Frutti di Tamarillo

Frutti Tropicali

Tamarillo - Cyphomandra betacea

In questo articolo parliamo delle caratteristiche botaniche, delle esigenze pedoclimatiche, delle cultivar, delle pratiche colturali e dei parassiti del tamarillo.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il tamarillo appartiene alla famiglia delle Solanacee, al genere Cyphomandra ed alla specie betacea. È una pianta a crescita rapida, alta fino a 5 m a maturità, che può assumere un portamento arbustivo ed è molto fragile, infatti non riesce a completare la lignificazione. Le foglie sono sempreverdi, a forma di cuore, carnose, lievemente pelose, molto grandi e dotate di un lungo picciolo; al tatto emettono un odore particolare. I fiori presentano una colorazione rosa e sono riuniti in infiorescenze apicali, la fioritura è scalare, nel bacino del Mediterraneo si protrae da settembre a febbraio; i fiori non impollinati cadono a terra spontaneamente. I frutti sono delle bacche ovali, appuntite all’apice, che racchiudono una polpa soda ed un nucleo più morbido contente dei semi. La buccia è liscia di colore rosso scarlatto, giallo oro o viola, l’interno del frutto ricorda tanto il pomodoro. La polpa è succosa, di colore rosso, arancione o giallo; il peso del frutto può variare dai 30 ai 50 gr. Il frutto ha un aroma chiaro ed il suo sapore è simile a quello di un pomodoro delicato o non maturo, con una caratteristica nota di asprigno.

Clima e terreno

Il tamarillo preferisce i climi tropicali e subtropicali, però è in grado di adattarsi anche ai climi temperati caldi; i valori termici inferiori allo zero e maggiori di 35 °C possono danneggiare la pianta in maniera grave. Durante l'autunno è consigliabile procedere ad una pacciamatura con paglia e foglie secche, creando una sorta di protezione dai freddi invernali; nelle zone soggette a gelate si può posizionare in parte al fusto una bottiglia di plastica piena d’acqua per fare da scudo alla pianta. Le esposizioni nelle zone completamente soleggiate sono ideali nei climi freschi; negli ambienti più torridi nel periodo estivo il tamarillo si sviluppa in maniera ottimale in situazioni di luminosità media. Teme i venti eccessivi visto che è una pianta molto fragile; predilige terreni sciolti, freschi, profondi, subacidi e ben drenati, mentre rifugge quelli compatti e soggetti a ristagni idrici. È una pianta originaria del sud America, in Colombia cresce spontaneamente tra 1000 e 3000 m di altitudine, è diffuso in Perù, Brasile, Argentina e Cile; attualmente è coltivato in Nuova Zelanda, nel sud est asiatico, in Africa e in Israele, mentre nel nostro Paese è presente qualche impianto nella zona del Vesuvio e in Liguria.

Varietà e propagazione

Le cultivar commerciali di tamarillo più diffuse sono: Ecuadorian Orange, Goldmine, Inca Gold, Oratia Red, Rothamer, Ruby Red, Solid Gold eYellow. Il tamarillo si propaga per seme e per talea. Il metodo di propagazione influisce sul tipo di pianta che si vorrà ottenere: le piante ottenute da seme risulteranno, a maturità avvenuta, erette e ben sviluppate, infatti il fusto comincia a ramificare soltanto ad un’altezza di 2 m, mentre quelle ottenute da talea rimarranno piccole ed a portamento arbustivo.

Tecniche di coltivazione

I sesti d’impianto sono di 1,5 X 1 m, con una densità di 4000 piante/ha. La potatura, effettuata ogni anno, consiste nell’eliminazione delle parti vegetative in eccesso in modo da permettere una buona fruttificazione, che si verifica maggiormente sui germogli dell’anno. Mediante la concimazione vengono apportati gli elementi nutritivi più importanti come azoto, fosforo e potassio. È possibile distribuire del letame maturo a fine inverno, altrimenti si somministra del concime complesso a lento rilascio frazionandolo in 2-3 interventi. Durante il periodo estivo il fabbisogno idrico della pianta aumenta notevolmente e bisogna intervenire con l’irrigazione; fenomeni ripetuti di stress idrico possono compromettere lo sviluppo vegetativo e la fruttificazione. La raccolta avviene da ottobre a maggio, i frutti vengono raccolti quando assumono la colorazione caratteristica delle cultivar, in seguito si sottopongono ad una post-maturazione per favorire l’intenerimento della polpa. Il tamarillo può essere conservato per 3-4 mesi in frigorifero, mantenendo intatte le sue caratteristiche organolettiche.

