pianta di salvia

Aromatiche

Salvia

La salvia è una delle piante aromatiche più utilizzate in cucina, impiegando le foglie sia fresche che essiccate. Inoltre vengono descritte anche le esigenze pedoclimatiche, le cultivar e le cure colturali.

di Redazione

01 dicembre 2014

Generalità

La salvia, denominata anche salvia comune o domestica, appartiene alla famiglia delle Labiate, al genere Salvia ed alla specie officinalis. È una pianta perenne alta e larga da 30 a 70 cm, con un portamento cespuglioso, fusti quadrangolari in sezione, legnosi, di colore marrone e molto ramificati alla base, mentre i germogli sono erbacei, verdi e pelosi; le radici sono fibrose e molto espanse. Le foglie sono sempreverdi, opposte, oblunghe con punta non acuminata, provviste di picciolo, pelose, di colore verde con una forte tonalità di grigio, con un margine lievemente seghettato, soffici superiormente e ruvide sulla pagina inferiore. I fiori sono ermafroditi, piccoli, di un colore blu-violaceo e riuniti in infiorescenze localizzate all’apice degli steli. La fioritura si protrae tra il mese di maggio e luglio, l’impollinazione è entomofila, operata dalle api o da altri insetti pronubi. Il frutto è un achenio che a maturazione (a fine estate) libera i piccoli semi neri nell’ambiente circostante. La parte di pianta utilizzata è costituita dalle foglie, le quali contengono un olio essenziale che conferisce loro un profumo particolare e caratteristico.

Clima e terreno

La salvia preferisce i climi temperati caldi, però si adatta anche nei climi temperati continentali in cui le temperature scendono di pochi gradi al di sotto dello zero. Le esposizioni migliori per questa pianta sono gli ambienti completamente soleggiati riparati dal vento, però sopporta anche le aree parzialmente ombreggiate. La salvia comune predilige i terreni sciolti, calcarei, con un buon contenuto in scheletro, anche poco fertili, ben areati e drenati, i suoli acidi sono poco indicati e rifugge quelli troppo compatti in quanto risultano soggetti ai ristagni idrici. Questa specie è originaria del bacino del Mediterraneo, cresce allo stato spontaneo dal livello del mare fino a 700-800 m di altitudine; nel nostro Paese è diffusa su tutto il territorio.

Varietà e propagazione

Le cultivar di salvia domestica si distinguono tra loro in base alle dimensioni della pianta, delle foglie ed al contenuto in olio essenziale. Le varietà principali sono Nazareth, pianta piuttosto bassa, Bona, di medie dimensioni, Extrakta e Regula, entrambe sono piante alte con foglie grosse, l’ultima ha un elevato contenuto in olio essenziale. La salvia comune si moltiplica per seme e per talea, la semina si effettua a fine inverno in semenzaio, altrimenti a metà primavera in piena terra. Nel primo caso i semi si mettono in contenitori con un substrato leggero e fertile che deve essere inumidito, in seguito vanno mantenuti al buio per favorire la germinazione, mentre all’emergenza delle piantine, si aumenta la luminosità; a metà primavera le piantine sono pronte ad essere trapiantate. Le talee vengono prelevate a fine primavera all’apice degli steli ed hanno una lunghezza di 10 cm, si pongono in un substrato costituito da sabbia e torba in parti uguali. Una volta avvenuta la radicazione le piantine sono pronte ad essere trapiantate ad inizio autunno o nella primavera seguente.

Tecniche di coltivazione

La salvia viene coltivata negli orti e nei giardini famigliari, in pieno campo, in vaso all’aperto, nei parchi pubblici e nelle aiole a scopo ornamentale. Le distanze d’impianto tra le file sono di 50-60 cm e sulla fila di 20-30, con una densità compresa tra 6 e 10 piante/mq. Il ciclo di coltivazione della salvia si protrae più o meno per cinque anni. Il controllo delle erbe infestanti negli orti e nei giardini famigliari si esegue effettuando delle scerbature manuali, mentre su coltivazioni in pieno campo si ricorre a delle sarchiature tra le file. La concimazione si esegue apportando del letame maturo durante la preparazione del letto di semina, mentre ogni anno prima della ripresa vegetativa si somministra del concime complesso; inoltre dopo ogni sfalcio va distribuito dell’azoto a pronto effetto in modo da favorire un rapido riscoppio vegetativo. Nonostante la salvia resista alla siccità durante l’estate vengono effettuate delle irrigazioni per aumentare la produzione di foglie, lasciando asciugare il terreno tra un intervento e l’altro. La salvia domestica può essere soggetta ad attacchi di parassiti, tra i funghi si ricordano l’oidio, la ruggine ed i marciumi radicali, gli insetti più pericolosi sono gli afidi, che colpiscono i germogli, e i lepidotteri, alcuni dei quali attaccano le radici.

Raccolta

Nel caso di una coltivazione in pieno campo viene raccolta la pianta intera eseguendo degli sfalci poco al di sopra del colletto, l’operazione si svolge due volte all’anno: il primo a fine primavera, destinato alla produzione di foglie e l’ultimo a fine estate, adatto all’estrazione di olio essenziale in quanto la pianta contiene meno acqua. L’olio essenziale viene estratto per lo 0,2-0,3 % mediante la distillazione in corrente di vapore. L’essiccazione delle foglie avviene disponendole in strati sottili in ambiente riparato dalla luce, con basse temperature, asciutto e con una buona circolazione d’aria.

