Questo bonsai ha bisogno di un rinvaso

Attrezzi e vasi per bonsai

Rinvasare bonsai

Rinvasare il bonsai nel periodo e nella maniera adatta è di fondamentale importanza per la salute della nostra pianta: una disattenzione o un'azione maldestra possono infatti comprometterne la sopravvivenza! Se volete saperne di più, seguiteci nell'agile guida che presentiamo in questo articolo.

di Redazione

21 gennaio 2015

Perchè rinvasare i bonsai

Il rinvaso del bonsai è una operazione molto delicata che va effettuata più volte nel corso della vita della nostra pianta: va eseguita con attenzione in maniera tale da non sottoporla ad eccessivo stress. I motivi per cui rinvasare il bonsai sono molteplici: se la pianta è stata acquistata da poco, molto probabilmente il terriccio sarà adatto solo ad assicurarne la sopravvivenza durante il trasporto su camion frigorifero, meglio dunque correre ai ripari e cambiarlo. Inoltre il terriccio, a lungo andare, si impoverisce di sostanze nutritive oppure può deteriorarsi e compattarsi troppo causando un cattivo drenaggio dell'acqua. Generalmente, poi, la necessità di un rinvaso viene segnalata dalla fuoriuscita delle radici sia dai fori drenaggio sia dai bordi del vaso. Ciò accade perchè, non avendo più lo spazio disponibile per distribuirsi a raggiera nel substrato del vaso, iniziano ad affiorare vicino ai bordi.

Rinvaso: operazioni preliminari

Il periodo migliore per rinvasare il bonsai è la primavera.Una volta stabilità la necessità di un rinvaso, bisogna avere l'accortezza di farlo in un luogo all'ombra e non ventilato: le radici estratte dal vaso, infatti, non devono asciugarsi ma rimanere umide. All'occorrenza è bene dotarsi di un nebulizzatore con cui spruzzare un po' d'acqua sull'apparato radicale. Per effettuare lo svaso ci si può aiutare con un coltello con cui staccare la terra dal bordo del contenitore, avendo l'accortezza di non tirare il bonsai dal tronco. In questo caso si avrebbe il rischio di rompere troppi peli radicali, piuttosto è meglio estrarlo capovolgendo il vaso e battendo leggermente sul fondo. Dopodichè si liberano le radici dal terriccio portandole a nudo, operazione che si può fare a mano o con l'aiuto di un bastoncino per districarle. Per rendere questo passaggio più facile ed evitare di rovinarle per sbaglio, si possono immergere in un contenitore con acqua e disinfettante e far sciogliere il terriccio. A questo punto si interviene con le forbici sul fittone e le radici più grandi, eliminando quelle morte e facendo attenzione a non rovinare i capillari.

Rinvasare bonsai: l'importanza del vaso

Il contenitore che ospiterà il bonsai deve essere, oltre che della forma e dimensione adatta, sterilizzato da parassiti e germi. Sul fondo deve avere uno o più fori di drenaggio che andranno ricoperti con una sottile retina in maglia di plastica o metallo, in maniera tale da garantire lo sgocciolio dell'acqua in esubero senza causare fuoriuscite del terriccio. La scelta del vaso è un passaggio importante perchè incide sul valore e la bellezza della composizione finale. Può essere di diversi materiali: quello in terracotta è il più traspirante ma si rompe più facilmente degli altri; quello in porcellana è il più elegante ed andrebbe scelto per rinvasare esemplari "importanti"; infine quello in gres è il più utilizzato e dalle forme più varie. Ci sono alcuni parametri da seguire nella scelta del contenitore: la larghezza dovrebbe essere equivalente ai 2/3 dell'altezza della pianta, mentre l'altezza pari al diametro della base del tronco. Un fattore decisivo per la scelta è lo stile del bonsai: esso determina la scelta della forma del vaso, che può essere quadrato, rettangolare, rotondo, ovale, esagonale, ottagonale o a vassoio.

