Foto del Rosmarino

Aromatiche

Rosmarino - Rosmarinus officinalis

Questa pianta è molto utilizzata in campo alimentare per insaporire svariati piatti e per profumare gli ambienti chiusi. Inoltre si illustrano le principali pratiche colturali.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il rosmarino appartiene alla famiglia delle Labiate, al genere Rosmarinus ed alla specie officinalis. È un arbusto perenne alto generalmente 1 m e largo anche più di 1,5 m, con un portamento cespuglioso, fusti legnosi, inizialmente prostrati ed in seguito eretti e molto ramificati; le radici sono profonde, fibrose, ancoranti e resistenti. Le foglie sono sempreverdi, opposte, prive di picciolo, di piccole dimensioni, piuttosto fini, lisce e di colore verde scuro superiormente, mentre sulla pagina inferiore sono pelose e bianche; gli internodi sono molto corti. I fiori sono ermafroditi, di piccole dimensioni, generalmente di colore azzurro (possono essere anche bianchi), raggruppati in infiorescenze inserite all’ascella della foglia e localizzate nella parte superiore dei rami. La fioritura si protrae da metà primavera fino al termine dell’estate, l’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi. I semi sono di ridotte dimensioni e di colore bruno. Le parti di pianta utilizzate sono i germogli con le foglie, che sprigionano un aroma molto particolare ed intenso in quanto esse contengono molte ghiandole oleifere, e le infiorescenze.

Clima e terreno

Il rosmarino preferisce i climi temperati caldi, infatti resiste bene al caldo estivo e risulta sensibile alle temperature inferiori allo zero. Le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati e riparati, però si sviluppa bene anche in zone parzialmente ombreggiate. In fatto di terreno il rosmarino è una specie adattabile, comunque predilige i suoli sciolti, aridi, poveri, ben drenati ed alcalini perché le foglie sono maggiormente aromatiche, mentre rifugge i terreni compatti in quanto risultano soggetti ai ristagni idrici. Questa pianta è originaria del bacino del Mediterraneo, cresce allo stato spontaneo dal litorale fino ad un’altitudine di 1000 m; nel nostro Paese è diffusa su tutto il territorio.

Propagazione

Il rosmarino si moltiplica per seme e per via vegetativa tramite le tecniche di talea, la più diffusa, e di divisione dei cespi. La semina può avvenire direttamente in campo nel mese di aprile, però i tempi della germinazione sono piuttosto lunghi, ed in semenzaio a febbraio-marzo. Nel secondo caso i semi si mettono in contenitori con un substrato leggero e fertile che deve essere inumidito, in seguito vanno mantenuti al buio per favorire la germinazione, mentre all’emergenza delle piantine, si aumenta la luminosità; verso l’inizio di maggio le piantine sono pronte ad essere trapiantate. Le talee vengono prelevate in primavera sui germogli alla base della pianta ed hanno una lunghezza di 15 cm, si pongono in un substrato costituito da sabbia e torba in parti uguali. Una volta avvenuta la radicazione le piantine sono pronte ad essere trapiantate in autunno o nella primavera seguente. La divisione per cespi riguarda soltanto le piantine di non oltre 2 anni d’età e si esegue durante la stagione primaverile.

Tecniche di coltivazione

Il rosmarino viene coltivato negli orti e nei giardini famigliari, in pieno campo, in vaso all’aperto, nelle aiuole e per la formazione di bordure. Le distanze d’impianto tra le file sono di 1-1,5 m e sulla fila di 50 cm, con una densità di 1,5-2 piante/mq. Il ciclo di coltivazione del rosmarino ha una durata di 8-10 anni. Il controllo delle erbe infestanti negli orti e nei giardini famigliari si esegue effettuando delle scerbature manuali, mentre su coltivazioni in pieno campo si ricorre a delle sarchiature tra le file. La concimazione generalmente si esegue soltanto durante la preparazione del letto di semina apportando del letame maturo in quanto il rosmarino non ha elevate esigenze nutrizionali, però si può somministrare del concime complesso ad ogni ripresa vegetativa in primavera. L’irrigazione si effettua una volta avvenuto l’impianto per favorire l’attecchimento e durante l’estate qualora non si verificassero delle precipitazioni. Il rosmarino è una pianta poco soggetta ad attacchi di parassiti, tra i funghi si ricordano l’oidio ed i marciumi radicali, che si possono instaurare se la coltivazione è effettuata su terreni soggetti a ristagni idrici, mentre gli insetti più pericolosi sono gli afidi ed un coleottero che colpisce i germogli.

