dionea con ragno

Piante carnivore

Terrario piante carnivore

Il terrario di piante carnivore è un ottimo modo per allevarle, stando attenti che il terreno non sia molto fertile e che l'umidità intorno ad esso sia elevata.

di Redazione

10 settembre 2013

Piante carnivore

Le piante carnivore sono una particolarissima famiglia di piante che hanno sviluppato un adattamento estremo per contrastare la scarsità di risorse presenti nel terreno del loro habitat originario: in pratica, visto che tramite le radici non erano in grado di assorbire quasi alcunché, hanno sviluppato degli organi di “cattura” e di digestione, capaci innanzitutto di attirare insetti o piccolissimi animali, poi capaci di intrappolarli ed in seguito di digerirne quelle parti utili al loro sostentamento. E’ per questo motivo che vengono chiamate carnivore e che con questo nome sono diventate famosissime nel mondo, ma in realtà esse non mangiano, bensì catturano e digeriscono, ma è chiaro che è un meccanismo sbalorditivo ed affascinante: la cosa più straordinaria è ripensare all’evoluzione che hanno subito.

Terrario piante carnivore

Allevare piante carnivore può sembrare facile ma non lo è, in quanto esse richiedono che il terreno sia arido e privo di sostanze nutritive proprio come la loro evoluzione ha dovuto affrontare, altrimenti le loro piccole e quasi degenerate radici rischiano di andare in “sovraccarico” di sostanze nutritive e di portare alla morte dell’esemplare. Quindi un terrario di piante carnivore deve prevedere un suolo per lo più sabbioso e roccioso, con una piccola quantità di terra non molto fertile per fare giusto da collante tra le parti. Non solo, l’ambiente deve essere con alta percentuale di umidità, perché il loro sviluppo è avvenuto nei sottosuoli di paludi e foreste tropicali, dove il tasso d’umidità supera e di molto il settanta per cento. L’alimentazione in insetti può essere naturale se notate la presenza in giro di specie come mosche, api, moscerini ecc., ma anche indotta da voi: ricordate che mangiano massimo tre volte al mese!

Meccanismi di cattura

Al di là di ciò che è comunemente diffuso, esistono molte specie di piante carnivore e la loro “tecnica di caccia” è molto variegata; le specie più famose però sono quelle con cattura a trappola e con cattura a campana. Quella a trappola è la più conosciuta: foglie degenerate con terminazioni ad uncino, un profumo al centro che attira l’insetto ed un sensore di pressione che quando sente l’insetto posarsi, fa chiudere rapidamente la due parti della trappola e comincia ad iniettare i succhi digestivi. L’altro meccanismo, a campana, prevede una foglia degenerata a mo’ di sacco, con un’altra – più piccola – a fare da coperchio: essa è sempre sollevata (quindi “coperchio” aperto) ma quando sente la presenza di un insetto nel sacco (attirato sempre con un mix di odori ed ormoni) si chiude e lo intrappola definitivamente.

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Domande frequenti

  • Come preparare il substrato corretto per un terrario di piante carnivore?
    Il substrato è fondamentale: deve essere assolutamente povero di nutrienti per evitare di bruciare le radici adattate a terreni magri. Si consiglia una miscela composta principalmente da torba bionda acida e perlite o sabbia silicea bianca in proporzioni uguali. È vietato utilizzare terriccio universale, concimi o qualsiasi sostanza organica ricca di azoto. Il suolo deve agire solo da supporto fisico e mantenere l'umidità, mentre gli elementi nutritivi devono provenire esclusivamente dalla digestione degli insetti catturati.
  • Quanto spesso devo nutrire le mie piante carnivore?
    Le piante carnivore non richiedono alimentazione frequente. In natura integrano i nutrienti assorbiti dal suolo attraverso la digestione di prede. In cattività, basta offrire piccoli insetti vivi (come moscerini o formiche) circa una volta ogni due settimane o al massimo tre volte al mese. Nutrirle troppo spesso può causare marciume delle foglie e stress fisiologico. Ricorda che le piante producono da sole la fotosintesi; la carne serve solo per integrare azoto e fosforo carenti nel substrato sterile.
  • Che tipo di acqua devo usare per annaffiarle?
    È cruciale utilizzare esclusivamente acqua piovana, distillata o demineralizzata. Le piante carnivore sono estremamente sensibili ai sali minerali disciolti nell'acqua di rubinetto, che si accumulano nel substrato e ne alterano il pH, portando rapidamente alla morte della pianta per tossicità radicale. Non usare mai acqua del rubinetto, nemmeno lasciata decantare. Mantieni il substrato costantemente umido ma non zuppo, simulando l'ambiente delle paludi native, evitando però il ristagno assoluto che favorirebbe funghi patogeni.
  • Qual è il livello di umidità ideale per il terrario?
    La maggior parte delle piante carnivore, specialmente quelle tropicali come le Nepenthes, richiede un'umidità ambientale elevata, spesso superiore al 70%. Un terrario chiuso o parzialmente chiuso aiuta a mantenere questi livelli ottimali, creando un microclima stabile. Tuttavia, è necessario garantire un minimo ricambio d'aria per prevenire muffe e marciumi. Per le specie temperate (come le Sarracenie), l'umidità può essere leggermente inferiore, ma rimane comunque più alta rispetto alle comuni piante da interno.

Scheda Tecnica

FamigliaDiversi gruppi tassonomici (es. Droseraceae, Nepenthaceae)
Tipo di piantaEracea perenne
OriginePaludi e foreste tropicali/subtropicali
EsposizioneLuce intensa, indiretta o filtrata
TerrenoSubstrato povero, sabbioso/roccioso, acido, privo di fertilizzanti
IrrigazioneAbbondante, con acqua piovana o demineralizzata, alto umidità ambientale (>70%)
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaVariabile in base alla specie
ConcimazioneNecessaria solo tramite cattura di insetti vivi (max 3 volte/mese)
PotaturaAsportare le parti secche
MoltiplicazionePer divisione dei cespi, talee o semi
Malattie e parassitiMarcescenza radicale da eccesso di nutrienti o ristagno idrico nel substrato
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede substrati specifici e acqua priva di sali minerali)

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