Rinvaso ed operazioni finali

Una volta proceduto alla potatura delle radici, andiamo a mettere il bonsai nel nuovo vaso. Coperti i fori di drenaggio con la retina possiamo, se lo riteniamo necessario,ancorare la pianta nel vaso utilizzando un filo di metallo che viene fatto passare dai fori del contenitore ed agganciato alla radice più grossa, o al tronco. Questa operazione ci permette di ancorare il bonsai al vaso e limitarne i rischi di rovesciamento. Successivamente si ricopre l'apparato radicale con terriccio, facendo attenzione che esso penetri in tutti gli intersizi tra le radici e i capillari; infine si annaffia abbondantemente con un nebulizzatore od un annaffiatoio munito di diffusore, in maniera tale che non si formino buchi nel terreno. Dopodichè la pianta andrà sistemata in una zona ombreggiata e riparata dal vento per una ventina di giorni.Dopo un paio di mesi dal rinvaso sarà possibile darle il fertilizzante.

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Domande frequenti

  • Quali sono i segnali che indicano quando è necessario rinvasare un bonsai?
    La necessità di rinvasare emerge principalmente da tre indicatori visibili. In primo luogo, se hai acquistato la pianta da poco, il terriccio originale è spesso solo funzionale al trasporto e povero di nutrienti. In secondo luogo, col tempo il substrato si compatta, perde struttura e il drenaggio diventa inefficiente. Infine, il segnale più evidente è la fuoriuscita delle radici dai fori di drenaggio inferiori o dall'emergenza dei bordi superiori del vaso, segno che l'apparato radicale ha esaurito lo spazio disponibile e necessita di rinnovamento.
  • In quale periodo dell'anno è consigliato eseguire il rinvaso?
    Il momento ideale per rinvasare il bonsai è la primavera. Questo periodo coincide con l'inizio della ripresa vegetativa, permettendo alla pianta di recuperare rapidamente dallo stress del trapianto e di sviluppare nuove radici fresche. Evita di eseguire questa operazione durante l'estate calda o l'inverno rigido, poiché la pianta sarebbe più vulnerabile a shock termici e malattie fungine dovute alla ridotta capacità di guarigione delle ferite radicali in condizioni climatiche estreme.
  • Come si rimuove correttamente il bonsai dal vaso senza danneggiarlo?
    Non tirare mai la pianta dal tronco, poiché rischieresti di strappare i delicati peli radicali. Il metodo corretto prevede di capovolgere il vaso e battere leggermente sul fondo per allentare il terriccio. Se la terra è molto compatta, puoi usare un coltello per staccarla delicatamente dai bordi interni. Una volta estratto, libera le radici dal vecchio substrato manualmente o con un bastoncino, eventualmente immergendo l'apparato radicale in acqua per facilitare la rimozione senza spezzare le fibre fini.
  • Che caratteristiche deve avere il nuovo vaso per il bonsai?
    Il vaso deve essere sterilizzato per prevenire parassiti e avere fori di drenaggio coperti da una retina fine. Dimensionalmente, la larghezza dovrebbe essere circa due terzi dell'altezza della pianta, mentre l'altezza deve corrispondere al diametro della base del tronco. Materiali comuni includono terracotta (traspirante ma fragile), porcellana (elegante per esemplari pregiati) e gres (versatile e resistente). La forma del vaso deve anche armonizzare con lo stile estetico del bonsai, scegliendo tra opzioni quadrate, ovali o a vassoio.
  • Cura post-rinvaso: come gestire irrigazione e posizione nei primi giorni?
    Dopo aver posizionato la pianta nel nuovo vaso e annaffiato abbondantemente con un diffusore per evitare sacche d'aria, sposta il bonsai in una zona ombreggiata e riparata dal vento per circa venti giorni. Questo periodo di recupero è cruciale per permettere alle radici di stabilizzarsi nel nuovo substrato senza subire stress da traspirazione eccessiva. Dopo un paio di mesi, quando la pianta avrà recuperato forza, potrai riprendere la concimazione regolare per supportare la nuova crescita vegetativa.

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