Un esemplare di Ginepro bonsai

Attrezzi e vasi per bonsai

Foto bonsai

Tra le varie tipologie di piante da appartamento, il bonsai è senza dubbio quello che richiede un minor numero di cure; si vedano pertanto, nella guida che segue, alcune foto di bonsai che potranno guidarvi per bellezza e caratteristiche peculiari nella scelta del vostro esemplare.

di Redazione

16 marzo 2015

Il Bonsai ginepro: foto e caratteristiche

Il Ginepro bonsai è una delle specie più riconosciute della categoria, maggiormente utilizzato dai più esperti e famosi giardinieri per creare dei suggestivi paesaggi verdi in prossimità di giardini domestici e dei più rinomati parchi pubblici cittadini. Particolarmente resistente alle più svariate avversità climatiche e ad eventuali attacchi di parassiti, il ginepro viene preferito ad un gran numero di esemplari della stessa specie perché considerata una pianta facile da mantenere, che lascia ben sperare anche durante il gelo invernale e i mesi più caldi dell'anno. E' preferibile collocare questa piantina a cielo aperto, per far sì che il terriccio resti sempre piuttosto umido; un altro fattore importante è senza dubbio la luminosità, che dovrà esser garantita durante tutto l'anno. Nella foto di bonsai immediatamente riportata, viene mostrato un Ginepro di cui si è detto sopra.

Il Bonsai Azalea

Maggiormente apprezzata per i suoi fiori colorati, soprattutto di colore rosa e bianco, è invece un' altra tipologia di bonsai: il rhododendro, detto anche 'albero delle rose'. Pianta dal portamento elegante, è riprodotto in numerose specie, che variano per dimensione e per il colore dei fiori che germogliano specificamente sui diversi rami. Le foglie del rhododendro sono di piccole dimensioni, mentre il tronco si presenta rugoso con radici talvolta esterne. L'habitat preferito dal celeberrimo 'albero delle rose' è senza dubbio il sottobosco, ragion per cui dovrete provvedere a realizzare un ambiente il più umido possibile, con una buona ventilazione ed una illuminazione non diretta e soprattutto non prolungata eccessivamente, soprattutto durante la stagione estiva, quando l'esemplare sembra soffrire maggiormente per l'intensità dei raggi solari. Per quanto concerne infine l'annaffiatura, sarà sufficiente fornire acqua al vostro bonsai almeno una volta alla settimana, non appena vi accorgerete che il terriccio inizia ad asciugarsi.

Il ligustro: foto e cure della specie

Le piante di Ligustro sono in grado di tollerare una vasta gamma di condizioni e sono tra gli arbusti più piccoli e più semplici da gestire e dunque da crescere. E' proprio grazie alla loro versatilità e ad un numero alquanto esiguo di cure, che sono ampiamente richiesti per ornare i davanzali di numerosi appartamenti. Il ligustro di solito sembra preferire una collocazione dove gli sia consentito ricevere una fonte di illuminazione diretta (è per tale ragione che in precedenza si era parlato di 'davanzale'), almeno per una parte della giornata. Adatto anche ad una coltivazione da esterno, dove però non può essere coltivato se non in condizioni climatiche ottimali e mai inferiori ai dieci gradi centigradi, esso viene venduto prevalentemente come pianta da interno, con rinvaso da effettuare circa ogni due anni. Tra le varie foto di bonsai, è stato scelto (nell'immagine seguente) un esemplare di ligustro di medie dimensioni.

