Classico Bonsai da interno

Attrezzi e vasi per bonsai

Innaffiare bonsai

Pochissime sono le piante che in natura possono eguagliare il misticismo, le particolarità e la calma diffusa dal Bonsai (dal giapponese Bon=coppa e Sai =pianta) che in effetti riproduce un vero e proprio albero in miniatura davanti al quale riflettere e rilassarsi. Ecco di seguito i modi per tenere un Bonsai, come innaffiarlo e come prendersene cura.

di Redazione

09 febbraio 2015

Bonsai da interno e da esterno: caratteristiche e differenze

Prima di iniziare a parlare dell'annaffiamento e quindi anche delle caratteristiche del terreno, è necessario fare una differenza tra bonsai da interno e bonsai da esterno. I bonsai da interno hanno la particolare caratteristica del bisogno di luce, quindi sarebbe adatta, per questo tipo di pianta, una collocazione accanto ad una finestra o su un davanzale, prestando attenzione al fatto che vanno tenute lontano da fonti di calore come stufe o termosifoni; l'ideale sarebbe miscelare nel sottovaso argilla ed acqua, senza però ostruire i fori del vaso principale. E' possibile mettere i bonsai da interno anche fuori, ma solamente in estate o in primavera, in posti ombreggiati per impedire al sole di asciugare, in tempi molto brevi, il terreno. Invece per i bonsai esterni bisogna tenere in considerazione che vanno tenuti fuori tutto l'anno, ma sempre ombreggiati nei mesi caldi; per evitare invece che le radici si gelino in inverno, è possibile mettere il vaso in uno scatolo con della paglia, oppure rivestirlo con un sacchetto di nylon.

Bonsai: il metodo di rivaso e le caratteristiche del terreno

Prima ancora dell'annaffiamento del bonsai c'è necessità, per forza di cose, di conoscere la composizione del terriccio (fondamentale per far sì che la pianta cresca come meglio vogliamo) e quindi anche di come praticare un rinvaso. Il rinvaso va di regola effettuato ogni due o tre anni e consiste nel cambio del terriccio che abbiamo all'interno del vaso contenente il bonsai, con la relativa sostituzione del contenitore se, essendo cresciuta la pianta, si sia persa la giusta proporzione tra quest'ultima e il vaso più piccolo. La giusta composizione del terreno invece, come detto, è necessaria affinché il bonsai sia ben drenato, nutrito ed areato durante tutto l'anno; nonostante molti negozi online vendano delle miscele di terriccio già pronte, ad un prezzo però molto elevato, è consigliato procurarsi i vari elementi da sé, mondo da formare la giusta miscela in casa: sono necessari dell'Akadama (argilla giapponese molto cotta), del terriccio organico universale ed infine la sabbia (o ghiaia fine) per far si che durante l'annaffiamento la pianta sia ben drenata a lungo. Le tre componenti vanno utilizzate in questo modo: - 25% terriccio organico - 25% sabbia - 50% Akadama

Ogni quanto occorre annaffiare una pianta di bonsai?

La frequenza con la quale diventa necessario innaffiare una pianta di Bonsai, dipende, come detto prima, da molti fattori, quindi è necessario imparare a conoscere singolarmente gli alberi per poi trovare ad ognuno una linea guida da seguire in modo periodico. Per prima cosa bisogna rendersi conto che il bonsai va annaffiato ogni qual volta il terriccio è diventato per lo più asciutto, altrimenti si rischia di riempirlo troppo d'acqua che non sarà più ben drenata dalla sabbia; per accorgersi se il suolo è ancora bagnato o meno, basta inserire le dita ad un centimetro di profondità, ripetendo l'operazione ogni volta, fin quando non si sarà diventati così esperti da capire quand'è che la pianta avrà bisogno di essere innaffiata. In più, come detto prima, oltre alla fondamentale composizione del terreno, diventa significativa la mancanza di uno schema preciso, nell'innaffiamento, che possa danneggiare il bonsai, invece di giovarlo.