Parassiti

Il periodo primaverile è caratterizzato da escursioni termiche e precipitazioni frequenti, queste condizioni possono favorire l’instaurarsi di funghi; il metodo migliore per prevenire la loro presenza è la scelta di appezzamenti esposti a sud e di terreni ben drenati, inoltre bisogna garantire una buona circolazione dell’aria intorno alla pianta evitando di lasciare la chioma troppo densa. Tra i parassiti animali si ricordano alcuni insetti, le cui larve si nutrono delle foglie, ed i merli, che danneggiano le bacche.

Utilizzo e proprietà

Il tamarillo può essere consumato fresco come la frutta, con aggiunta di zucchero, la buccia non si mangia. Altri impieghi sono quelli industriali, che consistono nella preparazione di dessert, di succhi, di salse tipo pomodoro e di confetture. Il frutto è antiossidante, ricco di vitamine e fibre, ha un’azione antistress ed inoltre stimola le difese immunitarie.

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Domande frequenti

  • Come si coltiva il tamarillo in Italia?
    Il tamarillo prospera nei climi mediterranei, specialmente in Liguria e sulla costa vesuviana. Predilige posizioni soleggiate nei climi freschi e mezz'ombra in estate per evitare stress termico. Il terreno deve essere sciolto, profondo e ben drenato, poiché la pianta teme i ristagni idrici. È fondamentale proteggere la pianta dal vento forte e dalle gelate invernali, utilizzando pacciamatura o protezioni fisiche. L'irrigazione va intensificata durante l'estate per prevenire lo stress idrico che compromette la fruttificazione.
  • Qual è il sapore del frutto del tamarillo?
    Il tamarillo ha un aroma chiaro e un sapore unico che ricorda un pomodoro delicato o non maturo, ma con una marcata nota acida e aspra. La polpa è succosa e può variare di colore dal rosso all'arancio o giallo, a seconda della cultivar. Non si mangia la buccia, che è spessa e spesso sgradevole al gusto. Per bilanciare l'acidità naturale, il consumo fresco richiede solitamente l'aggiunta di zucchero. È ricco di vitamine, fibre e antiossidanti.
  • Quando e come si raccoglie il tamarillo?
    La raccolta nel bacino del Mediterraneo avviene indicativamente da ottobre a maggio. I frutti vanno raccolti quando assumono la colorazione tipica della specifica cultivar (rossa, gialla o viola), anche se la maturazione completa può richiedere una fase post-raccolta. Dopo la raccolta, i frutti necessitano di un periodo di post-maturazione per ammorbidire la polpa e sviluppare pienamente il sapore. Una volta raccolti, possono essere conservati in frigorifero per 3-4 mesi mantenendo le qualità organolettiche.
  • Come si moltiplica il tamarillo e quali differenze ci sono?
    Il tamarillo si propaga principalmente per seme o per talea. La scelta del metodo influenza drasticamente la struttura della pianta: le piantine nate da seme tendono a crescere erette, raggiungendo altezze considerevoli (fino a 2 metri prima della prima ramificazione). Al contrario, le piante ottenute da talea mantengono un portamento più compatto e arbustivo, rimanendo generalmente più piccole. Entrambi i metodi sono validi, ma permettono di ottenere piante con architettura vegetativa diversa.
  • Quali cure richiede il tamarillo durante l'inverno?
    Essendo una pianta tropicale/subtropicale, il tamarillo è sensibile al freddo. Sotto zero gradi subisce danni gravi. In autunno è consigliabile effettuare una pacciamatura abbondante con paglia e foglie secche alla base per isolare le radici. Nelle zone a rischio gelo, si può creare uno scudo termico avvolgendo il fusto o posizionando bottiglie d'acqua vicino alla pianta, sfruttando il calore specifico dell'acqua. Inoltre, garantire una buona esposizione solare aiuta a mitigare gli effetti del freddo invernale.

Scheda Tecnica

Cyphomandra betacea

Nome scientificoCyphomandra betacea
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaArbusto/Albero piccolo
OrigineAmerica meridionale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoSciolti, freschi, ben drenati, subacidi
IrrigazioneRegolare, aumentata in estate
FiorituraSettembre-Febbraio (Mediterraneo)
AltezzaFino a 5 metri
ConcimazioneLetame maturo o concime complesso NPK
PotaturaLeggera, annuale, sui germogli dell'anno
MoltiplicazioneSeme o talea
Malattie e parassitiFunghi (umidità), insetti defoliatori, merli
Difficoltà di coltivazioneMedia (pianta fragile)

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