Potatura albicocco, quando eseguirla

Gli obiettivi e i tempi di intervento

La potatura dell'albicocco è ovviamente necessaria per garantire una fruttificazione efficiente e quindi una produzione copiosa. Questa pianta mal sopporta le potature drastiche. É bene eseguire interventi molto leggeri, lasciando che l'albero cresca nella sua forma naturale. Ci si può quindi limitare ad effettuare il taglio di rami danneggiati. Inoltre può essere utile eseguire interventi di inclinazione dei rami stessi: mentre infatti la posizione verticale dei rami tende ad irrobustirli ma non agevola la fruttificazione, quella orizzontale garantisce la nascita di più frutti e quindi una produzione migliore. Per potare l'albicocco esistono diverse tecniche, a seconda che si tratti della potatura di allevamento o di quella di produzione. La potatura va effettuata preferibilmente nella stagione primaverile e in quella estiva.
Albero albicocco

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Le varie tecniche di potatura

Potatura albero frutto Le tecniche più comuni della potatura di allevamento sono quella "a vaso" e quella "a palmetta". Quanto alla potatura "a vaso", si spunta l'astone innestato a 70-80 cm da terra. Dopodiché si scelgono 3-4 germogli di una ventina di centimetri, che serviranno per formare le branche principali. Queste vanno distanziate in modo adeguato, per rendere ben equilibrata la struttura dell'albero. Vanno quindi cimati i germogli in soprannumero, eliminando quelli immediatamente vicini ai germogli prescelti. Nella potatura "a palmetta" la crescita dell'albero è stimolata in senso verticale e orizzontale, trascurando la profondità. Questo tipo di intervento è ideale per gli albicocchi che crescono contro un muro o comunque appoggiati ad un sostegno stabile. Il tronco è molto corto e con due ramificazioni principali, fatte crescere in senso opposto l'una rispetto all'altra.

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La potatura di produzione

Albicocche raccolta La potatura di produzione va eseguita nel periodo invernale. Questo intervento consiste essenzialmente nella eliminazione dei rami misti che si sono formati nella stagione primaverile ed estiva, in modo da diradare la chioma. Soprattutto negli anni in cui l'albicocco è stato molto carico di frutti, è necessario intervenire con un diradamento. Questo provocherà due conseguenze: innanzitutto si avranno frutti più grossi; in secondo luogo si favorirà la differenziazione delle gemme e quindi una produzione maggiore, costante e non altalenante negli anni. Nella fase di produzione pertanto è sufficiente effettuare solo un diradamento dei rami misti, accorciando leggermente quelli fruttiferi per favorire una maggiore produzione. Se la pianta è vecchia, si interviene con una potatura drastica, in modo da rinvigorirla e indurla a riformare la sua chioma.


Potatura albicocco, quando eseguirla: Particolari accorgimenti

Conseguenze monilia Se nel corso della potatura si utilizzano attrezzi non sterilizzati, può provocarsi l'insorgere della monilia. Questa è una malattia fungina, che si riconosce per via della mummificazione dei frutti, che diventano duri e legnosi. Sugli stessi inoltre può formarsi una specie di muffa, che li fa sembrare appassiti. La monilia può essere scoperta in tempo: qualora ci si accorga che sui rami inizia ad apparire una secrezione gommosa, sarà necessario rimuovere subito quelli colpiti attraverso un accurato intervento di potatura. Dopodiché bisogna applicare del mastice sui tagli. La corretta opposizione alla monilia passa anche attraverso interventi di prevenzione. La malattia può essere inoltre combattuta applicando la poltiglia bordolese, da spruzzare dopo ogni pioggia della stagione primaverile.



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