Piccolo bonsai

Attrezzi e vasi per bonsai

Coltivare bonsai

Coltivare bonsai è uno stile di vita. Richiede pazienza, costanza, studio e sensibilità. Molti cominciano acquistando piccole piantine sui mercatini, oppure su internet. È senza dubbio la via più facile, ma con qualche buon consiglio su come coltivare i bonsai, diventerete presto degli esperti.

di Redazione

11 febbraio 2015

Come coltivare i bonsai, consigli utili

Chi si avvicina al mondo dei bonsai, di solito, lo fa acquistando una piccola piantina già bonsaizzata e ben fogliata. I bonsai che trovate in commercio, quelli più economici, sono quasi tutti di provenienza cinese. Tutto sommato sono un buon inizio, in fondo con pochi euro si può avere un piccolo bonsai da tenere in casa o sul terrazzo. Ma come si coltiva, o meglio si "educa" un bonsai? Per quanto riguarda le piantine già "pronte" basta tenerle umidificate tramite uno spruzzatore, in modo da evitare noiosi ristagni d'acqua, rinvasarle dopo qualche anno e controllare che non vengano attaccate da parassiti. Per il resto è come possedere una pianta come tutte le altre, solo di dimensioni ridotte. Altro discorso, invece, è "coltivare" un bonsai partendo da una piantina autoctona non boinsaizzata.

Come coltivare un bonsai da una piantina autoctona

Come detto partire da una piantina autoctona è differente che avere tra le mani un bonsai già pronto. per prima cosa dovete trovate una piccola piantina, di solito sono reperibili alla base di grandi alberi. Assicuratevi che sia completa di radici, e non sia uno stolone delle radici, nel qual caso il procedimento a molto più complesso. Con una paletta fate quattro incisioni nel terreno, ad una decina di centimetri circa, dalla base del fusto e con delicatezza estirpatela dalla terra. Eliminate per bene, aiutandovi con una spazzola morbida tutti i grumi terrosi che sono presenti nell'impianto radicale periferico, per capirci sono quelle radici piccolissime, che a volte sembrano una capigliatura. Ora con una piccola forbice diradate tale impianto radicale, ne deve rimanere una metà. Se è presente una radice principale molto lunga, è bene accorciarla, oppure arrotolatela e tenetela ferma con un filo di rame. La piantina è pronta per essere invasata.

Come invasare il bonsai

Coltivare un bonsai significa anche saperlo ben invasare. Una volta scelto il "BON" adatto (Bon dal giapponese significa "ciotola"), mettete una retina con le maglie di circa mezzo centimetro, sul fondo. Spargete un sottile strato di terriccio sopra la retina e quindi posizionate la piantina. Con altro terriccio riempite il vaso fino a che il terreno non risulti compatto, ma non in maniera eccessiva, altrimenti creereste una sorta di tappo che impedirebbe alle radici di respirare e di assorbire l'acqua necessaria. Una volta invasato bisogna aspettare che la pianta vada in uno stato di riposo vegetativo. Le foglie cadranno e a suo tempo ne rimetterà di nuove, ancora grandi però. A quel punto si passa alla seconda fase di bonsaizzazione, il taglio delle foglioline. Con una forbice ben affilata si recidono "tutte" le foglie presenti sulla piantina. Queste cominceranno ad ingiallire ai bordi ed infine a cadere, ma nel frattempo la pianta le avrà sostituite con un numero doppio ma di dimensioni più piccole.

