Pistilli zafferano

Aromatiche

La coltivazione zafferano

La coltivazione dello zafferano regala una spezia molto costosa e saporitissima per l'arricchimento delle preparazioni di cucina.

di Redazione

14 dicembre 2016

L'apporto idrico nella coltivazione dello zafferano

La coltivazione dello zafferano non prevede interventi frequenti di irrigazione. La pianta dello zafferano resiste bene anche a brevi periodi torridi caratterizzati da siccità prolungata. Solo in questo caso, con l'approssimarsi dell'estate, potrebbe essere raccomandato bagnare il terreno. Durante le stagioni in cui le piogge sono naturalmente presenti, le piante di zafferano collocate all'aperto cresceranno senza annaffiature supplementari. Anzi, durante tutta la vita della pianta dovremo controllare periodicamente che non si formino ristagni idrici e che il terreno riesca ad assorbire la pioggia. Pozzanghere e ristagni sono molto pericolosi per l'integrità dei bulbi. La pianta coltivata in vaso, magari al riparo dalle precipitazioni, può essere annaffiata con moderazione all'occorrenza, quando la terra risulta completamente asciutta.

Tecniche e cure per la coltivazione

Lo zafferano viene piantato a partire dai bulbi. Si possono prelevare da una pianta già sviluppata oppure vanno acquistati, online sui siti di giardinaggio o presso un vivaio specializzato. È fondamentale, per una corretta coltivazione dello zafferano, reperire bulbi sani, con dimensioni di almeno 3-4 cm. Andremo a mettere a dimora i bulbi nel mese di Settembre, potendo scegliere la coltivazione in vaso e sistemando più piantine all'interno dello stesso contenitore o collocandoli in pieno campo, distanziati di alcuni centimetri per favorire la circolazione dell'aria e la crescita. Periodicamente andremo a rimuovere le erbacce infestanti che cresceranno vicino alla base della pianta sottraendo gli elementi nutritivi contenuti nella terra. Opereremo manualmente o con l'ausilio di una zappetta senza agire in profondità.

Terreno e concimazione

Il terreno per la coltivazione dello zafferano va preventivamente preparato. Possiamo iniziare a vangare già la primavera precedente alla messa a dimora delle piante. L'aratura e la vangatura vanno effettuate in profondità, con un intervento manuale di almeno 40 cm, cercando di eliminare le zolle e rendere il terreno più friabile e drenante possibile. Possiamo aggiungere del concime organico o dello stallatico maturo, eventualmente addizionandolo con del compost naturale. Misceleremo la concimazione alla terra con l'aiuto di un rastrello, ricompattando dolcemente e lasciando riposare affinché la decomposizione avvenga completamente prima di passare alle operazioni di semina. La coltivazione dello zafferano può essere effettuata per un triennio e per almeno 5 anni sarebbe opportuno evitare di coltivare altro zafferano nel medesimo appezzamento di orto.

