Arbusto di Mirto tipico della macchia mediterranea

Aromatiche

Mirto tarantino

Il Mirto Tarantino è una pianta tra le più tipiche della macchia mediterranea, conosciuta sin dall’antichità da Ebrei, Greci e Romani ed apprezzata sia in cucina che in medicina per le sue qualità curative e cosmetiche, arbusto aromatico e ricco di oli essenziali, ha sempre avuto valenza positiva.

di Redazione

27 ottobre 2014

Caratteristiche del Mirto Tarantino

Il Mirto Tarantino è un arbusto sempreverde, che fa parte della famiglia delle Myrtaceae, che comprende 4000 specie di piante, tra cui anche l’Eucalipto Australiano. Originario della Persia è diffuso in tutta l’Europa Mediterranea dove è frequente lungo i litorali e nelle siepi . Caratteristico della zona del Salento meridionale, la specie di Mirto Tarantino si presenta per lo più come arbusto di dimensioni modeste perfetto per creare fitte siepi. Si caratterizza per una crescita lenta e si presenta di solito con una chioma dalla forma sferica e tronco corto e ramoso. Ha foglie piccole piuttosto strette e lucide di colore verde scuro. Da giugno a Settembre sbocciano dei fiori solitari di colore bianco composti da 5 petali, che lasciano poi spazio alle bacche di colore viola scuro quasi tendente al nero, con riflessi metallici.

Coltivazione del Mirto Tarantino

Il Mirto Tarantino è una specie che ama il caldo ed i terreni acidi, tuttavia è diffusa anche in terreni calcarei. Solitamente si coltiva per motivi ornamentali in posizioni riparate perché teme il gelo. Non necessita di particolari attenzioni in merito all’irrigazione, di solito in estate, in caso di gran caldo e siccità si deve innaffiare ogni 15/20 giorni. La concimazione dovrebbe avvenire tra maggio e settembre aggiungendo all’acqua per l’irrigazione un concime liquido specifico. Se il Mirto si coltiva in vaso, il rinvaso deve essere effettuato annualmente nel periodo primaverile, una volta raggiunta la dimensione finale del vaso è sufficiente sostituire il primo strato di terra. Proprio per la sua particolare fioritura e sconsigliata una potatura drastica mentre è preferibile diradare periodicamente la chioma rimuovendo i rami rovinati.

Raccolta, conservazione ed utilizzo

Durante tutto l’anno si raccolgono le foglie, le bacche in autunno. Sia le foglie che le bacche ed i fiori si fanno essiccare al sole e così conservati. Vengono utilizzati in cucina per insaporire carni, pesci e salumi. Sembra che l’utilizzo come pianta medicinale sia molto antico proprio per ricca presenza degli oli essenziali e sostanze aromatiche. Il mirtolo, sostanza contenuta nelle foglie e nei frutti, avrebbe proprietà balsamiche, sedative, digestive e antibatteriche, per questi scopi è utilizzato l’olio essenziale che si ottiene dell'intera pianta. Sarebbe anche ottimo come tonico e depurativo per le problematiche dell’epidermide. In Sardegna è tipico l’utilizzo del Mirto per la produzione di liquori, preparati facendo macerare le bacche nell’alcool, marmellate e dolciumi ed in accompagnamento alla carne di maiale.

Il Mirto tra mito e leggenda

Il nome Mirto deriva dal greco myrtos ed ha il significato di "essenza profumata". Molte sono le leggende circa l’origine del nome, secondo la mitologia greca il nome deriverebbe da Myrsine, una giovane uccisa da un uomo invidioso perché da lei battuto nei giochi ginnici. Atena, impietosita, decise di trasformarla in un arbusto odoroso. Nel tempo divenne simbolo della colonizzazione greca in quanto gli emigranti greci portavano rami di mirto per simboleggiare la fine di un periodo della propria vita. Nell’antica Roma il Mirto divenne simbolo di vittoria e durante i banchetti un rametto di Mirto passava da un ospite all’altro per il brindisi e l’incitamento alla festa. Come pianta sacra a Venere è stato associato alla fecondità, nell’Impero Romano era l’albero propiziatori per la casa degli sposi a ancora oggi in alcune regioni rametti di Mirto vengono usati nei bouquet della sposa.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e temperatura per coltivare il Mirto Tarantino?
    Il Mirto Tarantino predilige posizioni soleggiate e calde, tipici habitat della macchia mediterranea. È fondamentale proteggerlo dai geli invernali, quindi va collocato in zone riparate o, nelle aree più fredde, coltivato in vaso da portare al riparo durante i mesi freddi. Ama i terreni acidi ma si adatta bene anche ai substrati calcarei, purché ben drenati. La sua natura sempreverde richiede luce diretta per mantenere la chioma compatta e sana.
  • Come si effettua la corretta irrigazione e concimazione del Mirto?
    La pianta non richiede irrigazioni frequenti. In estate, specialmente durante periodi di siccità e caldo intenso, è sufficiente annaffiare ogni 15-20 giorni per garantire l'idratazione necessaria senza causare ristagni idrici. Per quanto riguarda la nutrizione, si consiglia di somministrare un concime liquido specifico diluito nell'acqua di irrigazione nel periodo compreso tra maggio e settembre, supportando così la crescita e la fioritura stagionale.
  • Quando e come si pota il Mirto Tarantino per mantenerlo sano?
    La potatura del Mirto deve essere leggera e mai drastica, poiché tagli eccessivi possono danneggiare la pianta. È preferibile procedere con un diradamento periodico della chioma per migliorare la circolazione dell'aria e rimuovere i rami secchi, rovinati o malformati. Questo intervento aiuta a mantenere la forma sferica caratteristica e stimola una nuova vegetazione sana, preservando l'integrità estetica dell'arbusto.
  • Quali sono le principali proprietà medicinali e usi culinari del Mirto?
    Le foglie, i fiori e le bacche del Mirto contengono oli essenziali e mirtolo, dotati di proprietà balsamiche, digestive, sedative e antibatteriche. In cucina, le bacche e le foglie aromatizzano carni, pesci e salumi, mentre in Sardegna sono fondamentali per produrre liquori e marmellate. Esternamente, l'olio essenziale o le infusi possono agire come tonico e depurativo per la pelle, sfruttando le virtù antisettiche della pianta.
  • Come si raccolgono e conservano foglie e bacche di Mirto?
    Le foglie possono essere raccolte durante tutto l'anno, mentre le bacche si raccogliono preferibilmente in autunno quando raggiungono la maturazione. Entrambe le parti, insieme ai fiori, vanno fatte essiccare al sole fino a completa disidratazione. Una volta asciutte, possono essere conservate a lungo per uso successivo in cucina o per preparare infusi e estratti oleosi, mantenendo intatte le loro proprietà aromatiche e terapeutiche.

Scheda Tecnica

FamigliaMyrtaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OriginePersia / Europa Mediterranea
EsposizioneSole, posizione riparata dal gelo
TerrenoAcido o calcareo, ben drenato
IrrigazioneModerata, ogni 15-20 gg d'estate
FiorituraGiugno - Settembre
AltezzaDimensioni modeste (arbusto compatto)
ConcimazioneConcime liquido da maggio a settembre
PotaturaLeggera, diradamento, evitare potature drastiche
Difficoltà di coltivazioneFacile

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