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Fitoterapia

Genepì

Il genepì è il nome comune di alcune piante che appartengono alla famiglia delle Artemisie. Questa pianta è utilizzata in fitoterapia per il trattamento di alcuni disturbi, grazie alle sue innumerevoli proprietà benefiche. Per scoprire i vantaggi dell'utilizzo di questa pianta, leggete questa guida.

di Redazione

02 febbraio 2015

Genepì: caratteristiche generali

Genepì è il nome comune di alcune specie di piante aromatiche, appartenenti alla famiglia delle Artemisie. Il nome ha una etimologia incerta, e l'unica cosa certa è che deve essere ricondotto all'area della Savoia francese. Il Genepì oltre che per le sue proprietà fitoterepiche è utilizzato per la produzione di liquori o grappe aromatiche, molto simili per sapore e gradazione all'assenzio. Le diverse specie appartenenti a questo gruppo di piante crescono spontaneamente solo su elevate alture: proprio per questa ragione sono particolarmente concentrate lungo tutto l'arco alpino. Queste piante si presentano sotto forma di cespugli di dimensioni molto ridotte, all'incirca di 5, 20 cm di diametro per 10,15 cm di altezza. Oggi il genepì è una specie protetta e in quanto tale deve essere coltivata.

Genepi: proprietà fitoterapiche

Ma quali sono i principi attivi e le proprietà che rendono quest'erba così importante per la medicina fitoterapica? Quali sono le sostanze alla base delle sue virtù benefiche? Il genepì oltre a contenere oli essenziali, contiene ossido terpenico ma soprattutto cineolo, un eccipiente molto raro e difficile da trovare allo stato naturale. Proprio grazie a quest'ultima sostanza il genepì è particolarmente consigliato per la stimolazione della digestione. Il potere digestivo della pianta viene particolarmente sfruttato sotto forma di liquore. Oltre a questo il genepì  possiede anche proprietà espettoranti, toniche e antispasmodiche e sembra avere anche funzione cicatrizzante. Il genepì  è dunque usato per lenire tosse, dolori intestinali e cicatrizzare piccole ferite. Infine è utile anche come antipiretico.

Genepi: come utilizzarlo?

Quali sono le principali modalità di impiego del genepì? In che modo mantenere intatti tutti i suoi principi attivi? Generalmente il genepì  viene utilizzato per produrre un ottimo liquore aromatico, la cui assunzione si rivela particolarmente efficace per contrastare la lenta e la cattiva digestione. Tuttavia questa bevanda esula dagli utilizzi fitoterapici per i quali invece si producono tisane, decotti, tinture madri o vinose di genepì. Per prima cosa bisogna ricordare che la parti della pianta da utilizzare, per la produzione di sostanze officinali, sono le sommità fiorite. Per preparare l'infuso è necessario utilizzare circa tre, quattro grammi di sommità del fiore di genepì in 100 ml di acqua. Basta lasciare il genepì in infusione per qualche minuto e poi filtrarlo. La tintura si ottiene facendo macerare la pianta nel vino bianco.

Genepi: posologia e controindicazioni?

Per quel che riguarda la posologia consigliata per gli estratti di genepì forniamo qualche indicazione generale. L'infuso va consumato preferibilmente dopo i pasti, in una tazzina da caffè. Per quel che concerne invece la tintura madre di genepì, la quantità consigliata è di un cucchiaino al giorno sempre dopo i pasti. Invece la dose consigliata di tintura venosa è di un bicchierino al giorno. Non esistono controindicazioni nell'utilizzo di estratti di genepì, tranne che ovviamente nel caso di assunzione da parte di soggetti ipersensibili o allergici. Ovviamente si sconsiglia fortemente l'assunzione di sostanze a base di genepì durante la gravidanza e l'allattamento, o comunque bisognerebbe in ogni caso consultare il medico, perché potrebbe comportare problematiche in caso di reazioni allergiche.  

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali del genepì?
    Il genepì è rinomato principalmente per le sue spiccate proprietà digestive ed espettoranti. Grazie alla presenza di cineolo e oli essenziali, aiuta ad alleviare la pesantezza post-prandiale, i dolori intestinali e favorisce la digestione. Inoltre, possiede effetti antispasmodici, tonici e lievemente antipiretici. Viene tradizionalmente impiegato per lenire la tosse e supportare le vie respiratorie, mentre le sue proprietà cicatrizzanti lo rendono utile per piccole ferite cutanee.
  • Come si prepara correttamente l'infuso di genepì?
    Per preparare l'infuso, utilizzare le sommità fiorite essiccate della pianta. La dose raccomandata è di circa 3-4 grammi di erba per 100 ml di acqua bollente. Versare l'acqua sulle foglie, coprire per preservare gli oli essenziali volatili e lasciare in infusione per pochi minuti. Successivamente, filtrare il liquido. È consigliabile assumere questa tisana preferibilmente dopo i pasti per sfruttare al meglio l'effetto digestivo sulla flora intestinale.
  • Esistono controindicazioni o rischi specifici nell'uso del genepì?
    L'uso del genepì è generalmente sicuro, ma presenta alcune importanti controindicazioni. È assolutamente sconsigliato durante la gravidanza e l'allattamento a causa della mancanza di studi sufficienti sulla sicurezza fetale/neonatale. Inoltre, può causare reazioni allergiche nei soggetti ipersensibili o allergici ai componenti della famiglia delle Asteracee. Chi soffre di patologie epatiche o biliari dovrebbe consultare un medico prima dell'assunzione, poiché la pianta stimola la secrezione biliare.
  • In che modo il genepì si differenzia dall'assenzio?
    Sebbene il liquore al genepì sia spesso paragonato all'assenzio per colore e aroma, le due piante sono distinte. Entrambe appartengono al genere *Artemisia*, ma l'assenzio contiene thujone, mentre il genepì è ricco di cineolo. Storicamente, il genepì era usato nelle Alpi come alternativa locale all'assenzio, proibito in molti paesi. Il suo sapore è più dolce e meno pungente rispetto all'assenzio tradizionale, offrendo un profilo aromatico unico legato alle alte quote alpine.
  • È possibile coltivare il genepì in giardino?
    Sì, il genepì può essere coltivato, ma richiede condizioni specifiche che simulano l'ambiente alpino. Predilige terreni ben drenati, sassosi e poveri, evitando quelli argillosi e umidi che causano marciumi radicali. Necessita di pieno sole e temperature fresche; non tollera bene il caldo estivo intenso e l'eccessiva umidità ambientale. Essendo una specie protetta in natura, la coltivazione domestica è incoraggiata per ridurre la raccolta selvatica illegale.

Scheda Tecnica

FamigliaAsteraceae (ex Compositae)
Tipo di piantaPiccolo cespuglio erbaceo perenne
OrigineArco alpino (Savoia, Francia, Italia)
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, sassoso, calcareo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza10-15 cm
ConcimazioneLeggera, povera di azoto
PotaturaNon necessaria, rimuovere fiori appassiti
MoltiplicazioneSemina, divisione dei cespi
Malattie e parassitiRaramente colpito, attenzione a funghi radicali
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede condizioni specifiche)