bonsai pino nero giapponese

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Bonsai giapponese

Siete appassionati di bonsai e vorreste approfondire l'argomento? Le piante particolari e introvabili sono la vostra passione e vorreste conoscere come coltivarle e quali sono le loro caratteristiche? In questo articolo, vi verranno spiegate le numerose varietà e forme dei bonsai giapponesi.

di Redazione

10 febbraio 2015

Kuromatsu: il pino nero giapponese

Questo albero è un vero è proprio "masterpiece" anche chiamato tsuru-no-mai, o gru danzante, nome originato dal suo elegante stile. E' dotato di un tronco spesso e di una corteccia sulla tonalità marrone scuro. Il kuromatsu cresce ovunque, incluso in luoghi pubblici tipici del Sol Levante, come piccoli templi, giardini, costiere. Potrete ammirare questo pino un po' ovunque. La pianta richiama lo stile "Bunjingi", particolarmente adorato durante l'era Meiji, caratterizzato da un basso numero di ramificazioni. Il modo in cui il bonsai viene fatto crescere dà un senso di leggerezza e luminosità, enfatizza una naturale crescita il cui movimento è notevole. Le foglie sono trattate con moderazione, attraverso il "metsumi" (taglio del germoglio) e "hasukashi" (assottigliamento della pianta). Il fascino del kuromatsu è rafforzato dal "mikimoyo" (l'eterogeneità dei colori del tronco) ed una curvatura spontanea "ichinoeda" (il primo ramo alla base dell'albero). Per ammirare come può essere un Kuromatsu perfetto si consiglia di dare uno sguardo all'esemplare presente nel Palazzo Imperiale.

Chokkan: lo stile base di un Bonsai

L'albero Chokkan tende verso il cielo come una cattedrale gotica, in una diretta linea verso l'alto. I suoi rami crescono parallelamente al terreno, sempre più corti mano a mano che cresce in altezza. Cercate di immaginare un cipresso, o un cedro, ed ecco che potete avere le idee chiare su come possa essere la forma di un Chokkan. La bellezza divina di questo bonsai, che sta appunto nel volersi innalzare verso il "paradiso" in ogni sua angolatura, è mozzafiato. Le persone che si approcciano ad ammirare questa pianta non possono che provare un sentimento di calore, qualcosa di molto simile ad un vero e proprio senso di pace. Il bonsai Chokkan potrebbe sembrare facile da curare perché ha una forma davvero semplice, ma la simmetria di tipo bilaterale nel suo arrangiamento triangolare rischia di crollare se anche uno solo dei rami muore. Si dice che la tradizione dei bonsai nasca e muoia con la forma del Chokkan, che è considerato sia la base di quest'arte che il più difficile da realizzare e completare con successo.

Moyohgi: un'aggrovigliata aura di romanticismo

In contrasto con il bonsai Chokkan, il Moyohgi esprime la bellezza delle curve nel tronco e nei rami. Come alberi vecchi che dimorano su colline e campi, il Mohoyogi evoca la dignità, la grazia ed una rifinitura dei tronchi e dei rami che sono stati piegati e intrecciati per lunghi, lenti, anni. La potente stabilità della pianta è instillata dalle radici del tronco, con i rami che fioriscono al di fuori delle curvature. L'aspetto generale dell'albero è bilanciato dalla lunghezza e l'angolatura dei rami. In altre parole, la stabilità del nucleo è ottenuta bilanciando la composizione delle complesse porzioni curve, ed è questo che dà al Mohoyogi la sua bellezza. Gli alberi con la curvatura più evidente vengono chiamati Bankan (fusto a spirale). Come evidenziato dalla frequente apparizione dei dipinti che venivano utilizzati come sfondi nel teatro giapponese Noh, caratterizzato da performance drammatiche, il bonsai Mohoyogi è praticamente il più famoso e popolare. Questo albero è quello che potremmo considerare il più legato alla tradizione popolare.

