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Aromatiche

Santoreggia domestica

In questo articolo vengono descritte le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, tutte le tecniche colturali, le proprietà terapeutiche e l'utilizzo della santoreggia domestica

di Redazione

12 ottobre 2010

Generalità

La santoreggia domestica, denominata anche santoreggia estiva, appartiene alla famiglia delle Labiate, al genere Satureja ed alla specie hortensis. È una pianta annuale erbacea, alta 30-40 cm e larga 15 cm, con un portamento eretto, fusti ramificati, ricoperti da una fitta peluria e di color verde scuro; le radici sono fibrose e poco sviluppate in profondità. Le foglie sono opposte, piuttosto fini, a forma lanceolata, pelose, brevemente picciolate e di un colore verde intenso. I fiori sono ermafroditi, di piccole dimensioni, di un colore bianco-rosato e riuniti in infiorescenze all’ascella delle foglie e localizzate all’apice degli steli; la fioritura si verifica durante l’estate. I semi sono tondeggianti, piccoli e di un colore molto scuro tendente al nero. Le parti di pianta utilizzate sono le foglie, caratterizzate da un aroma molto intenso che ricorda quello del timo, e le infiorescenze.

Clima e terreno

La santoreggia domestica preferisce i climi temperati, risulta sensibile alle basse temperature però non viene coltivata durante la stagione invernale. Le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati, però si adatta anche in zone parzialmente ombreggiate. La santoreggia estiva predilige i terreni sciolti, asciutti, calcarei, fertili e ben drenati, vegeta bene anche sui suoli poveri mentre rifugge quelli troppo compatti in quanto risultano soggetti ai ristagni idrici. È una specie originaria dei Paesi balcanici ed in seguito si è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, cresce allo stato spontaneo dalla pianura fino ad un’altitudine di 1000-1200 m; nel nostro Paese si trova prevalentemente nelle regioni centro-settentrionali.

Semina

La santoreggia domestica si moltiplica per seme mediante la semina diretta in piena terra oppure in semenzaio. Nell’ultimo caso nella stagione invernale i semi si mettono in contenitori con un substrato leggero e fertile che deve essere inumidito, in seguito vanno mantenuti al buio per favorire la germinazione, mentre all’emergenza delle piantine, si aumenta la luminosità; in primavera le piantine sono pronte ad essere trapiantate. La semina diretta in piena terra si effettua a metà primavera ed è la tecnica maggiormente praticata in quanto la capacità di germinazione è buona e risulta essere più economica rispetto alla semina in semenzaio. Le distanze d’impianto tra le file sono di 40 cm e sulla fila di 15-20 cm, con una densità di 12-16 piante/mq.

Tecniche di coltivazione

La santoreggia estiva viene coltivata negli orti e nei giardini famigliari, in pieno campo ed in vaso all’aperto. Nel caso si ricorre alla semina in piena terra le piantine, una volta alte 10-15 cm, vanno sfoltite in modo da mantenere le giuste distanze d’impianto. Il controllo delle erbe infestanti negli orti e nei giardini famigliari si esegue effettuando delle scerbature manuali, mentre su coltivazioni in pieno campo si ricorre a delle sarchiature tra le file. È consigliabile adottare ampi avvicendamenti, evitando di seminare sullo stesso terreno la santoreggia domestica, oppure una coltura appartenente alla famiglia delle Labiate, nei 4-5 anni successivi. La concimazione si esegue alla semina apportando del concime ternario a lento rilascio. Nonostante la santoreggia estiva resista alla siccità durante l’estate vengono effettuate delle irrigazioni per aumentare la produzione di foglie, lasciando asciugare il terreno tra un intervento e l’altro. La santoreggia domestica è una pianta rustica, per cui è poco soggetta ad attacchi di parassiti, i più pericolosi sono i marciumi radicali che si instaurano in presenza di ristagni idrici.

Raccolta

Le foglie si raccolgono durante l’estate e l’autunno se vengono impiegate fresche, mentre se poste ad essiccare si prelevano a fine primavera-inizio estate, prima della fioritura in modo da avere un massimo contenuto dell’aroma. Le infiorescenze vengono prelevate a fine luglio-inizio agosto, durante la fase di piena fioritura, è possibile l’estrazione dell’olio essenziale. L’essiccazione delle foglie attaccate agli steli e delle infiorescenze avviene in ambiente riparato dalla luce, asciutto e con una buona circolazione d’aria. Le parti essiccate si conservano in contenitori di vetro chiusi in ambienti privi di umidità.

