Coltivazione porri

Ortaggi

Porro coltivazione

Il porro, coltivazione orticola molto soddisfacente, da praticare per i suoi moltissimi usi in cucina e poiché cresce quasi tutto l’anno.

di Redazione

09 gennaio 2017

Irrigazione e raccolto

Il porro, coltivazione che di solito non necessita di irrigazioni abbondanti, in caso di periodi siccitosi dovrà essere bagnato regolarmente per aiutare la crescita della pianta. Per quanto riguarda la raccolta, il porro distinguendosi dagli altri ortaggi, anche se raccolto in anticipo è comunque ottimo, quindi lo si può raccogliere non appena il fusto raggiunga la dimensione desiderata. Dopo cinque mesi, i fusti raggiungeranno la grandezza massima, ciononostante, lo si potrà lasciare nell’orto per molto tempo. Se scegliessimo una varietà tardiva, seminandola a fine marzo, potremo cominciare la raccolta da ottobre fino a febbraio inoltrato. Oppure se avessimo scelto di seminare a inizio anno una varietà precoce, potremo iniziare la raccolta nel mese di maggio fino alla stagione autunnale.

Semina e trapianto

La semina del porro si può fare a inizio anno in un semenzaio riparato per raccogliere nel periodo estivo, oppure verso marzo direttamente all’aperto se viviamo in aree con un clima mite, per raccogliere in inverno. Se la semina avviene all'aperto si pongono i semi in piccoli buchi profondi un centimetro. La temperatura per la germogliazione non deve scendere sotto i dodici gradi, ma quella ideale è di circa venticinque gradi. La temperatura influisce sui tempi di germinazione dei porri. Il trapianto va fatto dopo due mesi dalla semina, quando le piantine arriveranno a quindici centimetri di altezza, mettendole a dimora in solchi di quindici centimetri riempiti di letame. Tra un solco e un altro lasciamo lo spazio di una spanna, in modo tale che le piante possano svilupparsi e per creare dei corridoi per facilitare la successiva raccolta.

Come concimare e rincalzare

Le piante di porro hanno bisogno di un terreno ricco, ma non bisogna eccedere, specialmente durante la stagione invernale, poiché la troppa concimazione porterebbe ad una riduzione della resistenza alle gelate. Passato circa un mese, avendo lasciato il solco delle nostre piante leggermente affossato, potremo coprirlo completamente livellando bene la terra. Un ulteriore rincalzo, se il terreno risultasse ben asciutto, si potrebbe fare un mese prima di raccogliere per aiutare il gambo ad imbianchirsi ulteriormente. Per quanto riguarda la consociazione, risulta ottima quella tra porro e cipolla per una reciproca protezione dagli insetti, ma si associa con successo anche con le carote, con i cavoli e la lattuga. È sconsigliato invece seminarli vicino alle leguminose come i piselli e i fagioli.

Parassiti e malattie

I nemici delle piante del porro sono quelli tipici delle piante della famiglia delle liliacee, uno particolarmente dannoso è la mosca della cipolla, che si può eliminare con il bacillus thuringiensis o potrebbe essere allontanata consociando il porro con le carote. Una grande problematica che possono avere le piante di porro è la mosca minatrice del porro, che si riproduce e depone le uova dentro la pianta in modo tale che le larve la mangino, è possibile prevenirla coprendo la coltura di porri nei mesi di settembre e ottobre. Il porro potrebbe essere distrutto anche dalla peronospora, in questa eventualità bisogna tagliare i porri quasi del tutto, lasciando solo un dito, la pianta ricresce in un paio di mesi. La pianta tagliata deve essere eliminata e non utilizzata per il compost, per evitare la diffusione delle spore.

