Illustrazione botanica di Beta Vulgaris

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Barbabietola rossa

Tra i molti frutti della terra che possono allietare le nostre tavole, ce n'è uno che spesso è trascurato e poco considerato, ma che invece andrebbe consumato in abbondanza per i molteplici effetti benefici che ha sull'organismo umano. Si tratta della barbabietola rossa.

di Redazione

19 novembre 2014

La beta vulgaris

La barbabietola rossa è una delle molteplici varietà esistenti in natura di barbabietola. La barbabietola è nota in ambito botanico con il nome di beta vulgaris, che appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae e si può suddividere in quattro varietà principali. Tali varietà sono: la barbabietola da zucchero, quella da orto, da foraggio, e infine quella destinata all'alimentazione animale. La beta vulgaris è una pianta erbacea il cui frutto si sviluppa sotto terra; si tratta infatti di un tubero che ha delle caratteristiche barbe, ovvero le radici. La parte superficiale è costituita da foglie che possono raggiungere anche un'altezza di due metri, e che hanno in genere la forma di un cuore. Pare che il consumo della barbabietola in tavola sia conosciuto e diffuso fin dall'antichità, perchè le testimonianze più arcaiche risalgono addirittura ai papiri babilonesi.

Le caratteristiche della barbabietola rossa e le sue varietà

La barbabietola rossa è una tipologia di Beta Vulgaris che si distingue per il suo colore rosso vivo, che spesso tende al carminio. Tale colorazione particolare è data dalla presenza al suo interno dell' E 162, che è un vero e proprio colorante naturale, tanto che nell'industria alimentare viene frequentemente usato per ravvivare il colore di altri cibi. La barbabietola rossa, nota anche come rapa rossa, è un tubero originario dell'Africa del Nord e dei paesi Europei, e attualmente viene coltivata in tutta l'area del Mediterraneo. Le varietà più note e diffuse sono: la barbabietola nera piatta egiziana, che ha un colore molto scuro; la varietà chiamata Detroit, che è diffusa negli Stati Uniti; la tonda di Chioggia, che viene invece coltivata in Italia e che si riconosce assai facilmente perchè una volta tagliata a fette presenta anelli alternati rossi e bianchi.

Le proprietà della barbabietola rossa

Anche se è raro trovare in tavola la barbabietola rossa, essa è un tubero che andrebbe consumato con abbondanza, poichè ricchissimo di proprietà salutari per l'organismo umano. Infatti, la barbabietola rossa è ricca di fibre, che aiutano il transito intestinale, e a tenere sotto controllo il colesterolo. Inoltre, possiede molti sali minerali, come il ferro, ed è quindi indicata per chi soffre di anemia. Ha moltissime vitamine, tra cui la B1,la B2 e la B3; inoltre contiene i folati, che servono per la formazione dei globuli bianchi e rossi e sono molto utili specie durante una gravidanza. La barbabietola rossa inoltre è costituita per oltre il 90% di acqua, ed è ricca di vitamina C. Berne un bicchiere di succo spremuto a crudo è un vero toccasana per il metabolismo in generale, e aiuta a diminuire la pressione sanguigna. Inoltre, la barbabietola rossa contiene pochissime calorie, appena 20 per 100 grammi.

La coltivazione e il consumo della barbabietola rossa

La barbabietola rossa si trova assai facilmente in commercio, soprattutto conservata sottovuoto. Coltivarla non è comunque troppo difficile: ha bisogno di un terreno acido e argilloso, cresce anche ad altitudini molto elevate e predilige i climi temperati. Fiorisce da luglio a settembre, quando se ne possono raccogliere i tuberi. La rapa rossa andrebbe consumata prevalentemente cruda, specie condita in insalata con un po' di limone, che ne facilita l'assimilazione. Però è molto gradevole anche gratinata, o cotta con un risotto, anche se perde gran parte delle sue proprietà nutrizionali. Debbono fare attenzione al consumo delle barbabietole rosse coloro che soffrono di iperglicemia o i diabetici, poichè contiene molti zuccheri. Anche chi soffre di acidità di stomaco dovrebbe moderarne il consumo, poichè la barbabietola stimola i succhi gastrici.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali varietà di barbabietola rossa disponibili?
    Le varietà più comuni includono la 'Nera Piatta Egiziana', dal colore molto scuro e intenso; la 'Detroit', diffusa negli Stati Uniti per la sua forma regolare e dolce; e la 'Tonda di Chioggia', tipicamente italiana, riconoscibile per le sue fette a cerchi concentrici rossi e bianchi. Esistono anche varianti ibride selezionate per resistenza alle malattie e uniformità di crescita, ideali per l'orto domestico.
  • Come si coltiva correttamente la barbabietola rossa?
    La barbabietola prospera in terreni acidi e argillosi, preferendo climi temperati. Va seminata direttamente in primavera o autunno, poiché teme il trapianto. Richiede esposizioni soleggiate e irrigazioni regolari per mantenere il terreno umido, evitando ristagni idrici. Cresce bene anche ad alte quote. La raccolta avviene generalmente da luglio a settembre, quando i tuberi raggiungono dimensioni adeguate, verificandone il diametro.
  • Quali sono i benefici nutrizionali della barbabietola rossa?
    È ricca di fibre, che favoriscono il transito intestinale e controllano il colesterolo. Contiene sali minerali essenziali come il ferro, utile contro l'anemia, e vitamine del gruppo B (B1, B2, B3) e vitamina C. I folati supportano la formazione dei globuli rossi e bianchi, risultando preziosi in gravidanza. Con meno di 20 kcal per 100g e oltre il 90% di acqua, è ideale per diete ipocaloriche e per ridurre la pressione arteriosa grazie al succo fresco.
  • In quali modi è meglio consumarla per preservarne le proprietà?
    Il consumo crudo, specialmente in insalata condita con limone, è consigliato perché preserva la maggior parte delle vitamine e facilita l'assorbimento dei nutrienti. È ottima anche gratinata o abbinata a risotti, sebbene la cottura riduca parzialmente il valore nutrizionale. Il succo spremuto a crudo è un potente tonico metabolico. Attenzione: i diabetici e chi soffre di iperglicemia deve moderarne l'uso per l'alto contenuto di zuccheri naturali.
  • Chi dovrebbe evitare o limitare il consumo di barbabietola?
    Le persone affette da diabete o iperglicemia dovrebbero consumarla con cautela a causa dell'elevato tenore di zuccheri semplici. Coloro che soffrono di acidità di stomaco o reflusso gastroesofageo devono moderarne l'assunzione, poiché la barbabietola stimola la produzione di succhi gastrici, potenzialmente aggravando i sintomi. Per gli altri, il consumo è generalmente sicuro e benefico, purché inserito in una dieta varia ed equilibrata.

Scheda Tecnica

Beta vulgaris

Nome scientificoBeta vulgaris
FamigliaChenopodiaceae
Tipo di piantaErbacea biennale (coltivata come annuale)
OrigineAfrica del Nord e Europa
EsposizionePieno sole
TerrenoAcido, argilloso, ben drenato
IrrigazioneRegolare, mantenendo il suolo umido ma non zuppo
FiorituraLuglio - Settembre
AltezzaFoglie fino a 2 metri; radice commestibile 5-15 cm
ConcimazioneRicco di sostanza organica decomposta, povero di azoto in eccesso
PotaturaNessuna necessaria, rimuovere solo foglie secche o danneggiate
MoltiplicazioneSemina diretta in primavera o autunno
Malattie e parassitiPeronospora, ruggine, afidi, nematodi
Difficoltà di coltivazioneFacile

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