Proprietà ed utilizzo

La santoreggia domestica possiede proprietà antisettiche, vermifughe, carminative, diuretiche, tonificanti per la pelle e digestive. È utile per curare le infezioni a livello dell’apparato digerente, per contrastare la diarrea, come espettorante per bronchiti e attacchi di asma, per favorire la cicatrizzazione di ferite, per medicare piaghe e punture d’insetti. In casa si utilizza per profumare gli ambienti. In cucina la santoreggia estiva viene impiegata per aromatizzare piatti di pesce, di carne, risotti, salami, funghi e verdure come cavoli e zucchine; entra nella preparazione di salse e sughi di pomodoro. Le infiorescenze vengono impiegate per preparare infusi, tinture, decotti e vini medicinali.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per seminare la santoreggia domestica?
    La semina può avvenire in due momenti distinti. La tecnica più comune e pratica è la semina diretta in piena terra a metà primavera, quando le temperature si stabilizzano. In alternativa, è possibile effettuare la semina in semenzaio durante l'inverno: i semi vanno tenuti al buio per favorire la germinazione e, una volta emerse le piantine, spostati in luogo luminoso per poi trapiantarle in primavera. Entrambe le metodologie garantiscono una buona capacità germinativa.
  • Quali sono le condizioni ideali di terreno ed esposizione per questa pianta?
    La santoreggia domestica richiede esposizioni completamente soleggiate, sebbene tolleri anche zone parzialmente ombreggiate. Per quanto riguarda il substrato, predilige terreni sciolti, asciutti, calcarei, fertili e soprattutto ben drenati. Resiste bene anche in suoli poveri, ma è fondamentale evitare terreni troppo compatti che causano ristagni idrici, poiché la pianta ne soffre notevolmente. Non va coltivata in inverno a causa della sensibilità al freddo.
  • Come si raccoglie e si conserva correttamente la santoreggia?
    La raccolta varia in base all'uso. Per le foglie fresche, si interviene durante estate e autunno. Se l'intento è l'essiccazione, le foglie vanno prelevate a fine primavera o inizio estate, prima della fioritura, per massimizzare il contenuto aromatico. Le infiorescenze si raccolgono a fine luglio-inizio agosto, in piena fioritura. L'essiccazione deve avvenire in ambiente riparato dalla luce, asciutto e ventilato. Una volta secche, le parti vegetali si conservano in vasetti di vetro chiusi, al riparo dall'umidità.
  • In quali piatti culinari è consigliato utilizzare la santoreggia?
    Grazie al suo aroma intenso simile a quello del timo, la santoreggia è ideale per aromatizzare numerosi piatti. Si abbina perfettamente a pietanze di pesce e carne, ma è eccellente anche nei risotti. Viene spesso impiegata per condire salumi, funghi e verdure specifiche come cavoli e zucchine. Inoltre, può essere integrata nella preparazione di salse e sughi di pomodoro, aggiungendo una nota aromatica distintiva alle preparazioni domestiche.
  • Quali sono le principali proprietà terapeutiche della santoreggia domestica?
    Questa pianta possiede spiccate proprietà antisettiche, vermifughe, carminative, diuretiche, tonificanti per la pelle e digestive. È utile per trattare infezioni dell'apparato digerente e contrastare la diarrea. Agisce inoltre come espettorante efficace contro bronchiti e attacchi di asma. Esternamente, favorisce la cicatrizzazione di ferite e può essere usata per medicare piaghe e punture d'insetti. Internamente, le infiorescenze possono essere impiegate per preparare infusi, tinture, decotti e vini medicinali.

Scheda Tecnica

Satureja hortensis

Nome scientificoSatureja hortensis
FamigliaLamiaceae (Labiate)
Tipo di piantaAnnuale erbacea
OriginePaesi balcanici / Bacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole / Parziale ombra
Temperatura minimaSensibile al freddo (non coltivata in inverno)
TerrenoSciolti, asciutti, calcarei, ben drenati
IrrigazioneModerata, lasciare asciugare il suolo tra un intervento e l'altro
FiorituraEstate
Altezza30-40 cm
ConcimazioneConcime ternario a lento rilascio alla semina
PotaturaNessuna specifica; raccolta foglie prima della fioritura per aroma
MoltiplicazioneSemina diretta o in semenzaio
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da ristagni idrici)
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica)

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