Pianta di Palma da Cocco

Frutti Tropicali

Palma da cocco - Cocos nucifera

In questo articolo si descrivono le esigenze pedoclimatiche, le caratteristiche dei frutti, le pratiche colturali, le operazioni di raccolta ed i parassiti della palma da cocco.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

La palma da cocco appartiene alla famiglia delle Arecacee o Palmecee, al genere Cocos ed alla specie nucifera. È un albero di grosse dimensioni, avente un fusto colonnare e slanciato alto anche oltre 30 m, liscio, di colore grigio, con delle cicatrici a forma di anello, lasciate dalle foglie e dai racemi caduti; può vivere per oltre 100 anni. All'apice del tronco c’è una corona di grandi foglie paripennate, lunghe 4-6 m, erette nei primi due anni di vita e successivamente cadenti, composte da foglioline lineari-lanceolate, più o meno ricurve, rigide e di color verde brillante. Le radici sono fascicolate, cilindriche, di notevole sviluppo ma dalla vita breve, sostituite da altre che si sviluppano dalla base della pianta estendendosi poi negli strati superficiali del terreno. I fiori sono piccoli, giallastri, sessili e riuniti in un’ infiorescenza a spadice ramificato, che porta più o meno 300 fiori: quelli femminili, soltanto 5-6, si trovano alla base dello spadice, il restante numero è dato dai fiori maschili, tutti posti sopra i femminili. L’impollinazione è sia anemofila che entomofila, in quest’ultimo caso operata dagli insetti pronubi. Ogni pianta porta da 6 a 12 infiorescenze.

Frutti

I frutti sono drupe voluminose, globose o ovoidali, dette comunemente noci di cocco, aventi un diametro di 10-40 cm, di circa 1 kg di peso, che si formano dopo 2 settimane dalla fioritura, e crescono rapidamente per circa 6 mesi. L’epicarpo è liscio, sottile e di color rosso-brunastro, il mesocarpo è fibroso, unito all’endocarpo, o guscio, duro, legnoso ed aderente al tegumento del seme che racchiude. Il seme presenta un sottile tegumento bruno, aderente all’endosperma, o copra, spesso 1-3 cm e ricco di grassi, all’interno si trova il latte di cocco, un liquido dal sapore caratteristico che costituisce una gradevole bevanda. Le cultivar sono molto numerose in quanto le piante sono moltiplicate per seme, per cui molto eterogenee; si distinguono tra loro per colore, grandezza e forma della drupa.

Clima e terreno

La palma da cocco preferisce i climi tropicali ed equatoriali, infatti la sua coltivazione è praticata nelle latitudini comprese tra i due tropici. È necessaria almeno una temperatura media di almeno 25 °C ed una quantità minima di 1500 mm di pioggia, ben distribuiti durante l’arco dell’anno; si sviluppa fino ad un’altitudine di 300 m e richiede esposizioni in pieno sole. L’albero predilige i terreni sabbiosi, salini, acidi, ben drenati ed areati vicino alle coste. La specie è originaria dell’Indonesia, attualmente viene coltivata anche in India, Messico e Brasile, mentre in Africa i principali produttori sono Tanzania, Mozambico e Ghana.

Tecniche di coltivazione

La palma da cocco si propaga per seme, si ricorre alle noci più mature e di buon sviluppo ottenute da piante con buone caratteristiche; la germinazione avviene a 1-2 mesi dalla semina. Le piantine all’età di sei mesi vengono trasferite in vivai nei quali si lasciano crescere per altri 3-4 anni ed in seguito si mettono a dimora. I sesti d’impianto sono in quadro, generalmente 9-10 m, con una densità compresa tra 100 e 120 piante/ha. La pianta entra in produzione a partire dal 6°-9° anno. Gli interventi di potatura consistono nell’eliminazione delle foglie vecchie che hanno assunto un portamento pendulo in quanto possono favorire l’insorgenza di parassiti.

Raccolta

I frutti, se lasciati maturare completamente, cadono a terra spontaneamente e pesano 1-2 kg, altrimenti la raccolta delle noci di cocco è effettuata staccando i frutti dall’albero a maturità. In alcune zone del sud-est asiatico, a causa dell’altezza notevole delle piante, per effettuare la raccolta si ricorre a delle scimmie addestrate, che, se molto abili, sono in grado di raccogliere 7 noci in due minuti e 500 in una giornata intera. Una pianta produce mediamente 50 frutti all’anno, per cui tenendo conto dell’investimento ad ettaro la produzione si aggira intorno ai 10-12 q/ha all’anno.

Utilizzo

I prodotti utili che si ottengono dalla noce di cocco sono numerosi in quanto la drupa è avvolta da fibre che vengono impiegate per la produzione di cordami, stuoie e di involucri da imballaggio. La copra è la parte più utilizzata della noce da cocco, infatti costituisce la parte edule destinata al consumo fresco, oppure può essere impiegata per la produzione della margarina di cocco, un olio vegetale ad alto punto di fusione usato in pasticceria come surrogato del burro; il pannello di copra, un sottoprodotto della lavorazione industriale, viene utilizzato per l’alimentazione del bestiame. Un ulteriore impiego è quello ornamentale nei giardini delle zone tropicali oppure la coltivazione in serra nei climi sfavorevoli come quello mediterraneo.

