Semi di finocchio selvatico

Infusi

Infuso finocchio

L'infuso di finocchio è molto utilizzato in erboristeria per le sue proprietà digestive, ma ha anche un'azione disintossicante, drenante e depurativa. Ha un gradevole gusto dolce ed è consigliato alle mamme che allattano in quanto favorisce la produzione di latte e contrasta le coliche del lattante.

di Redazione

07 gennaio 2015

Che cos'è il finocchio

Il finocchio è una pianta erbacea spontanea perenne tipica del bacino del mediterraneo che appartiene alla famiglia delle ombrellifere. Ne esistono due qualità: quello coltivato (o dolce) e quello selvatico detto anche finocchietto o finocchina. Il finocchio coltivato viene utilizzato nelle nostre cucine come ortaggio. Per preparare la tisana è necessario utilizzare il finocchio selvatico che si trova in tutte le erboristerie. Per preparare l'infuso vengono utilizzati i frutti, impropriamente chiamati "semi", della pianta. I frutti di finocchio contengono sali minerali, vitamine e un olio volatile ricco in anetolo, che conferisce al prodotto la caratteristica funzione digestiva e l'inconfondibile profumo. La raccolta del finocchio selvatico avviene tra la fine di agosto e settembre.

Benefici dell'infuso di finocchio

Il beneficio più conosciuto dell'infuso di finocchio è l'effetto digestivo dovuto ad un'azione antifermentativa che contrasta il gonfiore addominale. L'ideale è assumerne una tazza alla fine del pasto. Ultimamente si sono scoperte altre qualità della tisana al finocchio. La stessa risulta antimeteorica ed agisce sulla muscolatura del colon rilassandola: questa caratteristica è molto utile per chi soffre della sindrome del colon irritabile e di stitichezza. Questa tisana può essere utilizzata, dopo aver sentito il parere del pediatra, anche dai bambini piccoli per contrastare le coliche addominali. Anche le mamme in allattamento possono utilizzarla in quanto aumenta la produzione del latte, conferisce un buon sapore allo stesso e l'effetto anti-colica passa nel latte materno. Sciacqui con l'infuso di finocchio sono utili per combattere l'alitosi.

Altri usi dei semi di finocchio

Il finocchietto si presta a molti altri usi. I semi di finocchio possono essere masticati tal quali per combattere l'alitosi. Possono essere aggiunti ai piatti di carne, in particolare al maiale come avviene in molti salumi tipici della Basilicata e della Puglia. Alcuni tipi di pane o di dolci da forno sono arricchiti da questo aroma. Il pesce può essere insaporito dal finocchietto che regala allo stesso una nota di freschezza. Un classico esempio è la tipica pasta con le sarde che prevede l'aggiunta di finocchietto nella sua preparazione. Si può inoltre preparare un'ottimo liquore che conserva le proprietà benefiche di questa pianta. L'infuso può anche essere utilizzato per fare impacchi oculari in caso di congiuntivite o blefarite in quanto risulta un'ottimo antiinfiammatorio.

Controindicazioni dell'infuso di finocchio

Il finocchietto contiene estragolo, sia pure in una piccolissima percentuale, un componente che se utilizzato per lungo periodo ed in grosse quantità può risultare nocivo pertanto l'uso dell'infuso di finocchio non deve essere protratto per lunghi periodi e i dosaggi non devono essere eccessivi (due tazze di tisana al giorno sono sufficienti). Chi è allergico ai principi attivi delle apiaceae (famiglia di piante che comprende anice, aneto e coriandolo) o delle asteraceae dovrà evitarne l'assunzione. Chi è allergico alle mele può manifestare segni di intolleranza a questo prodotto. Dosi elevate di finocchietto possono essere irritanti per le mucose. Nel caso in cui si stiano assumendo farmaci e durante la gravidanza e in allattamento è comunque buona norma consultare il proprio medico curante.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici dell'infuso di finocchio?
    L'infuso di finocchio è principalmente noto per le sue proprietà digestive e antifermentative, utili per contrastare il gonfiore addominale e la sindrome del colon irritabile. Agisce rilassando la muscolatura del colon, aiutando anche contro la stitichezza. Inoltre, ha azione disintossicante, drenante e depurativa. È particolarmente indicato per le madri che allattano, poiché stimola la produzione di latte e trasmette al neonato effetti anti-colica, migliorando anche il sapore del latte materno.
  • Come si prepara correttamente l'infuso di finocchio?
    Per preparare l'infuso, si utilizzano i frutti (spesso chiamati erroneamente 'semi') del finocchio selvatico, ricchi di olio volatile contenente anetolo. Una tazza di tisana va assunta idealmente alla fine del pasto per massimizzare l'effetto digestivo. Non è consigliabile superare le due tazze al giorno. L'infuso può essere utilizzato anche esternamente sotto forma di sciacqui per combattere l'alitosi o come impacco oculare per congiuntivite e blefarite grazie alle sue proprietà antinfiammatorie.
  • Chi dovrebbe evitare di assumere infuso di finocchio?
    L'assunzione va evitata o limitata da soggetti allergici alle Apiacee (come anice, aneto, coriandolo) e alle Asteracee. Anche chi è allergico alle mele potrebbe manifestare intolleranze. Poiché il finocchio contiene estragolo, un componente potenzialmente nocivo se assunto in grandi quantità e per lunghi periodi, non va usato cronicamente. In caso di gravidanza, allattamento o assunzione di farmaci, è fondamentale consultare il medico prima dell'uso.
  • Quando avviene la raccolta del finocchio selvatico?
    La raccolta del finocchio selvatico (Foeniculum vulgare) avviene tradizionalmente tra la fine di agosto e settembre, quando i frutti sono maturi. È in questo periodo che i semi raggiungono la massima concentrazione di oli essenziali e principi attivi. I frutti raccolti possono essere essiccati e conservati per preparare tisane tutto l'anno, oppure acquistati già pronti in erboristeria.
  • In quali altri ambiti culinari si usa il finocchio?
    Oltre alle tisane, i semi di finocchio sono ampiamente usati in cucina. Possono essere masticati per combattere l'alitosi o aggiunti a piatti di carne, specialmente maiale, e a salumi tipici di Basilicata e Puglia. Arricchiscono alcuni tipi di pane, dolci da forno e pesce, come nella classica pasta con le sarde. Inoltre, dai semi si può preparare un liquore tradizionale che ne conserva le proprietà benefiche.

Scheda Tecnica

Foeniculum vulgare

Nome scientificoFoeniculum vulgare
FamigliaApiacee (Ombrellifere)
Tipo di piantaErbacea perenne spontanea
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, sabbioso o argilloso, fertile
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraEstate (luglio-settembre)
AltezzaDa 80 cm a 2 metri
ConcimazioneLeggera, prima della semina o in primavera
PotaturaNon necessaria, eliminare solo parti secche
MoltiplicazioneSemina diretta in primavera o autunno
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, oidio
Difficoltà di coltivazioneFacile