Pianta della lenticchia con fiore

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Piante lenticchie

La pianta lenticchie produce dei frutti che rappresentano uno dei legumi più antichi, presenti già nel 7000 a.C. (in Asia). Questa pianta si è diffusa nella zona Mediterranea, diventando uno dei piatti più usati dai Romani e dai Greci. Oggi famoso come piatto di portata nel cenone di San Silvestro.

di Redazione

07 gennaio 2015

Caratteristiche botaniche ed esigenze

La pianta lenticchie, il cui nome scientifico è "Lens esculenta o Ervum lens", della famiglia delle leguminose, è una pianta cespugliosa, ramificata e dall' aspetto prostrato. I suoi piccoli fiori, sono bianchi, sfumati di rosa o celeste chiaro. Le foglie, dentellate, sono l'allungamento del rametto e si trovano a spazi alterni e terminano con un cirro (viticcio di sostegno, che consente di aggrapparsi alle piante o a qualsiasi altro appoggio). La lenticchia, predilige terrene semi aridi e a clima temperato. In Italia, la troviamo su alcune zone dell' altopiano. Si adatta facilmente ai più svariati tipi di terreni, prediligendo quelli argillosi e sabbiosi. Famosa la lenticchia di Castelluccio di Norcia, ma anche quelle di Ventotene, di Altamura, di Fucino, di Villalba, di Onano. Non adatti allo sviluppo della pianta, i terreni molto fertili, quelli con troppa umidità ed i terreni salini. Ed inoltre, nei terreni calcarei, la pianta cresce con molta difficoltà, ed i suoi frutti sono duri da cuocere. Oggi molte sono le qualità di lenticchie prodotte, apportando delle migliorie alla coltivazione, facendole adattare al freddo e migliorandone i difetti.

Coltivazione della pianta lenticchie

Per coltivare la pianta lenticchie nei terreni adatti (semi-aridi), bisogna arare il terreno ed affinarne poi il suo letto (in autunno, per la semina autunnale, ed in inverno, per la semina di primavera). In Italia, la semina avviene a novembre nelle zone più basse e verso marzo, nelle zone più alte. Di solito avviene per seme. I semi vengono raccolti facendo seccare la pianta. Nella prima parte della crescita, questa è molto lenta e a peggiorare le cose, ci sono le piante infestanti, che rappresentano un serio problema. Perciò, i solchi devono essere continuamente puliti dalle erbe stesse a mano, in quanto i filari sono stretti e non ci possono passare macchine agricole. La pianta della lenticchia è autogama (unione di due gameti, femminile e maschile di una stessa pianta). I baccelli, contengono due/tre semi, schiacciati, che possono essere di colore giallo-verdastro, o marroncino. Dobbiamo però distinguerne due specie : quella spontanea, delle aree Mediterranee e dell' Asia (la Nigricans), e quella derivante solo dalle coltivazioni (la Esculenta). Le lenticchie, hanno un alto potere nutritivo.

Raccolta, parassiti e cenni storici

La raccolta delle lenticchie, non si può fare a mano, quando le piante cominciano a seccarsi. Vanno tagliati, lasciati in mucchi ed aspettare che si secchino definitivamente, poi vengono portati nei luoghi in cui si fa la sgranatura. Vengono così raccolti i semi, e lo scarto viene utilizzato come foraggio per il bestiame. Rispetto ad altri tipi di legumi, gli attacchi alla pianta della lenticchia sono meno frequenti, ma ci sono alcune malattie, che fanno diminuire la produzione, come il marciume nelle radici (dovuto a troppa umidità) e la ruggine (che è un tipo di fungo). Gli insetti più dannosi sono il coleottero (la specie adulta mangia le foglie) mentre le sue larve si nutrono dei semi della lenticchia. Quando poi i semi vengono riposti negli appositi silos, ci sono altri rischi di attacchi, come quelli dei tonchi (insetti con corazza, le cui specie sono in aumento). In commercio, troviamo le lenticchie secche ed in scatola. La lenticchia nel secoli, è diventata il simbolo per augurare buona fortuna. Originariamente, si regalava un sacchetto di lenticchie che rappresentavano un sacchetto pieno di denaro (tradizione tipica di fine anno).

