partire dai bulbi. Si possono prelevare da una pianta già sviluppata oppure vanno acquistati, online sui siti di giardinaggio o presso un vivaio specializzato. È fondamentale, per una corretta coltivazione dello zafferano, reperire bulbi sani, con dimensioni di almeno 3-4 cm. Andremo a mettere a dimora i bulbi nel mese di Settembre, potendo scegliere la coltivazione in vaso e sistemando più piantine all'interno dello stesso contenitore o collocandoli in pieno campo, distanziati di alcuni centimetri per favorire la circolazione dell'aria e la crescita. Periodicamente andremo a rimuovere le erbacce infestanti che cresceranno vicino alla base della pianta sottraendo gli elementi nutritivi contenuti nella terra. Opereremo manualmente o con l'ausilio di una zappetta senza agire in profondità.

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Terreno e concimazione

Pianta zafferano Il terreno per la coltivazione dello zafferano va preventivamente preparato. Possiamo iniziare a vangare già la primavera precedente alla messa a dimora delle piante. L'aratura e la vangatura vanno effettuate in profondità, con un intervento manuale di almeno 40 cm, cercando di eliminare le zolle e rendere il terreno più friabile e drenante possibile. Possiamo aggiungere del concime organico o dello stallatico maturo, eventualmente addizionandolo con del compost naturale. Misceleremo la concimazione alla terra con l'aiuto di un rastrello, ricompattando dolcemente e lasciando riposare affinché la decomposizione avvenga completamente prima di passare alle operazioni di semina. La coltivazione dello zafferano può essere effettuata per un triennio e per almeno 5 anni sarebbe opportuno evitare di coltivare altro zafferano nel medesimo appezzamento di orto.


La coltivazione zafferano: Esposizione, clima e avversità

Fiori zafferano Il luogo ideale dove coltivare zafferano in Italia è in collina, arrivando ad altitudini di 500 m sul livello del mare. La pianta di zafferano resiste al freddo intenso, perfino a temperature che scendono di 10 gradi al di sotto dello zero. Tollera anche le estati calde, sopportando temperature superiori a 35°C. La pianta dello zafferano può essere attaccata dai conigli selvatici e dai topi che possono essere tenuti lontani con prodotti specifici acquistabili nei negozi di giardinaggio e fai da te, evitando il più possibile le sostanze chimiche troppo aggressive. È una pianta abbastanza resistente che non dovrebbe essere attaccata da malattie gravi. Possono però insorgere marciumi che interessano sia la parte aerea che il bulbo. La causa va ricercata il più delle volte nella scorretta irrigazione. Limitando gli interventi supplementari di annaffiatura si dovrebbe risolvere il problema. Dello zafferano vengono consumati i pistilli, prelevati dal fiore, essiccati e ridotti nella nota polverina per arricchire risotti e altri piatti.


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