Proprietà ed utilizzo

La salvia possiede proprietà emmenagoghe, antispasmodiche, diuretiche, antiinfiammatorie, vermifughe, astringenti e digestive. Inoltre svolge un effetto benefico su denti e gengive ed ammorbidisce i capelli secchi. In cucina le foglie fresche o essiccate sono largamente impiegate per aromatizzare focacce, burro, formaggi cremosi, frittate, zuppe, carni, piatti di pesce, sughi e verdure. La salvia comune può essere utilizzata anche nella preparazione di liquori e grappe.

Salvia in cucina

La salvia è largamente impiegata in cucina, sia fresca che secca, per dare ai piatti un gusto saporito e raffinato. Molte portate sono inoltre accompagnate da qualche fogliolina di salvia che dona al piatto un tocco in più! La salvia è utilizzata nella realizzazione di primi piatti come pasta, casoncelli, gnocchi al burro versato e salvia e a volte viene accompagnata anche dall’origano. E’ un erba aromatica adatta anche a insaporire pesce e carne. Anche le infusioni a base di salvia sono molto conosciute e presentano inoltre importanti proprietà e benefici per il nostro organismo. Le foglie della salvia possono essere gustate anche sole! Una ricetta deliziosa le vede protagoniste. Basta intingere le foglie fresche di salvia in una pastella a base di farina, birra, albume e olio per poi farle friggere in padella! Sfiziose e ottime per accompagnare l’aperitivo o come secondo piatto!

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Domande frequenti

  • Come e quando devo raccogliere le foglie di salvia?
    La raccolta dipende dall'uso finale. Per ottenere foglie aromatiche da usare fresche o essiccate, effettua il primo sfalcio a fine primavera, tagliando poco sopra il colletto. Un secondo taglio si pratica a fine estate, periodo ideale se ti serve la pianta per l'estrazione dell'olio essenziale, poiché le foglie avranno un contenuto idrico minore e una concentrazione maggiore di principi attivi. In entrambi i casi, evita di asportare troppa vegetazione per non indebolire la pianta.
  • Quali sono le condizioni ideali di terreno ed esposizione per la salvia?
    La salvia prospera in posizioni soleggiate e riparate dai venti forti. Predilige terreni sciolti, calcarei e ben drenati, ricchi di scheletro ma poveri di sostanza organica. È fondamentale evitare i ristagni idrici: i suoli troppo compatti o acidi sono sconsigliati perché favoriscono il marciume radicale. La pianta è originaria del Mediterraneo e si adatta bene anche a climi temperati continentali, tollerando lievi escursioni termiche, purché il drenaggio sia efficiente.
  • Come posso moltiplicare la salvia in casa?
    Puoi optare per la semina o le talee. La semina si effettua a fine inverno in semenzaio (con substrato leggero tenuto al buio fino all'emergenza) oppure a metà primavera direttamente in terra. Per le talee, preleva apici di stelo lunghi circa 10 cm a fine primavera e interrane la base in un mix uguale di sabbia e torfa. Una volta radicate, le nuove piantine potranno essere trapiantate ad autunno o nella primavera successiva.
  • La salvia ha controindicazioni o effetti collaterali?
    Il testo evidenzia le proprietà medicinali (emmenagoga, antispasmodica, digestiva), ma non menziona esplicitamente controindicazioni cliniche. Tuttavia, dato il suo uso tradizionale come rimedio naturale e la presenza di oli essenziali potenti, il consumo eccessivo o prolungato potrebbe non essere indicato per donne in gravidanza o persone con specifiche patologie senza consulto medico. Utilizzala con moderazione come condimento culinario o infuso.
  • Quanto dura una coltivazione di salvia prima di doverla rinnovare?
    Il ciclo produttivo ottimale della salvia si protrae per circa cinque anni. Dopo questo periodo, la pianta tende a lignificare eccessivamente alla base, producendo meno foglie e diventando più suscettibile a malattie fungine come il marciume radicale. Per mantenere la vitalità e la produzione, è consigliabile ringiovanire la coltura sostituendo le piante vecchie con nuovi esemplari ottenuti da talea o semina.

Scheda Tecnica

Salvia officinalis

Nome scientificoSalvia officinalis
FamigliaLamiaceae (Labiate)
Tipo di piantaPerenne aromatica cespugliosa
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole, riparata dal vento
Temperatura minimaResistente a lievi gelate (pochi gradi sotto zero)
TerrenoSciolti, calcarei, ben drenati, poveri
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraMaggio - Luglio
Altezza30-70 cm
ConcimazioneLetame maturo a inizio ciclo, concime complesso annuale, azoto post-sfalcio
PotaturaSfalcio a fine primavera e fine estate; ringiovamento dopo 5 anni
MoltiplicazioneSemina (fine inverno/mezza primavera) e talea (fine primavera)
Malattie e parassitiOidio, ruggine, marciumi radicali, afidi, lepidotteri radicali
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, resistente alla siccità

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