Genepì: caratteristiche generali
Genepì è il nome comune di alcune specie di piante aromatiche, appartenenti alla famiglia delle Artemisie. Il nome ha una etimologia incerta, e l'unica cosa certa è che deve essere ricondotto all'area della Savoia francese. Il Genepì oltre che per le sue proprietà fitoterepiche è utilizzato per la produzione di liquori o grappe aromatiche, molto simili per sapore e gradazione all'assenzio. Le diverse specie appartenenti a questo gruppo di piante crescono spontaneamente solo su elevate alture: proprio per questa ragione sono particolarmente concentrate lungo tutto l'arco alpino. Queste piante si presentano sotto forma di cespugli di dimensioni molto ridotte, all'incirca di 5, 20 cm di diametro per 10,15 cm di altezza. Oggi il genepì è una specie protetta e in quanto tale deve essere coltivata.
Genepi: proprietà fitoterapiche
Ma quali sono i principi attivi e le proprietà che rendono quest'erba così importante per la medicina fitoterapica? Quali sono le sostanze alla base delle sue virtù benefiche? Il genepì oltre a contenere oli essenziali, contiene ossido terpenico ma soprattutto cineolo, un eccipiente molto raro e difficile da trovare allo stato naturale. Proprio grazie a quest'ultima sostanza il genepì è particolarmente consigliato per la stimolazione della digestione. Il potere digestivo della pianta viene particolarmente sfruttato sotto forma di liquore. Oltre a questo il genepì possiede anche proprietà espettoranti, toniche e antispasmodiche e sembra avere anche funzione cicatrizzante. Il genepì è dunque usato per lenire tosse, dolori intestinali e cicatrizzare piccole ferite. Infine è utile anche come antipiretico.
Genepi: come utilizzarlo?
Quali sono le principali modalità di impiego del genepì? In che modo mantenere intatti tutti i suoi principi attivi? Generalmente il genepì viene utilizzato per produrre un ottimo liquore aromatico, la cui assunzione si rivela particolarmente efficace per contrastare la lenta e la cattiva digestione. Tuttavia questa bevanda esula dagli utilizzi fitoterapici per i quali invece si producono tisane, decotti, tinture madri o vinose di genepì. Per prima cosa bisogna ricordare che la parti della pianta da utilizzare, per la produzione di sostanze officinali, sono le sommità fiorite. Per preparare l'infuso è necessario utilizzare circa tre, quattro grammi di sommità del fiore di genepì in 100 ml di acqua. Basta lasciare il genepì in infusione per qualche minuto e poi filtrarlo. La tintura si ottiene facendo macerare la pianta nel vino bianco.
Genepi: posologia e controindicazioni?
Per quel che riguarda la posologia consigliata per gli estratti di genepì forniamo qualche indicazione generale. L'infuso va consumato preferibilmente dopo i pasti, in una tazzina da caffè. Per quel che concerne invece la tintura madre di genepì, la quantità consigliata è di un cucchiaino al giorno sempre dopo i pasti. Invece la dose consigliata di tintura venosa è di un bicchierino al giorno. Non esistono controindicazioni nell'utilizzo di estratti di genepì, tranne che ovviamente nel caso di assunzione da parte di soggetti ipersensibili o allergici. Ovviamente si sconsiglia fortemente l'assunzione di sostanze a base di genepì durante la gravidanza e l'allattamento, o comunque bisognerebbe in ogni caso consultare il medico, perché potrebbe comportare problematiche in caso di reazioni allergiche.