Kengai: una pianta dalla crescita esponenziale

Gli alberi del bonsai del Kengai e dell'Hank-Kengai crescono così tanto che il tronco ed i rami finiscono a "scendere" sotto le radici stesse. In pratica scivolano dal vaso, tendono a terra, creando un affascinante effetto liquido. La curvatura nel tronco è ad angolo, intensa, ed è la caratteristica principale di questa specie. Si dice che il Kengai sia una delle forme di bonsai più antiche, ed è particolarmente nota la classe Shohin (una versione molto piccola, pochi centimetri in altezza). Gli alberi con i rami che si estendono al di sotto del vaso sono conosciuti come Kengai, mentre quelli che non lo raggiungono sono noti come Han-gengai. Quando l'albero del Shohaku (conifera sempreverde) raggiunge la forma Kengai, l'immagine provoca una vera e propria "volontà" di potenza della pianta di voler vivere al di sotto delle proprie radici. Questo bonsai a cascata si trova in particolar modo sui dirupi e monti, facilitato appunto dalla gravità tendente a far crescere la pianta verso il basso!

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra lo stile Chokkan e il Moyogi?
    Lo stile Chokkan segue una linea verticale dritta verso l'alto, con rami che crescono parallelamente al terreno e diventano più corti salendo, ricordando un cipresso o una cattedrale gotica. Richiede una simmetria bilaterale perfetta. Al contrario, il Moyogi si basa sulle curve naturali del tronco e dei rami, evocando alberi maturi e aggraziati che hanno subito pressioni ambientali nel tempo. Mentre il Chokkan punta alla verticalità rigida, il Moyogi celebra la flessibilità e le forme sinuose, risultando spesso più dinamico e meno formale.
  • Cosa distingue il Kuromatsu dagli altri tipi di bonsai?
    Il Kuromatsu, o Pino Nero Giapponese, è apprezzato per il suo tronco spesso e la corteccia marrone scuro. È associato allo stile 'Bunjingi', noto per il basso numero di ramificazioni che crea leggerezza. La sua cura richiede tecniche specifiche come il 'metsumi' (taglio dei germogli) e l'assottigliamento per mantenere la forma. Il suo fascino è accentuato dall'eterogeneità cromatica del tronco ('mikimoyo') e da una curvatura spontanea alla base ('ichinoeda'), rendendolo un capolavoro di eleganza e resistenza tipico dei giardini giapponesi tradizionali.
  • Come funziona la crescita degli alberi in stile Kengai?
    Nello stile Kengai, il tronco e i rami crescono così intensamente da superare il bordo del vaso, cadendo verso il basso in una cascata. Questa forma imita gli alberi che crescono sui dirupi, dove la gravità influenza la direzione di sviluppo. Esiste anche la variante Hank-Kengai, dove il punto più basso della chioma non supera il livello del vaso. È una delle forme più antiche e drammatiche, che trasmette un senso di potenza vitale e resilienza contro le forze naturali, specialmente nelle versioni piccole dette Shohin.
  • Perché lo stile Chokkan è considerato il più difficile da realizzare?
    Nonostante appaia semplice grazie alla sua forma lineare e simmetrica, il Chokkan è estremamente delicato. La sua bellezza risiede nella perfezione geometrica e nell'armonia triangolare dei rami. Tuttavia, questa struttura rigida rende l'albero vulnerabile: se anche un singolo ramo muore o viene danneggiato, l'equilibrio visivo complessivo rischia di crollare. Mantenere questa simmetria bilaterale nel tempo richiede una precisione chirurgica nella potatura e nella gestione della crescita, rendendolo la base ma anche la sfida maggiore dell'arte del bonsai.

Scheda Tecnica

FamigliaPinaceae (per Kuromatsu); varie per gli stili
Tipo di piantaAlbero ornamentale in miniatura
OrigineGiappone
EsposizioneLuce piena, aria ventilata
TerrenoSubstrato drenante specifico per bonsai
IrrigazioneRegolare, mantenendo il substrato umido ma non zuppo
FiorituraNon significativa (ornamentale per forma/fogliame)
AltezzaVariabile, da pochi cm (Shohin) a diversi metri
ConcimazioneFertilizzante bilanciato durante la stagione vegetativa
PotaturaTaglio di formazione e manutenzione (metsumi, hasukashi)
MoltiplicazionePropagazione, talea, innesto
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta (richiede tecnica specifica)

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