Parassiti

La palma da cocco è colpita da molti parassiti, uno dei più temibili è il punteruolo rosso delle palme, un coleottero originario dell’Asia che si è diffuso nel Mediterraneo e si insedia anche su altre palme; le larve di questo insetto provocano il disseccamento delle foglie, l’unico metodo di lotta efficace è la mondatura, che consiste nell’eliminazione di tutte le parti vegetative colpite. Le radici risultano molto sensibili ai marciumi radicali se il terreno è umido e freddo. Per aumentare la tolleranza ad alcuni parassiti si può ricorrere all’incrocio con le palme nane, caratterizzate da una buona resistenza ad alcune malattie ed, inoltre, sono autofertili.

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Domande frequenti

  • Come si riproduce correttamente la palma da cocco?
    La riproduzione avviene esclusivamente per seme, utilizzando noci di cocco mature e sane prelevate da piante madri vigorose. Dopo la semina, la germinazione richiede generalmente da 1 a 2 mesi. Le piantine appena nate vengono trasferite in vivai dove rimangono per 3-4 anni, raggiungendo i sei mesi di vita iniziale prima del trapianto definitivo. Questa fase in vivaio è cruciale per sviluppare un apparato radicale robusto. I sesti d'impianto consigliati sono di circa 9-10 metri tra le piante, garantendo una densità di 100-120 esemplari per ettaro. La pianta inizia la produzione di frutti solo dopo il sesto-nono anno.
  • Quali sono le condizioni climatiche ideali per la crescita?
    La palma da cocco è una specie strettamente tropicale ed equatoriale, adatta alle latitudini comprese tra i due tropici. Richiede una temperatura media annuale costante di almeno 25°C e non tollera il gelo. Sono indispensabili abbondanti precipitazioni, minimo 1500 mm annui, ben distribuite durante tutto l'anno. La pianta cresce fino a un'altitudine massima di 300 metri e necessita di esposizione in pieno sole. Nei climi sfavorevoli, come quello mediterraneo, può essere coltivata solo in serra o come pianta ornamentale temporanea, poiché non sopravvive alle basse temperature invernali all'aperto.
  • Quanto tempo ci vuole perché la palma inizi a produrre frutti?
    La palma da cocco ha un ciclo produttivo lungo. Dopo l'impianto, la pianta entra in produzione commerciale a partire dal sesto anno, arrivando fino al nono anno per alcune varietà. Una volta iniziata la fruttificazione, ogni singolo albero produce mediamente 50 frutti all'anno. Considerando la densità di impianto standard, la resa complessiva si aggira intorno ai 10-12 quintali per ettaro. I frutti impiegano circa sei mesi per crescere rapidamente dopo la fioritura. La longevità della pianta permette una produzione continua per oltre un secolo, rendendola un investimento agricolo a lungo termine.
  • Quali sono i principali nemati e malattie della palma da cocco?
    Il parassita più temibile è il punteruolo rosso delle palme, un coleottero originario dell'Asia ora diffuso nel Mediterraneo. Le sue larve scavano gallerie nel tronco causando il disseccamento delle foglie e la morte della pianta. Non esistono trattamenti chimici efficaci; l'unica prevenzione è la mondana, ovvero l'eliminazione immediata e distruttiva di tutte le parti vegetative colpite. Inoltre, le radici sono sensibili ai marciumi radicali causati da funghi patogeni quando il terreno rimane umido e freddo per lunghi periodi. Per migliorare la resistenza genetica, si raccomandano incroci con varietà nane autofertili.
  • Come si effettua la raccolta delle noci di cocco?
    La raccolta dipende dalla destinazione d'uso del frutto. Se si desidera il latte di cocco o l'acqua di cocco, i frutti vanno raccolti prima della completa maturazione. Se invece si cerca la copra (la polpa secca), si attende la caduta spontanea dei frutti a terra, che pesano allora 1-2 kg. In Asia, data l'altezza degli alberi (spesso oltre 30 metri), si utilizzano scimmie addestrate per raccogliere i frutti direttamente dalla chioma; un animale esperto può raccogliere fino a 500 noci al giorno. In assenza di animali, gli operatori usano lunghe pertiche con uncini per staccare i frutti a mano, operazione che richiede grande abilità e sicurezza.

Scheda Tecnica

Cocos nucifera

Nome scientificoCocos nucifera
FamigliaArecacee
Tipo di piantaAlbero alto oltre 30m, fusto colonnare liscio grigio, foglie paripennate 4-6m
OrigineIndonesia
EsposizionePieno sole
Temperatura minima25°C media annuale
TerrenoSabbioso, acido, salino, ben drenato e areato
IrrigazioneRicca, 1500mm pioggia annui ben distribuiti
FiorituraFiori giallastri su spadice ramificato, impollinazione anemofila ed entomofila
AltezzaOltre 30 metri
PotaturaEliminazione foglie vecchie pendule per prevenire parassiti
MoltiplicazionePer seme (noci mature), germinazione 1-2 mesi
Malattie e parassitiPunteruolo rosso (lotta con eliminazione parti colpite), marciumi radicali (evitare ristagni)
Difficoltà di coltivazioneColtivabile solo in climi tropicali/equatoriali o serra; difficile in Mediterraneo

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