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Aromatiche

Rabarbaro cinese - Rheum palmatum

In questo articolo si descrivono le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, le modalità di propagazione e di raccolta, le tecniche di coltivazione, le proprietà terapeutiche del rabarbaro cinese.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il rabarbaro cinese appartiene alla famiglia delle Poligonacee, al genere Rheum ed alla specie palmatum o officinale. È una pianta erbacea perenne, alta fino a 2 m e larga anche 1 m, con un portamento eretto, fusti rigidi, cavi, di colore rosso e contengono molto succo. L’apparato radicale è costituito da un grosso e robusto rizoma, dal quale si dipartono le radici secondarie ed i fusti. Le foglie si dispongono alla base della pianta in modo da formare una rosetta, sono caduche, alterne, di grosse dimensioni, provviste di lunghi piccioli carnosi, di una forma quasi tondeggiante, di un colore verde brillante e presentano dei bordi incisi e lobati. I fiori sono ermafroditi, molto numerosi, di color bianco tendente al verde oppure rosso scuro e riuniti in infiorescenze a pannocchia localizzate all’apice degli steli; la fioritura si verifica ad inizio estate nei mesi di giugno e luglio. Il frutto è un achenio contenente un solo seme. Le parti di pianta utilizzate sono il rizoma, caratterizzato da un sapore amaro, ed i lunghi piccioli carnosi.

Clima e terreno

Il rabarbaro cinese preferisce i climi temperati freddi, però si adatta anche a quelli temperati; è in grado di sopportare temperature di diversi gradi al di sotto dello zero. Le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati, però si sviluppa bene anche in aree parzialmente ombreggiate. Il rabarbaro cinese predilige i terreni sciolti, profondi, fertili, abbastanza umidi e freschi, ben drenati, ricchi di sostanza organica e con valori di pH compresi tra 6 e 8, mentre rifugge i suoli compatti in quanto risultano soggetti ai ristagni idrici. Questa specie è originaria del Tibet, ove vegeta allo stato spontaneo ad un’altitudine superiore ai 3000 m, attualmente si coltiva soprattutto in Cina.

Propagazione ed impianto

Il rabarbaro cinese si moltiplica per seme e per divisione di cespi. La semina può avvenire direttamente in campo ad inizio primavera, però i tempi della germinazione sono piuttosto lunghi, ed in semenzaio in autunno. Nel secondo caso i semi si mettono in contenitori con un substrato leggero e fertile che deve essere inumidito, in seguito vanno mantenuti al buio per favorire la germinazione, mentre all’emergenza delle piantine, si aumenta la luminosità; verso l’inizio della primavera le piantine sono pronte ad essere trapiantate. La divisione dei cespi, la tecnica più praticata, consiste nel prelevare delle piccole porzioni di rizoma, provviste di almeno una gemma, mettendole a dimora direttamente in piena terra, oppure in vivaio in modo da ottenere piantine pronte ad essere trapiantate. Il letto di semina necessita di lavorazioni profonde e di essere ben affinato per garantire un buon sviluppo del rizoma. In ambienti caratterizzati da inverni miti l’epoca d’impianto è l’autunno, mentre in quelli più freddi la messa a dimora si effettua a marzo. Le distanze d’impianto tra le file sono di 2 m e sulla fila di 0,8-1 m, con un investimento variabile tra 5000 e 6250 piante ad ettaro.

Tecniche di coltivazione

Il rabarbaro cinese viene coltivato in pieno campo, in orti e giardini famigliari a scopo alimentare e medicinale, mentre nell’ultimo caso anche a scopo ornamentale. Il controllo delle erbe infestanti si esegue effettuando delle scerbature manuali nel caso di orti o giardini famigliari, mentre nel caso di coltivazioni in pieno campo si ricorre a delle sarchiature tra le file. La concimazione si esegue durante la preparazione del letto di semina apportando del letame maturo, mentre l’azoto si somministra alla ripresa vegetativa. Questa pianta è sensibile alla siccità, per cui durante l’estate è necessario ricorrere all’irrigazione, lasciando asciugare il terreno tra un intervento e l’altro. Il rabarbaro cinese è una pianta poco soggetta ad attacchi di parassiti, i più pericolosi sono i marciumi radicali, che si instaurano in condizioni di ristagni idrici.

Raccolta

In estate vanno eliminate le infiorescenze a pannocchia per fare in modo che le sostanze nutritive siano indirizzate prevalentemente al rizoma. La raccolta comincia a partire da fine primavera-inizio estate del secondo anno di coltivazione per quanto riguarda i piccioli, che vengono separati dalle foglie; è importante lasciare sulla pianta almeno il 30 % della superficie fogliare in modo da garantire l’attività fotosintetica. I rizomi si raccolgono in autunno non prima del quarto anno di coltivazione, in seguito vanno ripuliti dal terreno, affettati a piccoli pezzi e posti ad essiccare.