Esposizione, clima e avversità

Il luogo ideale dove coltivare zafferano in Italia è in collina, arrivando ad altitudini di 500 m sul livello del mare. La pianta di zafferano resiste al freddo intenso, perfino a temperature che scendono di 10 gradi al di sotto dello zero. Tollera anche le estati calde, sopportando temperature superiori a 35°C. La pianta dello zafferano può essere attaccata dai conigli selvatici e dai topi che possono essere tenuti lontani con prodotti specifici acquistabili nei negozi di giardinaggio e fai da te, evitando il più possibile le sostanze chimiche troppo aggressive. È una pianta abbastanza resistente che non dovrebbe essere attaccata da malattie gravi. Possono però insorgere marciumi che interessano sia la parte aerea che il bulbo. La causa va ricercata il più delle volte nella scorretta irrigazione. Limitando gli interventi supplementari di annaffiatura si dovrebbe risolvere il problema. Dello zafferano vengono consumati i pistilli, prelevati dal fiore, essiccati e ridotti nella nota polverina per arricchire risotti e altri piatti.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per piantare i bulbi di zafferano?
    La messa a dimora dei bulbi di zafferano avviene generalmente nel mese di settembre. Questo periodo permette alla pianta di stabilire le radici prima dell'inverno e di fiorire successivamente in autunno. I bulbi devono avere una dimensione minima di 3-4 cm per garantire una buona vigoria. È fondamentale acquistare o prelevare bulbi sani e vigorosi. La piantumazione può avvenire in piena terra, distanziando i bulbi per favorire il ricambio d'aria, oppure in vasi capienti, dove si possono inserire più esemplari insieme. Prima di interrare i bulbi, il terreno deve essere lavorato in profondità.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare lo zafferano?
    Lo zafferano richiede irrigazioni molto limitate e non frequenterà. Resiste bene anche a brevi periodi di siccità e calore estivo. In genere, le piogge naturali sono sufficienti per la sua sopravvivenza. L'unica eccezione riguarda i periodi estivi particolarmente aridi, dove un leggero apporto idrico all'avvicinarsi del caldo estremo può essere utile. Il rischio maggiore per questa pianta non è la mancanza d'acqua, ma l'eccesso: i ristagni idrici sono letali per i bulbi, causando marciumi. Pertanto, è prioritario garantire un terreno perfettamente drenante ed evitare qualsiasi accumulo di acqua nel sottovaso o nel suolo circostante.
  • Che tipo di terreno è adatto per coltivare lo zafferano?
    Il terreno ideale per lo zafferano deve essere sciolto, ben drenante e ricco di sostanza organica. È consigliabile preparare il letto di semina già dalla primavera precedente, vangando il suolo in profondità (almeno 40 cm) per renderlo friabile. Durante la preparazione, è utile incorporare concime organico o stallatico maturo, eventualmente misto a compost, per nutrire la pianta. Il terreno deve essere privo di zolle compatte che potrebbero ostacolare la crescita dei bulbi. Una corretta preparazione assicura un drenaggio efficiente, prevenendo i temuti marciumi radicali causati dall'acqua stagnante.
  • Quali sono le principali avversità e parassiti dello zafferano?
    Lo zafferano è una pianta piuttosto resistente e raramente colpita da malattie gravi. Il nemico principale è rappresentato dai marciumi del bulbo e della parte aerea, quasi sempre causati da un errato regime idrico, ovvero troppa acqua o ristagni. Per quanto riguarda i parassiti animali, i bulbi possono essere attaccati da topi e conigli selvatici. Per difendersi da questi roditori e lagomorfi, si consiglia l'uso di repellenti specifici disponibili nei negozi specializzati, preferibilmente evitando sostanze chimiche troppo aggressive. Mantenere il terreno pulito dalle erbe infestanti aiuta inoltre a ridurre i nascondigli per i parassiti.
  • Per quanti anni si può coltivare lo zafferano nello stesso posto?
    È consigliabile coltivare lo zafferano nello stesso appezzamento di orto per un periodo massimo di tre anni consecutivi. Dopo questo triennio, è opportuno cambiare collocazione, evitando di reimpiantare zafferano nello stesso terreno per almeno cinque anni. Questa rotazione colturale serve a prevenire l'esaurimento dei nutrienti specifici del suolo e a ridurre il rischio di accumulo di patogeni o parassiti legati alla specie. Utilizzare terriccio fresco e ben concimato per ogni nuovo ciclo di coltivazione garantisce bulbi sani e una produzione abbondante di stimmi profumati e colorati.

Scheda Tecnica

Crocus sativus

Nome scientificoCrocus sativus
FamigliaIridaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineAsia Minore / Mediterraneo orientale
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, drenante, fertile
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraAutunnale (ottobre-novembre)
Altezza15-25 cm
ConcimazioneOrganica/stallatico maturo a primavera
PotaturaNessuna, rimuovere solo foglie secche
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli
Malattie e parassitiMarciumi da eccesso d'acqua, roditori (topi/conigli)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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