Santoreggia

Come irrigare

Per quanto riguarda l'irrigazione della santoreggia, non è necessario procedere con molta frequenza. La pianta, infatti, riesce a sopportare anche delle condizioni di siccità. Dunque, è bene irrigarla una volta ogni 2 o 3 settimane circa. Prima di procedere con un'ulteriore bagnatura, è necessario controllare attentamente il terreno. Qualora il substrato dovesse risultare ancora umido, è sconsigliato procedere con una nuova irrigazione. Il rischio, infatti, è solo quello di sommergere le radici, causando la loro asfissia ed il conseguente marciume radicale. Questo marciume radicale rientra tra una delle cause principali che conducono alla morte della pianta stessa. Talvolta in inverno è possibile ridurre ancora la frequenza delle bagnature in quanto la santoreggia può accontentarsi anche dell'acqua piovana.
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Come curarla

Santoreggia fiore La santoreggia è una pianta che ama prevalentemente l'esposizione in una zona soleggiata. È bene che la pianta possa godere della luce solare per almeno 6 ore al giorno. Inoltre, la santoreggia predilige zone con clima caldo. Sebbene riesca ad adattarsi anche all'inverno, è consigliato prendere degli accorgimenti al fine di proteggere la pianta. Ad esempio, è possibile coprire il terreno durante i mesi più freddi per evitare che le radici vengano rovinate. Per quanto riguarda la moltiplicazione, la santoreggia annuale può riprodursi per seme e la semina viene effettuata in autunno oppure in primavera, direttamente sul terreno. Una volta che i semi sono stati sparsi, è necessario pressare la terra con le mani per permettere una migliore aderenza. La varietà perenne si riproduce mediante talea o divisione dei cespi.

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Come concimare

Erba aromatica Generalmente, la santoreggia non è una pianta che ha bisogno di concimazioni frequenti. Comunque, specialmente per la varietà perenne, è possibile procedere con delle fertilizzazioni saltuarie circa una volta ogni 3 o 4 mesi. Il concime maggiormente consigliato deve contenere dosi maggiori di potassio ed azoto e viene fornito alla pianta in forma liquida. Questo fertilizzante andrà diluito con l'acqua di irrigazione in dosi leggermente inferiori rispetto a quanto riportato sulla confezione. Per quanto riguarda il terreno, la santoreggia si adatta a qualsiasi tipo di substrato. Per una migliore coltivazione, tuttavia, è preferibile un terriccio alcalino e ben drenante. Qualora la santoreggia venisse coltivata in vaso, invece, è necessario addizionare il terriccio con delle sostanze organiche.


Santoreggia: Malattie e rimedi

Germogli pianta arommatica Essendo una pianta rustica, la santoreggia non viene attaccata molto facilmente da insetti o parassiti. Generalmente, le cause principali di malattie della pianta derivano da una cattiva coltivazione. Ad esempio, la santoreggia può facilmente andare incontro al marciume radicale qualora le irrigazioni fossero troppo frequenti. Questa malattia può portare anche alla morte della pianta ed è bene, quindi, prestare attenzione al terreno prima di procedere con un'ulteriore irrigazione. Inoltre, qualora la pianta si trovasse in condizioni di eccessiva umidità, è possibile che venga infestata dall'oidio o mal bianco. L'oidio è un fungo che genera delle macchie dall'aspetto bianco e farinoso che intaccano prevalentemente le foglie ed i germogli. Il modo migliore per contrastare questo fungo è l'uso di un fungicida apposito.



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