Come innaffiare il il bonsai e quale tipo di innaffiatoio usare

Come detto in precedenza, il bonsai va annaffiato quando il terriccio sembra essersi asciugato ed a quel punto, quando la pianta ha quindi bisogno d'acqua, c'è la necessità d'annaffiarla in maniera che tutte le radici ed il sistema drenante ricevano l'acqua necessaria per la corretta cura della pianta; a questo punto bisogna bagnare il bonsai finché l'acqua non esca fuori dai fori sotto il vaso, ripetendo possibilmente l'operazione dopo alcuni minuti. L'abero va innaffiato con un annaffiatoio con soffione sottile, in modo che il tutto si svolga con estrema delicatezza, evitando che il terriccio in superficie venga spazzato via dal getto più forte. Una piccola curiosità: è preferibile utilizzare acqua piovana raccolta poiché non contiene l'aggiunta di sostanze chimiche che potrebbero, a lungo andare, danneggiare il vostro amato bonsai.

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Domande frequenti

  • Qual è la composizione ideale del terriccio per un bonsai?
    Il terriccio deve garantire ottimo drenaggio e aerazione. La miscela consigliata prevede l'utilizzo di tre componenti principali: il 50% di Akadama (argilla giapponese cotta), il 25% di terriccio organico universale e il restante 25% di sabbia o ghiaia fine. Questa combinazione permette alla pianta di ricevere nutrienti senza ristagni idrici che potrebbero danneggiare le radici.
  • Come capire quando è il momento giusto per innaffiare il bonsai?
    L'irrigazione va effettuata ogni volta che il terriccio risulta perlopiù asciutto. Per verificare l'umidità, inserisci le dita nel substrato per circa un centimetro di profondità. Ripeti questa operazione abitualmente per abituare la mano a riconoscere il momento ottimale. Evita di innaffiare se il terreno è ancora umido per prevenire il rischio di ristagno idrico.
  • Quale tipo di acqua è preferibile utilizzare per l'irrigazione?
    È fortemente raccomandato l'uso di acqua piovana raccolta. Questo tipo di acqua è priva di additivi chimici e cloro spesso presenti nell'acqua del rubinetto, che col tempo potrebbero accumularsi nel substrato e danneggiare la salute del bonsai. L'acqua piovana garantisce una crescita più naturale e sicura per la pianta.
  • In che modo va eseguita fisicamente l'operazione di irrigazione?
    Utilizza un annaffiatoio dotato di soffione sottile per erogare l'acqua con estrema delicatezza, evitando di spostare o erodere il terriccio superficiale. Bagna la pianta finché l'acqua non inizia a fuoriuscire dai fori di drenaggio sul fondo del vaso. È utile ripetere l'operazione dopo pochi minuti per assicurarsi che tutto il sistema radicale sia completamente saturo.
  • Quali sono le differenze di gestione tra bonsai da interno e da esterno?
    I bonsai da interno richiedono posizioni luminose ma lontane da fonti di calore diretto (come termosifoni); in estate possono stare all'aperto solo in zone ombreggiate. I bonsai da esterno restano fuori tutto l'anno, necessitando di ombra nei periodi più caldi. In inverno, per proteggere le radici dal gelo, i vasi esterni possono essere isolati con paglia o nylon.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaAlbero in miniatura (replica di specie arboree)
OrigineGiappone (etimologia: Bon=coppa, Sai=pianta)
EsposizioneInterno: vicino a finestre, lontano da fonti di calore. Esterno: tutto l'anno, ombreggiato in estate.
Temperatura minimaVariabile in base alla specie; proteggere radici in inverno con paglia/nylon.
TerrenoMiscela: 50% Akadama, 25% terriccio organico, 25% sabbia/ghiaia fine.
IrrigazioneQuando il substrato è asciutto (test dito 1 cm). Acqua piovana preferita. Bagnare fino a fuoriuscita dai fori.
AltezzaMiniatura (proporzionale al vaso)
PotaturaRichiede manutenzione costante per mantenere forma e proporzioni.
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede monitoraggio umidità e tecnica specifica).

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