Il boxus sempervirens (bosso)

Il boxus sempervirens, più comunemente noto col nome di Bosso, è un albero appartenente alla famiglia delle Buxaceae, molto longeva, in grado di sopravvivere sino a 600 anni. Se lasciato incurato, il bosso può raggiungere un'altezza massima di sei metri (in condizioni climatiche ottimali), ma è dotato al contempo di una crescita piuttosto lenta, che meglio lo vede impiegato come pianta da siepe. La sua collocazione migliore è in una zona semi-ombreggiata, soprattutto se si vive in una regione particolarmente calda; particolarmente resistente agli agenti atmosferici e al freddo (può tollerare altresì il gelo sebbene per un breve arco temporale), il bosso richiede pochissime cure: una piccola problematica può esser data esclusivamente dalla messa a dimora, sebbene raramente tenda a creare danni irreversibili, soprattutto se effettuata col pane di terra.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali di cura tra un bonsai di Ginepro e uno di Azalea?
    Il Ginepro è una conifera estremamente resistente, adatta all'esterno tutto l'anno e preferisce posizioni soleggiate con terriccio mantenuto costantemente umido. Al contrario, l'Azalea (Rhododendro) è un arbusto deciduo o sempreverde che ama l'ambiente umido e il sottobosco: necessita di luce indiretta, specialmente d'estate, e di un substrato acido. Mentre il Ginepro tollera bene il freddo intenso, l'Azalea richiede protezione dal gelo forte e annaffiature regolari solo quando il terreno asciuga.
  • Il Ligustro è adatto a vivere stabilmente in appartamento?
    Sì, il Ligustro è spesso venduto come pianta da interno grazie alla sua versatilità e facilità di gestione. Preferisce posizioni luminose con luce diretta per parte della giornata, come i davanzali. Tuttavia, è fondamentale ricordare che il Ligustro è originariamente un arbusto da esterno: in appartamento va tenuto lontano da fonti di calore secco e, idealmente, dovrebbe essere spostato all'esterno nei periodi miti dell'anno per garantire la giusta umidità ambientale e la ventilazione necessaria.
  • Quanto tempo vive un bonsai di Bosso (Buxus sempervirens)?
    Il Bosso è una pianta incredibilmente longeva, capace di sopravvivere fino a 600 anni se le condizioni sono ottimali. Cresce lentamente e, se non limitato nella coltivazione in vaso o stilizzato, può raggiungere i sei metri di altezza. È molto resistente agli agenti atmosferici e al freddo, tollerando brevi periodi di gelo. Richiede poche cure, prediligendo zone semi-ombreggiate nelle regioni calde e una messa a dimora attenta per evitare shock radicali.
  • Con quale frequenza devo innaffiare un bonsai?
    Non esiste una regola unica valida per tutte le specie: il Ginepro richiede il terreno sempre piuttosto umido, mentre l'Azalea va innaffiata solo quando il terriccio inizia ad asciugarsi (circa una volta a settimana). In generale, il principio base del bonsai è mantenere il substrato fresco ma mai zuppato d'acqua per evitare il marciume radicale. La frequenza dipende dall'esposizione solare, dalla temperatura ambientale e dalla dimensione del vaso, richiedendo un monitoraggio costante dell'umidità superficiale.

Scheda Tecnica

FamigliaCupressaceae, Ericaceae, Oleaceae, Buxaceae
Tipo di piantaAlbero/Arbusto ornamentale in miniatura
OrigineAsia (tradizionale), Europa/America (specie specifiche)
EsposizioneLuminosa, da piena a mezz'ombra (varia per specie)
TerrenoAcido-drainante (Azalea), neutro-pesante (Bosso), generico (Ginepro/Ligustro)
IrrigazioneRegolare, terreno sempre leggermente umido ma non zuppato
FiorituraPrimaverile/Estate (Azalea); assente o insignificante nelle altre
AltezzaDa pochi cm a 6m (se non potata/stilizzata)
ConcimazioneLeggera, specifica per acidofile (Azalea) o generale (altre)
PotaturaFrequente per mantenere la forma e stimolare la foliazione
MoltiplicazionePropagazione vegetativa (talea, margotta) o seme (lento)
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie, ragnetto rosso, marciume radicale da ristagno
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede tecnica specifica, non solo cura minima)

Potrebbe interessarti anche