Proprietà ed utilizzo

Il rabarbaro cinese possiede proprietà coleretiche, lassative, digestive, aperitive, stomachiche, colagoghi e astringenti sulla pelle e sulle mucose. L’impiego di preparati di questa pianta è sconsigliato a chi soffre di emorroidi, cistite catarrale, calcoli renali, per le donne in gravidanza ed in fase di allattamento. In cucina il rabarbaro cinese viene impiegato per insaporire vini e liquori e per produrre caramelle digestive; i piccioli raccolti a maggio-giugno si utilizzano per la preparazione di marmellate e confetture.

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Domande frequenti

  • Quali parti del rabarbaro cinese sono commestibili e quali sono tossiche?
    Le uniche parti commestibili del rabarbaro cinese (Rheum palmatum) sono i piccioli carnosi delle foglie. Le foglie stesse, invece, contengono elevate quantità di acido ossalico e antrachinoni, rendendole tossiche se ingerite. I piccioli possono essere consumati crudi o cotti, spesso utilizzati per marmellate, confetture o come ingrediente dolce nelle bevande. È fondamentale rimuovere sempre le foglie verdi prima della cottura o del consumo per evitare intossicazioni.
  • Quando e come si raccolgono i piccioli di rabarbaro?
    La raccolta dei piccioli inizia solitamente dalla seconda annata di coltivazione, tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate. Per garantire la sopravvivenza e la crescita futura della pianta, è essenziale lasciare almeno il 30% della superficie fogliare attaccata al rizoma per permettere la fotosintesi. Si consiglia di tagliare i piccioli alla base, vicino al suolo, evitando di danneggiare il cuore della pianta. Una corretta gestione della raccolta assicura produzioni abbondanti negli anni successivi.
  • Come si propaga il rabarbaro cinese?
    Il rabarbaro cinese si moltiplica principalmente attraverso due metodi: la divisione dei cespi e la semina. La divisione dei rizomi è la tecnica più diffusa e rapida: si prelevano porzioni di rizoma dotate di almeno una gemma vitale e si impiantano direttamente in terra o in vivaio. La semina può avvenire in autunno in semenzaio o direttamente in campo a primavera, ma richiede tempi di germinazione più lunghi e cure attentive per le giovani piantine fino al trapianto definitivo.
  • Quali sono le controindicazioni all'uso terapeutico del rabarbaro?
    Nonostante le proprietà digestive e lassative, l'uso di preparati a base di rabarbaro cinese è sconsigliato in specifiche condizioni di salute. È vietato o richiede cautela estrema per persone affette da emorroidi, cistite catarrale o calcoli renali, poiché l'acido ossalico potrebbe aggravare tali patologie. Inoltre, l'impiego è sconsigliato alle donne in gravidanza e durante l'allattamento. Prima di assumere integratori o rimedi fitoterapici a base di Rheum palmatum, è sempre raccomandato consultare un medico o un farmacista.
  • Che tipo di terreno e clima preferisce il rabarbaro cinese?
    Questa pianta predilige i climi temperati freddi, pur adattandosi bene anche a zone temperate, e resiste a temperature inferiori allo zero. Ama le esposizioni pienamente soleggiate, sebbene tolleri anche la mezz'ombra. Il terreno ideale deve essere sciolto, profondo, ricco di sostanza organica, fresco e perfettamente drenato, con un pH compreso tra 6 e 8. Evita assolutamente i suoli compatti e pesanti che favoriscono i ristagni idrici, causa principale di marciumi radicali fatali per la pianta.

Scheda Tecnica

Rheum palmatum

Nome scientificoRheum palmatum
FamigliaPoligonacee
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineTibet / Cina
EsposizioneSoleggiata o parzialmente ombreggiata
Temperatura minimaResistente al gelo (sotto lo zero)
TerrenoSciolti, profondi, fertili, freschi, ben drenati
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraGiugno-Luglio
AltezzaFino a 2 metri
ConcimazioneLetame maturo in fase di preparazione; azoto alla ripresa vegetativa
PotaturaNessuna potatura specifica; eliminare le infiorescenze in estate
MoltiplicazioneSemina (autunno/in primavera) o divisione dei cespi (rizomi)
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da ristagni idrici); generalmente resistente
Difficoltà di coltivazioneBassa/Media (richiede suolo fresco e ben drenato)

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