Akadama grezza

Attrezzi e vasi per bonsai

Akadama

L’akadama è un componente essenziale per creare un bonsai, seguendo i dettami dell’antica arte giapponese. Tuttavia è opportuno conoscerne le caratteristiche e sapere bene quando e come usarlo. Scopri tutti i dettagli su questo importante elemento in questa guida.

di Redazione

30 gennaio 2015

Akadama origini

L’akadama è un particolarissimo tipo di terriccio: questo strano nome significa letteralmente terreno a palle rosse. Il termine scelto per indicare questo composto non è un caso: l’akadama è infatti una specie di argilla, formata da piccolissimi granuli rossicci che possiedono un livello di ph neutro. L’akadama non si trova ovunque in natura: è un elemento di origine vulcanica e viene estratto dal terreno a tre metri di profondità in alcune aree del Giappone, nei pressi, appunto, di zone vulcaniche. Dopo essere stata prelevata, l’akadama deve essere essiccata e poi bollita per eliminare tutti gli organismi inutili e dannosi: infine viene trasformata in una polvere che può essere di varie consistenze, a granuli grossi, medi oppure fini. Quella dalla consistenza più corposa viene utilizzata per costituire uno strato drenante sul fondo dei vasi di bonsai.

Akadama caratteristiche

L’akadama è l’elemento più adatto per formare il terreno di qualsiasi bonsai, soprattutto per la sua proprietà di incamerare, e di fornire dunque alla pianta, le sostanze nutrienti necessarie per la sua sopravvivenza, garantendo però sempre un ottimo drenaggio che scongiuri il rischio di marciumi radicali. Quando si predispone un vaso per un bonsai, l’akadama va usata insieme a una giusta quantità di sabbia, di argilla, di terriccio e di concime specifico per queste piante. In realtà, ogni bonsai ha bisogno di un terreno specifico, ma in ogni caso non devono mancare i tre elementi fondamentali, che sono la ghiaia, il terriccio organico e appunto l’akadama. Da questi componenti si intuisce l’importanza del drenaggio per questo tipo di piante così delicato. L’akadama, inoltre, grazie alla sua origine vulcanica, fornisce al bonsai i sali minerali di cui ha bisogno per un sano sviluppo.

Akadama usi

L’akadama, grazie alla sua natura granulare e alle sostanze che contiene, permette anche alla pianta di essere arieggiata al punto giusto e anche di essere umida al punto giusto, visto che conserva l’acqua oltre che le sostanze nutritive, senza che però questa vada ad intaccare le radici. Esiste però una controindicazione nell’uso dell’akadama: questo speciale materiale con il tempo si sgretola diventando terra compatta e a quel punto non potrà più garantire né il drenaggio né tanto meno l’aereazione. Per questo motivo, periodicamente, bisogna intervenire sul vaso nel nostro bonsai e sostituire l’akadama o integrarla con del nuovo materiale. Nei negozi e nei vivai specializzati, questo terriccio viene venduto in sacchi sui quali sono riportati da uno a tre segni rossi, che indicano la dimensione dei granuli. Prima di procedere con l’utilizzo, l’akadama deve essere setacciata per eliminare eventuali residui di polvere o altre sostanze, poi va sciacquata per pulirla e infine va lasciata all’aperto affinché si asciughi. Solo al termine di questa procedura sarà pronta per l’utilizzo. Molte persone, inoltre, usano l’akadama per creare i fondali degli acquari.

