Talea ficus benjamin

vedi anche: Ficus benjamina

Ficus benjamin

Appartenente alla famiglia delle Moracee ed originario dell’Asia e dell’Africa, il Ficus comprende più di 800 specie di piante sempreverdi. In latino la parola “Ficus” equivale a “fico” che, oltre a rappresentare un frutto, viene apprezzato come pianta ornamentale per la bellezza delle sue foglie. Le foglie a volte lobato sono semplici e hanno un margine lineare. I Ficus si adattano a le più diverse situazioni ambientali dato che offrono una vasta scelta tra arbusti, alberi e rampicanti. Nonostante qualche diversità, esiste una caratteristica comune tra tutte le specie ed è quella di contenere in ogni parte il lattice che fuoriesce successivamente ad un’incisione. Ovviamente le caratteristiche comuni sono tante, come anche tante cose distinguono gli esemplari diversi, noi parliamo delle cose più visibili.
ficus benjamin

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Coltivazione

Data la loro origine tropicale e subtropicale, i Ficus preferiscono crescere in luoghi molto luminosi anche se non amano la luce diretta del sole.Amano il caldo e riescono a resistere anche a temperature di 30°C. Il terreno ideale per i Ficus è un terriccio soffice, ben drenato e leggermente acido con un ph = 6. Importante è garantire alle piante un buon drenaggio perché non amano i ristagni idrici, si consiglia di porre sul fondo del vaso dell’argilla espansa, dei cocci oppure della ghiaia. Il rinvaso viene effettuato nel periodo primaverile solo nel momento in cui ci accorgiamo che il vaso attuale è diventato troppo piccolo per le radici della piantina. Per quanto riguarda le annaffiature, nel periodo primaverile ed estivo occorre somministrarle acqua due volte a settimana mentre nel periodo autunnale ed invernale basta annaffiarla ogni 10 – 15 giorni.

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Talea ficus benjamin: Moltiplicazione

Abbiamo due tipi di moltiplicazione per talea: la talea apicale e la talea di foglia con porzione di fusto. Le talee apicali vengono prelevate tra aprile ed agosto con 5 – 6 foglioline, vengono tagliate sotto il nodo e sono lunghe circa 10 centimetri. Lo stesso discorso vale per l’altro tipo di talea. E’ importante tagliare con un coltello o una lama affilata e che sia ben pulita e disinfettata. Le talee vengono lasciate all’aria per circa 24 ore in modo da far coagulare il latice che contengono. Vengono trattate con polvere di carbone e, dopo aver rimosso le foglioline più basse, la parte tagliava va inserita in polvere rizogena in modo da favorire la radicazione. In seguito a questo procedimento le talee vanno poste in un composto di torba e sabbia grossolana e successivamente il terreno va compattato. Il tutto va coperto con un foglio di plastica trasparente e va posto all’ombra ad una temperatura di 18°C. Il terreno deve essere sempre un po’ umido e è consigliabile controllare ogni giorno se si è formata della condensa intorno alla plastica. Comparsi i primi germogli, la plastica va rimossa ed il vaso va posto alla luce in modo da far irrobustire le talee. Diventate più grandi vanno trapiantate nel vaso definitivo.


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