Santoreggia

Aromatiche

Santoreggia

La santoreggia è una pianta aromatica dall'odore piacevole e caratteristico. Grazie a queste particolarità, la sua coltivazione è molto apprezzata.

di Redazione

09 gennaio 2017

Come irrigare

Per quanto riguarda l'irrigazione della santoreggia, non è necessario procedere con molta frequenza. La pianta, infatti, riesce a sopportare anche delle condizioni di siccità. Dunque, è bene irrigarla una volta ogni 2 o 3 settimane circa. Prima di procedere con un'ulteriore bagnatura, è necessario controllare attentamente il terreno. Qualora il substrato dovesse risultare ancora umido, è sconsigliato procedere con una nuova irrigazione. Il rischio, infatti, è solo quello di sommergere le radici, causando la loro asfissia ed il conseguente marciume radicale. Questo marciume radicale rientra tra una delle cause principali che conducono alla morte della pianta stessa. Talvolta in inverno è possibile ridurre ancora la frequenza delle bagnature in quanto la santoreggia può accontentarsi anche dell'acqua piovana.

Come curarla

La santoreggia è una pianta che ama prevalentemente l'esposizione in una zona soleggiata. È bene che la pianta possa godere della luce solare per almeno 6 ore al giorno. Inoltre, la santoreggia predilige zone con clima caldo. Sebbene riesca ad adattarsi anche all'inverno, è consigliato prendere degli accorgimenti al fine di proteggere la pianta. Ad esempio, è possibile coprire il terreno durante i mesi più freddi per evitare che le radici vengano rovinate. Per quanto riguarda la moltiplicazione, la santoreggia annuale può riprodursi per seme e la semina viene effettuata in autunno oppure in primavera, direttamente sul terreno. Una volta che i semi sono stati sparsi, è necessario pressare la terra con le mani per permettere una migliore aderenza. La varietà perenne si riproduce mediante talea o divisione dei cespi.

Come concimare

Generalmente, la santoreggia non è una pianta che ha bisogno di concimazioni frequenti. Comunque, specialmente per la varietà perenne, è possibile procedere con delle fertilizzazioni saltuarie circa una volta ogni 3 o 4 mesi. Il concime maggiormente consigliato deve contenere dosi maggiori di potassio ed azoto e viene fornito alla pianta in forma liquida. Questo fertilizzante andrà diluito con l'acqua di irrigazione in dosi leggermente inferiori rispetto a quanto riportato sulla confezione. Per quanto riguarda il terreno, la santoreggia si adatta a qualsiasi tipo di substrato. Per una migliore coltivazione, tuttavia, è preferibile un terriccio alcalino e ben drenante. Qualora la santoreggia venisse coltivata in vaso, invece, è necessario addizionare il terriccio con delle sostanze organiche.

Malattie e rimedi

Essendo una pianta rustica, la santoreggia non viene attaccata molto facilmente da insetti o parassiti. Generalmente, le cause principali di malattie della pianta derivano da una cattiva coltivazione. Ad esempio, la santoreggia può facilmente andare incontro al marciume radicale qualora le irrigazioni fossero troppo frequenti. Questa malattia può portare anche alla morte della pianta ed è bene, quindi, prestare attenzione al terreno prima di procedere con un'ulteriore irrigazione. Inoltre, qualora la pianta si trovasse in condizioni di eccessiva umidità, è possibile che venga infestata dall'oidio o mal bianco. L'oidio è un fungo che genera delle macchie dall'aspetto bianco e farinoso che intaccano prevalentemente le foglie ed i germogli. Il modo migliore per contrastare questo fungo è l'uso di un fungicida apposito.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare la santoreggia?
    La santoreggia richiede irrigazioni moderate e poco frequenti, generalmente ogni due o tre settimane. È fondamentale verificare sempre l'umidità del terreno prima di annaffiare: attendi che il substrato sia asciutto per evitare il marciume radicale, causa principale di morte della pianta. In inverno, riduci ulteriormente le annaffiature, affidandoti spesso solo all'acqua piovana, poiché la pianta tollera bene la siccità ma soffre i ristagni idrici.
  • Qual è la differenza tra santoreggia annuale e perenne?
    La principale differenza risiede nella longevità e nel metodo di riproduzione. La santoreggia annuale muore dopo la fioritura e si propaga esclusivamente tramite semina, da effettuare in autunno o primavera direttamente in terra. Al contrario, la varietà perenne sopravvive agli inverni (meglio se protetta dal freddo) e può essere moltiplicata vegetativamente attraverso talee o dividendo i cespi esistenti, garantendo piante identiche a quella madre anno dopo anno.
  • Come prevenire il marciume radicale nella santoreggia?
    Il marciume radicale è causato quasi esclusivamente da un'eccessiva umidità del suolo e dalla mancanza di drenaggio. Per prevenirlo, utilizza un terreno alcalino e molto ben drenante; se coltivi in vaso, aggiungi sostanza organica ma assicurati fori di scarico efficaci. Non innaffiare mai se il terreno risulta ancora umido al tatto. Evitare il ristagno idrico è la misura preventiva più efficace contro questa patologia fatale.
  • Cosa fare se compaiono macchie bianche sulle foglie?
    Le macchie bianche e farinose indicano la presenza di oidio (mal bianco), un fungo favorito dalle condizioni di elevata umidità ambientale. Per contrastarlo efficacemente, interveni tempestivamente con un fungicida specifico adatto alle piante aromatiche. In futuro, migliora la circolazione dell'aria intorno alla pianta e evita di bagnare il fogliame durante le irrigazioni, riducendo così le condizioni ideali per lo sviluppo del fungo.
  • Quando e come concimare la santoreggia?
    La santoregge non necessita di molte concimazioni, ma una fertilizzazione saltuaria, circa ogni 3-4 mesi, favorisce la crescita, specialmente per la varietà perenne. Utilizza un concime liquido ricco di Azoto e Potassio, diluendolo nell'acqua di irrigazione in dosi leggermente inferiori rispetto a quelle indicate sulla confezione. Questo apporto nutrizionale supporta la salute della pianta senza alterarne il sapore aromatico tipico.

Scheda Tecnica

FamigliaLamiaceae
Tipo di piantaErba aromatica annuale o perenne
OrigineMediterraneo e Asia occidentale
EsposizionePieno sole (almeno 6 ore/giorno)
TerrenoAlcalino, ben drenante, ricco di sostanza organica
IrrigazioneModerata; ogni 2-3 settimane, evitando ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza20-40 cm
ConcimazioneSaltuaria (ogni 3-4 mesi), ricca di Azoto e Potassio
PotaturaNon necessaria, eventuale sfoltimento primaverile
MoltiplicazioneSemina (autunno/primavera) per l'annuale; talea o divisione cespi per la perenne
Malattie e parassitiMarciume radicale (da eccesso d'acqua), oidio (in caso di umidità elevata)
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica)

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