Akadama nel terriccio dei bonsai

Quando si pianta un bonsai, bisogna creargli intorno un ambiente naturale ricco e favorevole al suo sviluppo e alle sue caratteristiche, dunque si useranno anche sassi, rocce, muschio e così via, ma la cosa più importante è avere il terriccio giusto che garantisca drenaggio e giusta umidità allo stesso tempo. L’akadama garantisce tutto questo, ma è un materiale che costa molto perché viene estratto e lavorato solo in Giappone, dunque solo per i bonsai più pregiati viene usato come unico elemento da porre sotto alla zolla della pianta. In tutti gli altri casi, sul fondo del vaso viene messo un sottile strato di akadama, che andrà poi ricoperto con una giusta miscela di sabbia e terriccio e poi dalla zolla di terra che contiene le radici del bonsai. Quando si acquista un sacco di akadama bisogna ricordarsi di fare attenzione che sia un prodotto originale. Quando l’akadama inizia a sfaldarsi assume una colorazione più chiara ogni volta che il bonsai viene annaffiato. Quando ciò avviene significa che dobbiamo reintegrarla con dell’altro prodotto, oppure proprio sostituirla e creare un nuovo substrato drenante sotto la pianta.

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Domande frequenti

  • Cos'è l'akadama e da dove proviene?
    L'akadama è un tipo di terriccio composto da piccoli granuli di argilla rossa di origine vulcanica, estratto principalmente in Giappone. Il suo nome significa letteralmente "terreno a palle rosse". Viene raccolto a circa tre metri di profondità, quindi essiccato, bollito per sterilizzarlo e trasformato in polvere o granuli di diverse dimensioni. Questa materia prima è fondamentale nella coltivazione dei bonsai per la sua capacità di trattenere acqua e nutrienti garantendo al contempo un eccellente drenaggio e aerazione delle radici.
  • Come si prepara l'akadama prima dell'uso?
    Prima di utilizzare l'akadama, è necessario seguire una procedura precisa per garantirne la pulizia e l'efficacia. Innanzitutto, il materiale va setacciato per rimuovere polvere e impurità residue. Successivamente, deve essere accuratamente sciacquato con acqua per liberarlo da eventuali residui di polvere fine. Infine, l'akadama pulita va lasciata all'aperto ad asciugare completamente. Solo dopo aver completato questi passaggi il substrato è pronto per essere inserito nel vaso del bonsai o utilizzato in altri contesti come i fondali degli acquari.
  • Quali sono le caratteristiche principali dell'akadama per i bonsai?
    Le caratteristiche ideali dell'akadama risiedono nella sua struttura granulare e nella sua origine vulcanica. Offre un pH neutro e trattiene efficacemente l'umidità e i sali minerali necessari alla pianta, fornendo contemporaneamente un drenaggio ottimale che previene il marciume radicale. Inoltre, la sua natura porosa assicura una corretta aerazione delle radici. Tuttavia, tende a degradarsi nel tempo, trasformandosi in terra compatta, perdendo quindi le sue proprietà drenanti e richiedendo periodici interventi di sostituzione o integrazione.
  • Come capire quando sostituire l'akadama nel vaso?
    Il segnale principale che indica la necessità di sostituire o reintegrare l'akadama è il cambiamento cromatico: quando il materiale inizia a sfaldarsi e degradarsi, assume una colorazione più chiara rispetto al rosso originale ogni volta che il bonsai viene annaffiato. Questo fenomeno segnala che la struttura granulare si sta rompendo, compromettendo il drenaggio e l'aerazione. In tali casi, è consigliabile intervenire periodicamente sostituendo parte o tutto il substrato per mantenere un ambiente sano per le radici del bonsai.
  • In che modo si utilizza l'akadama nella composizione del vaso?
    L'akadama raramente viene usata da sola, tranne forse per bonsai molto pregiati. Generalmente, si posiziona un sottile strato di akadama sul fondo del vaso per favorire il drenaggio, ricoprendolo poi con una miscela equilibrata di sabbia, terriccio organico e altri componenti specifici. Per ogni bonsai esiste una ricetta del substrato ideale, ma l'akadama rimane un elemento chiave insieme alla ghiaia e al terriccio organico. La sua funzione principale è garantire che le radici ricevano aria e nutrienti senza ristagni d'acqua.

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