Domande frequenti

  • Quando posso seminare il porro e quando avverrà la raccolta?
    Esistono due principali finestre temporali per la semina. Per un raccolto estivo, effettua la semina a inizio anno in un semenzaio riparato, procedendo poi al trapianto dopo due mesi. In alternativa, per un raccolto invernale, semina direttamente all'aperto verso marzo nelle zone dal clima mite. I tempi variano anche in base alla varietà: le precoci permettono raccolte da maggio ad autunno, mentre le tardive, seminate a fine marzo, si raccolgono da ottobre a febbraio inoltrato.
  • Come devo preparare il terreno e effettuare il trapianto?
    Il porro richiede un terreno ricco e ben lavorato. Quando le piantine raggiungono i 15 cm di altezza (circa due mesi dopo la semina), procedi al trapianto. Piantale in solchi profondi 15 cm, precedentemente riempiti di letame maturo. Mantieni una distanza di una spanna tra un solco e l'altro per favorire lo sviluppo e facilitare le operazioni di manutenzione. Questa tecnica aiuta a sviluppare il fusto bianco e robusto tipico dell'ortaggio.
  • Qual è la tecnica corretta per rincalzare il porro?
    Il rincalzo serve ad imbianchire il fusto e proteggere la parte commestibile. Circa un mese dopo il trapianto, copri completamente il solco affossato livellando bene la terra attorno alle basi delle piante. Se il terreno rimane asciutto, puoi eseguire un secondo rincalzo un mese prima della raccolta finale. Attenzione a non eccedere con la concimazione azotale, specialmente in inverno, poiché un'eccessiva fertilità riduce la resistenza della pianta alle gelate.
  • Quali piante posso associare al porro e quali evitare?
    Il porro beneficia di consociazioni protettive. L'accostamento migliore è con la cipolla, per una reciproca difesa dagli insetti grazie ai rispettivi odori forti. Si associa con successo anche con carote, cavoli e lattuga. Al contrario, è sconsigliato seminarlo vicino alle leguminose come piselli e fagioli, poiché queste ultime potrebbero risentire negativamente della vicinanza o competere in modo squilibrato per le risorse del suolo.
  • Come difendermi dai parassiti specifici come la mosca della cipolla?
    I nemici principali appartengono alla famiglia delle liliacee. Per la mosca della cipolla, utilizza Bacillus thuringiensis o consocia il porro con le carote per allontanarla naturalmente. Per la temuta mosca minatrice, che depone le uova nella pianta causando danni interni, la prevenzione chiave consiste nel coprire la coltura con teli antInsetto durante i mesi critici di settembre e ottobre. Questo barrierage fisico impedisce alle femmine di depositare le uova.
  • Cosa fare se il porro viene attaccato dalla peronospora?
    La peronospora è una malattia grave che può distruggere la pianta. In caso di attacco, interveni immediatamente tagliando i porri quasi a livello del suolo, lasciando solo circa due centimetri (un dito). La pianta ha la capacità di ricacciare e produrre nuove foglie sane in un paio di mesi. È fondamentale eliminare il materiale vegetale tagliato dal compost per evitare la diffusione delle spore fungine nell'orto e proteggere le colture future.

Scheda Tecnica

Allium ampeloprasum var. porrum

Nome scientificoAllium ampeloprasum var. porrum
FamigliaLiliacee (Amaryllidaceae)
Tipo di piantaOrtaggio erbaceo biennale (coltivato come annuale)
OrigineAsia occidentale / Mediterraneo
EsposizionePieno sole
Temperatura minima12°C (germogliamento); tollerante al freddo adulto
TerrenoRicco, drenante, fertile
IrrigazioneRegolare, moderata; evitare ristagni
FiorituraInfiorescenza a ombrella sferica bianca/verde (rara in orto)
Altezza30-50 cm
ConcimazioneMedia, evitare eccessi in inverno
PotaturaNessuna, eventuale taglio radicale in caso di peronospora
MoltiplicazioneSemina (semenzaio o diretto) o trapianto
Malattie e parassitiMosca della cipolla, mosca minatrice, peronospora
Difficoltà di coltivazioneFacile