Come coltivare un bonsai dal seme

Partire dal seme per poi ottenere un bonsai è davvero una bella esperienza. Abbastanza facile è ottenere una vigorosa piantina dal seme di un agrume, per esempio un bel mandarino. Coltivare un bonsai partendo dal seme necessita, ovviamente, di tempi lunghi, ma nel caso del mandarino già un anno dopo la germinazione avrete una piantina di circa 7 o 8 cm di altezza. Seminate più semi già nel vaso da bonsai, andrete poi a tenere solo la pianta più bella. Una volta che saranno presenti le foglie, di solito, in piante così piccole sono di circa 2 cm di lunghezza, dovrete tagliale a metà, in breve tempo cadranno e ne rispunteranno in numero doppio ma più piccole. Dopo un anno la pianta va cimata, ovvero tagliata all'altezza a cui desiderate arrivi il bonsai. Continuando a tenere cimata la pianta, il fusto pian piano si irrobustisce. Dopo due anni il fusto del vostro mandarino bonsai avrà raggiunto i 4 o 5 mm di diametro, sviluppando, nel frattempo anche i rami laterali.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra acquistare un bonsai già pronto e coltivarne uno da zero?
    Acquistare un bonsai già pronto, spesso di origine cinese e a basso costo, è il metodo più semplice per iniziare. Richiede solo cure basiche come nebulizzazioni regolari per mantenere l'umidità, rinvasi periodici e controllo dei parassiti. Al contrario, coltivare un bonsai da una piantina autoctona o da seme richiede molta più pazienza, studio e tecniche specifiche di allevamento. Questo approccio permette di plasmare la pianta fin dall'inizio, ottenendo un esemplare unico e personalizzato, ma implica processi più complessi come lo scavo delle radici, la potatura drastica e la gestione dei cicli vegetativi.
  • Come si estrae correttamente una piantina autoctona per trasformarla in bonsai?
    Per estrarre una piantina autoctona, individua una giovane pianta alla base di un grande albero assicurandoti che abbia un apparato radicale completo e non sia uno stolone. Esegui quattro incisioni circolari nel terreno a circa dieci centimetri dalla base del fusto. Estirpa la pianta con delicatazza. Rimuovi accuratamente i grumi di terra dalle radici fini usando una spazzola morbida. Successivamente, pota l'apparato radicale riducendolo della metà; se la radice principale è troppo lunga, accorciala o avvolgila fissandola con filo di rame. Questa operazione è cruciale per adattare la pianta al vaso limitato.
  • Quali sono i passaggi fondamentali per invasare correttamente un bonsai?
    L'invasatura inizia scegliendo un contenitore appropriato, chiamato 'bon'. Posiziona una rete a maglie di mezzo centimetro sul fondo per drenare. Aggiungi uno strato sottile di terriccio, inserisci la pianta e riempi gli spazi con altro substrato. Il terreno deve risultare compatto per stabilizzare la pianta, ma evita di compattarlo eccessivamente per non soffocare le radici e impedire il corretto assorbimento idrico. Dopo l'invasatura, la pianta entra in uno stato di riposo vegetativo: le foglie cadono e ne ricrescono di nuove. Solo dopo questa fase si procede con le tecniche di riduzione fogliare per ottenere foglie più piccole.
  • È possibile creare un bonsai partendo dai semi di agrumi?
    Sì, è piuttosto facile ottenere piantine vigorose dai semi di agrumi come il mandarino. Semina i semi direttamente nel vaso definitivo; una volta germogliati, mantieni solo la piantina più sana. Quando le foglie raggiungono circa 2 cm, tagliale a metà: la pianta reagirà producendone due volte di più ma più piccole. Dopo un anno, cimi la pianta all'altezza desiderata per irrobustire il fusto. In due anni, il tronco dovrebbe raggiungere un diametro di 4-5 mm e sviluppare rami laterali. Questo metodo richiede tempo ma offre soddisfazione nel vedere crescere la propria creazione.
  • Come si riduce la dimensione delle foglie in un bonsai?
    La riduzione fogliare avviene dopo che la pianta ha completato il suo ciclo di riposo post-invasatura e ha emesso nuove foglie. Utilizzando forbici ben affilate, recidi completamente tutte le foglie presenti sulla piantina. Le foglie rimanenti ingialliranno ai bordi e cadranno. In risposta allo stress, la pianta produrrà un nuovo ciclo di foglie, che saranno numericamente doppie rispetto alle precedenti ma di dimensioni significativamente più ridotte. Questa tecnica è essenziale per mantenere l'estetica proporzionata tipica del bonsai, adattando la vegetazione alle piccole dimensioni del vaso e del tronco.

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