Pianta della liquirizia

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Pianta della liquirizia

La pianta della liquirizia è nota per i prodotti dolciari che si ricavano dalla radice. Cresce bene in ogni terreno e non necessita di particolari attenzioni per prosperare. E' necessario effettuare trattamenti antiparassitari perché spesso è vittima di attacchi di insetti nocivi per la sua salute.

di Redazione

10 settembre 2014

Caratteristiche principali della pianta della liquirizia

La pianta della liquirizia è una specie erbacea perenne caratterizzata da un notevole sviluppo in altezza. I rami degli esemplari più grandi superano il metro di lunghezza. La liquirizia appartiene alla famiglia delle leguminose e dalle radici si estraggono principi attivi adoperati nella farmacopea e nell’erboristeria mentre il succo è alla base di tante preparazioni dolciarie. Resiste bene alle elevate temperature e il suo terreno ideale è quello di tipo calcareo prevalentemente argilloso. La raccolta delle radici viene effettuata quando la pianta ha raggiunto un’età di tre anni. Vengono estratte a fine estate e sottoposte a vari trattamenti per estrarne il succo o altri elementi utili. Il principio attivo più importante che se ne ricava è la glicirrizina: un potete antinfiammatorio.

Cura e irrigazione

La pianta della liquirizia crea un cespuglio piuttosto arrotondato. Cresce bene in terreni aridi e non ha bisogno di essere annaffiata. Tuttavia, se l’estate si presenta particolarmente calda e priva di precipitazioni, si può provvedere a irrigare la liquirizia una volta ogni due o tre giorni. È sempre meglio controllare il suolo e procedere con l’innaffiatura solo se è completamente asciutto.La liquirizia viene propagata quasi sempre mediante i rizomi. Si recidono dalla pianta madre in autunno e per aumentare la probabilità che attecchiscano, devono essere lunghi perlomeno dieci centimetri. A quel punto non vi rimarrà altro da fare se non interrarli in un suolo ricco di fosforo. Questa sostanza aiuterà la nuova pianta a svilupparsi in maniera armonica.

Malattie e parassiti

La pianta di liquirizia è soggetta ad essere attaccata da numerosi parassiti e può ammalarsi facilmente. Le foglie e i fusti dell’arbusto possono essere attaccati dalla ruggine: una malattia di tipo fungino che a lungo andare porta a morte certa i soggetti infestati. In questo caso è necessario trattare la liquirizia con prodotti specifici, somministrati secondo le dosi riportate sulla confezione acquistata presso un comune consorzio di agraria.Anche i pidocchi possono avere un’azione deleteria per gli arbusti che iniziano a perdere le foglie rapidamente. Anche in questo caso è indispensabile correre subito ai ripari irrorando la pianta con un prodotto fitosanitario mirato. Per quanto riguarda le radici, una volta raccolte sono soggette ad essere divorate da coleotteri.

La raccolta della radice

La raccolta della radice della liquirizia viene effettuata nei mesi autunnali al compimento del terzo o del quarto anno di vita dell’arbusto. Appena le foglie iniziano a essiccarsi e a cadere a terra, si procede con la falciatura completa dei rami. Subito dopo si asportano dal suolo e si iniziano ad estrarre le radici una ad una. Per agevolare le operazioni, si utilizzano appositi attrezzi meccanici dotati di denti rigidi, ben distanziati e lunghi. Dopo la raccolta i rizomi devono esser lavati accuratamente per eliminare ogni residuo di terra e poi vengono sottoposti a un particolare processo di frantumazione. La lavorazione successiva cambia in base al prodotto finale che si vuole ottenere. Ad esempio, la pasta di liquirizia, si ricava bollendo le radici macinate.

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Domande frequenti

  • Quando e come si moltiplica la liquirizia?
    La liquirizia si propaga quasi esclusivamente mediante divisione dei rizomi. L'operazione va eseguita in autunno, prelevando porzioni di rizoma dalla pianta madre lunghe almeno dieci centimetri. Per favorire l'attecchimento, è fondamentale interrare questi frammenti in un terreno arricchito con fosforo, sostanza che aiuta lo sviluppo armonico della nuova pianta.
  • Qual è il periodo migliore per raccogliere le radici?
    Le radici vanno raccolte quando la pianta ha raggiunto i tre-quattro anni di età, generalmente nei mesi autunnali. Il segnale corretto è l'essiccazione e la caduta delle foglie. Prima dello scavo, si procederà alla falciatura completa dei rami a terra, per poi estrarre le radici manualmente o con attrezzi meccanici specifici.
  • Quanto spesso va innaffiata la liquirizia?
    La liquirizia richiede irrigazioni molto scarse poiché cresce bene anche in terreni aridi. Bisogna intervenire solo se l'estate è particolarmente siccitosa e il suolo risulta completamente asciutto. In tali casi, si può irrigare una volta ogni due o tre giorni, verificando sempre l'umidità del terreno prima di agire.
  • Quali malattie colpiscono principalmente questa pianta?
    La liquirizia è sensibile alla ruggine, una malattia fungina che attacca foglie e fusti portando eventualmente alla morte della pianta. Inoltre, può subire attacchi da parte di pidocchi, che causano rapida perdita fogliare. Anche le radici, soprattutto dopo la raccolta, possono essere danneggiate dai coleotteri. È necessario usare prodotti fitosanitari mirati.

Scheda Tecnica

FamigliaLeguminose
Tipo di piantaErbacea perenne
TerrenoCalcereo, prevalentemente argilloso, ricco di fosforo
IrrigazioneScarsa; solo se il suolo è completamente asciutto
AltezzaSuperiore al metro
ConcimazioneRicco di fosforo
MoltiplicazionePropagazione tramite rizomi (autunno)
Malattie e parassitiRuggine (fungina), pidocchi, coleotteri sulle radici
Difficoltà di coltivazioneFacile

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