Melo

Potatura

Come potare alberi da frutto

Le avvertenze da seguire su come potare alberi da frutto dipendono dalla necessità di contenerne la forma della chioma oppure dalla necessità più pratica di facilitare la raccolta. Si può dover procedere alla potatura anche a causa di malattie della pianta.

di Redazione

26 gennaio 2015

Come potare alberi da frutta

Fondamentalmente, si distinguono due tipi di potature, l'una di allevamento e l'altra per fruttificazione. Nei primi anni di età dell'albero, qualora si sia impiantata una coltivazione di alberi per la fruttificazione, occorre cercare di dare forma all'albero per rendere agevole la raccolta dei frutti. La potatura inizierà in maniera graduale e inizialmente solo in estate. Solo dopo 2/3 anni dalla piantumazione si potrà procedere alla potatura invernale che darà forma all'albero. Nella coltivazione in filare sarà necessario adottare la tecnica detta a bandiera, in cui i rami fruttiferi corrono in due direzioni destra e sinistra del fusto. Questo tipo di potatura è destinato alle grandi coltivazioni agricole, e si differenzia da quello a cespuglio adatto alla singola pianta o a piccoli frutteti con piante sparse e non allineate. Il melo a cespuglio sarà più simile alla pianta lasciata crescere disordinatamente e permetterà di mantenerne l'altezza a una quota agevole per il raccolto.

Le varie tecniche

Tecnicamente la potatura a cespuglio si esegue a partire dal primo anno in regime vegetativo. Prima di questo periodo non è opportuno agire sulla pianta in inverno perché potrebbero subentrare problemi di sofferenza dovuti all'innesto e alle temperature rigide. La messa a dimora delle piante da frutto infatti va attentamente valutata considerando le condizioni climatiche e l'esposizione del terreno per evitare le gelate primaverili che rovinano le infiorescenze. Nei primi anni si agisce solo ed esclusivamente in estate, con asportazione di rami fogliati di 30-40 cm, per dare forma alla chioma. A partire dal terzo si possono iniziare le potature, rigorosamente in inverno e tagliando in maniera proporzionata evitando la crescita disordinata dell'albero. La potatura estiva stimola la formazione di gemme da frutto, che vanno contenute, asportando eventuali frutti in modo da stimolare la crescita dell'albero sacrificando, per i primi anni la produzione di frutta.

Potatura di altri alberi da frutto

Per quel che riguarda il melo è opportuno distinguere, negli anni a seguire, le gemme da frutto e quelle da ramo che è possibile individuare sui rami e che si distinguono per aspetto nella forma. La potatura per i primi tre anni è molto simile per quasi tutte le piante da frutta, attenzioni particolari possono essere prestate al cachi che se lasciato alla sua attività produttiva può dare anche molti frutti ma piccoli e se troppo potato esagerare in vegetazione senza fruttare. Portando molti frutti è bene comunque limitare la fruttificazione, specialmente sui rami più deboli. Il ciliegio, a differenza del melo può essere potato in inverno anche durante i primi anni dalla piantagione. Questi interventi si rendono necessari per limitare la crescita "a zig zag" caratteristica di questa pianta. La potatura del ciliegio può essere limitata dove l'albero disponga di grande spazio e si possa lasciarlo libero di vegetare. Per questo nella piantumazione di un frutteto di ciliegi si scelgono quarti più grandi, al confronto con altri alberi.

Attrezzi potatura

Per quel che riguarda l'attrezzatura per la potatura sono indispensabili forbici, con manico più o meno lungo, dotate di fermo per la chiusura, affilate in modo da evitare lacerazioni operando tagli netti. Indispensabile anche, qualora di eseguano potature alte tra i rami la forbice può essere montata su prolunga e azionata con una fune. Per il taglio di grandi rami sono in commercio piccole motosega dal peso ridotto, azionabili con una sola mano, o uno specifico attrezzo noto come pruner, con lungo manico, anche telescopico e una piccola sega a catena all'estremità. Per quel che riguarda i resti della potatura, qualora non si disponga di una compostiera sufficientemente capiente ci si può munire di un piccolo trituratore. La biomassa ridotta in cippato potrà essere avviata al compostaggio domestico o usata come pacciamatura nell'orto.

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Domande frequenti

  • Quando e come si effettua la prima potatura di un albero da frutto?
    La potatura inizia gradualmente nei primi anni, agendo esclusivamente d'estate per dare forma alla chioma attraverso l'asportazione di rami fogliati lunghi 30-40 cm. È sconsigliabile intervenire in inverno durante il primo anno per evitare stress da innesto e danni da gelo. Dopo 2-3 anni, si introducono le potature invernali per strutturare definitivamente l'albero e favorire la fruttificazione, mantenendo sempre un equilibrio tra crescita vegetativa e produzione.
  • Qual è la differenza tra potatura a cespuglio e a bandiera?
    La potatura a cespuglio è ideale per singoli alberi o piccoli frutteti sparsi; mantiene l'altezza contenuta e permette una crescita più naturale, simile a un arbusto. Al contrario, la tecnica a bandiera è riservata alle grandi coltivazioni agricole in filare: i rami fruttiferi vengono distesi orizzontalmente a destra e sinistra del fusto principale. Questa scelta dipende dallo spazio disponibile e dalla scala della produzione.
  • Come si gestisce la potatura specifica di melo e ciliegio?
    Per il melo, nei primi tre anni la gestione è simile ad altre specie, distinguendo poi gemme da frutto e da legno. Il ciliegio, invece, tollera meglio la potatura invernale fin dai primi anni per correggere la crescita a 'zig-zag'. Se lo spazio lo consente, il ciliegio può essere lasciato vegetare liberamente; altrimenti, si limitano i frutti sui rami deboli per evitare sovraccarichi e garantire una qualità migliore del raccolto.
  • Che attrezzi sono indispensabili per una potatura corretta?
    Sono essenziali forbici ben affilate con fermo di chiusura per evitare lacerazioni, preferibilmente con manico lungo o montate su prolunga per i rami alti. Per rami di grosso diametro, si utilizzano piccole motosegne monomanuale o pruner telescopici con sega a catena. Infine, un trituratore è utile per convertire i residui vegetali in cippato, da usare come pacciamatura o compostare, ottimizzando gli scarti del lavoro.