Raccolta

La raccolta si esegue per la produzione di foglie fresche o secche e di olio essenziale. Nel caso di una coltivazione in pieno campo viene raccolta la pianta intera eseguendo degli sfalci ad un’altezza di 30-40 cm dal terreno in modo da prelevare i germogli e da permettere un successivo riscoppio vegetativo. Relativamente alla produzione di foglie la raccolta viene effettuata prima della fioritura, mentre per l’olio essenziale ad inizio estate, in piena fase di antesi. L’olio essenziale viene estratto per lo 0,5 % mediante la distillazione in corrente di vapore.

Proprietà ed utilizzo

Il rosmarino possiede proprietà aromatiche, digestive, stimolanti, nervine, emmenagoghe, antidolorifiche, antisettiche, stomachiche, diuretiche, rilassanti ed astringenti. Viene impiegato anche per effettuare suffumigi facciali, come prodotto antiforfora, per profumare la casa, la biancheria e per allontanare le tarme dai mobili in legno. In cucina il rosmarino si utilizza per insaporire le carni, in quanto agevola la digestione dei grassi, sia fresco che sbriciolato, sughi di pomodoro, verdure salate e le focacce.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per raccogliere il rosmarino?
    La raccolta dipende dall'utilizzo finale. Per ottenere foglie fresche o secche con il massimo aroma, è ideale intervenire prima della fioritura, quando le foglie sono più tenere. Se invece si intende estrarre l'olio essenziale, il momento ottimale è l'inizio dell'estate, in piena fase di antesi (fioritura), poiché in questa fase la concentrazione di principi attivi volatili raggiunge il suo picco. Si consiglia di tagliare i germogli sani, lasciando almeno 30-40 cm dalla base per permettere alla pianta di ricacciare vigorosamente.
  • Come devo annaffiare il rosmarino per evitarne la morte?
    Il rosmarino teme fortemente i ristagni idrici, che causano rapidamente il marciume radicale. Annaffia solo dopo aver verificato che il terreno sia asciutto al tatto. Durante l'estate, soprattutto se coltivato in vaso o in periodi di siccità prolungata, le irrigazioni devono essere regolari ma leggere. Al contrario, in inverno o nelle stagioni fresche, riduci drasticamente l'acqua, limitandola a volte solo per prevenire l'essiccamento totale delle radici. Un suolo ben drenato è fondamentale: evita terricci pesanti o argillosi che trattengono l'umidità eccessiva.
  • Il rosmarino resiste al freddo invernale?
    Il rosmarino predilige i climi temperati caldi e mediterranei. Sebbene alcune varietà mostrino una certa resistenza, la pianta è generalmente sensibile alle temperature inferiori allo zero. Nelle zone dove il clima è rigido o dove sono previste gelate persistenti, è consigliabile proteggere la base con pacciamatura o spostare le piante in vaso in un luogo riparato e luminoso. Espone la pianta a pieno sole e lontano dai venti freddi diretti per massimizzare la sua sopravvivenza invernale.
  • Quali sono i principali nemici del rosmarino?
    I problemi più comuni derivano spesso da errori colturali. Il nemico numero uno è il marciume radicale, causato da un terreno troppo umido o mal drenato. Tra le malattie fungine, l'oidio (muffa bianca sulle foglie) può comparire in condizioni di elevata umidità ambientale. Tra gli insetti, gli afidi attaccano spesso i giovani germogli succhiandone la linfa, mentre alcuni coleotteri possono danneggiare i nuovi accrescimenti. Mantenere il terreno aerato e controllare regolarmente la vegetazione aiuta a prevenire questi attacchi.
  • Come posso propagare il rosmarino facilmente?
    Il metodo più semplice e diffuso è la talea. In primavera, preleva germogli basali di circa 15 cm, rimuovi le foglie basse e interrali in un mix uguale di sabbia e torba. Mantieni il substrato leggermente umido finché non avviene la radicazione, poi trapianta in autunno o primavera successiva. È possibile anche usare i semi, ma la germinazione è lenta e richiede luce al momento dell'emergenza. La divisione dei cespi è un'altra opzione, valida solo per piante giovani di meno di due anni, da eseguire in primavera.

Scheda Tecnica

Rosmarinus officinalis

Nome scientificoRosmarinus officinalis
FamigliaLamiaceae (Labiate)
Tipo di piantaArbusto perenne sempreverde
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole, riparata dal vento
TerrenoScioltto, arido, ben drenato, alcalino
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraDa metà primavera a fine estate
AltezzaFino a 1 metro
ConcimazioneLetame maturo in fase di preparazione, concime complesso in primavera
PotaturaLeggera dopo la fioritura per mantenere la forma
MoltiplicazioneSeme, talea (primavera), divisione dei cespi (primavera)
Malattie e parassitiOidio, marciumi radicali (da ristagno), afidi, coleotteri dei germogli
Difficoltà di coltivazioneFacile

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