Proprietà ed utilizzi

Le lenticchie, sono ricche di sali minerali, fibre e vitamine, e fin dai tempi antichi (consumate fin dalla preistoria), erano considerate la carne dei poveri, per il loro alto potere nutritivo (proteine). La lenticchia va consumata cotta, non cruda, in quanto contiene dei principi antidigestivi, che vengono meno solo con la cottura. E' consigliato l' utilizzo della lenticchia secca, non quella in scatola, più ricca di proteine e senza conservanti. La lenticchia secca deve essere lasciata a bagno per qualche ora, risciacquati e poi si può procedere alla cottura. L' acqua deve essere ben dosata, perchè troppa potrebbe far perdere sali minerali e vitamine. Usati anche i germogli per cucinare. L' uso della lenticchia, è consigliato a chi soffre di stitichezza, in quanto è ricco di fibre che regolarizzano le funzioni dell' intestino, per i neonati, nel periodo dello svezzamento, in quanto ricchi di proteine, simili a quelli della carne, per chi soffre di anemia (contengono ferro), per chi ha problemi di fegato. Tra le varie ricette, ricordiamo il piatto tradizionale di San Silvestro, le lenticchie con il cotechino e la pasta le lenticchie.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno per coltivare le lenticchie?
    Le lenticchie prosperano in terreni semi-aridi, leggeri e ben drenati, preferibilmente argilloso-sabbiosi. È fondamentale evitare terreni troppo fertili, poiché ciò favorisce la vegetazione a discapito della resa, nonché terreni eccessivamente umidi o salini che compromettono la crescita. Anche i terreni calcarei sono generalmente adatti, sebbene in alcuni casi possano rendere i frutti più duri da cuocere. La pianta mostra una buona adattabilità, ma il ristagno idrico è il nemico principale da evitare per prevenire marciumi radicali.
  • Quando e come si seminano le lenticchie in Italia?
    La semina avviene principalmente per seme diretto. Nel nord Italia o nelle zone più fredde, si semina in autunno (novembre), mentre nelle zone più calde o ad alta quota si preferisce la semina primaverile (marzo). Prima della semina, il terreno deve essere arato e affinato. Una fase critica è la gestione delle infestanti: poiché i filari sono stretti e spesso inaccessibili alle macchine, la pulizia manuale dai erbacce è essenziale durante la fase iniziale di crescita lenta della pianta per garantire uno sviluppo sano.
  • Come si effettua la raccolta delle lenticchie?
    La raccolta non si esegue manualmente sulle piante verdi. Bisogna attendere che le piante inizino ad asciugarsi naturalmente, poi vanno tagliate e lasciate in mucchi fino a completa essiccazione. Successivamente, i fasci vengono trasportati presso strutture dedicate alla sgranatura meccanica. I semi raccolti vengono puliti e conservati, mentre il materiale vegetale residuo (paglia e foglie) viene spesso utilizzato come foraggio per il bestiame. Questo processo garantisce che i baccelli si aprano liberando i semi schiacciati al loro interno.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che colpiscono le lenticchie?
    Rispetto ad altri legumi, le lenticchie sono relativamente resistenti, ma soffrono di marciume radicale causato dall'eccessiva umidità del suolo e di ruggine, una malattia fungina. Tra gli insetti, il coleottero adulto danneggia le foglie, mentre le sue larve attaccano i semi. Un pericolo significativo post-raccolta è rappresentato dai 'tonchi', insetti corazzati che infestano i silos di conservazione, causando danni crescenti alle scorte immagazzinate. Il controllo preventivo e una corretta aerazione dei granai sono essenziali.
  • Quali sono i benefici nutrizionali e le controindicazioni nel consumo?
    Le lenticchie sono ricche di proteine vegetali, fibre, sali minerali (incluso il ferro) e vitamine, tanto da essere definite 'carne dei poveri'. Sono indicate per chi soffre di stitichezza grazie alle fibre, per anemici e neonati nello svezzamento. Tuttavia, non vanno mai consumate crude perché contengono fattori anti-digestivi che vengono neutralizzati solo con la cottura. Si consiglia il consumo di lenticchie secche ammollate e cotte, evitando quelle in scatola per la presenza di conservanti e minori valori proteici.

Scheda Tecnica

Lens culinaris (sin. Lens esculenta / Ervum lens)

Nome scientificoLens culinaris (sin. Lens esculenta / Ervum lens)
FamigliaFabaceae (Leguminose)
Tipo di piantaErba annuale cespugliosa, prostrata, ramificata
OrigineAsia/Mediterraneo
EsposizioneSoleggiata
TerrenoArgilloso-sabbioso, drenante, preferibilmente calcareo o semi-arido; evita terreni troppo fertili, umidi o salini
IrrigazioneModerata; sensibile all'eccesso di umidità
FiorituraPrimavera-Estate (fiori bianchi/rosati/celesti)
Altezza20-40 cm
ConcimazioneBassa necessità; evitare eccessi di azoto
PotaturaAssente
MoltiplicazioneSemina diretta (novembre o marzo)
Malattie e parassitiMarciume radicale (da umidità), ruggine, coleotteri, tonchi
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede controllo manuale delle infestanti)

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