Particolare del ricino con i frutti spinosi

Fitoterapia

Ricino

A causa delle sue ampie foglie e dei fiori a grappolo, negli ultimi anni questa pianta è diventata sempre più frequente nei giardini e nei vivai; ma sono ben più note le proprietà del ricino, ampiemante utilizzato in vari campi industriali (dall'industria meccanica alla cosmesi) e terapeutici.

di Redazione

28 gennaio 2015

Informazioni e cenni botanici

Ascritta alla famiglia delle Euphorbiaceae (la stessa famiglia a cui appartiene anche la Stella di Natale), il ricino è una pianta a portamento arboreo originaria dell'Africa, ma ormai presente in buona parte del globo. Il suo nome scientifico è Ricinus communis, dove l'epiteto Ricinus, derivante dal latino, vuol dire "zecca", a causa della straordinaria somiglianza dell'omonimo aracnide con i semi della pianta. Il fusto è a tegumento coriaceo, di colore verde o marrone, e sovente arriva a superare anche i 9 metri d'altezza (negli esemplari selvatici). Le foglie sono ampie e presentano 5 o 12 lobi, da tonalità che variano dal verde acceso al rosso carminio. I fiori, di colore biancastro, spuntano in estate e sono raccolti in corposi grappoli; alla base di essi si trovano i fiori maschili, mentre all'apice quelli femminili. Dopo la fioritura compaiono sui grappoli i frutti, delle capsule spinose di colore rossastro che contengono tre semi; verranno liberati sul suolo una volta che le capsule si apriranno. Il ricino è una pianta sempreverde almeno nelle zone calde o a temperature miti, e non di rado risulta infestante in alcune zone.

Proprietà del ricino e composizione

Il ricino (come la maggior parte delle Euphorbiaceae) è una pianta velenosa; tutte le parti contengono una glicoproteina chiamata ricina. I semi sono particolarmente ricchi di acido ricinoleico, un acido grasso che in natura si trova solo in questa pianta; se ingerito in notevoli quantità, l'acido altera la mucosa intestinale provocando gravi intossicazioni e notevoli perdite di liquidi e sali minerali, insieme a tachicardia e sudorazione eccessiva. Studi hanno dimostrato che circa 15 semi di ricino sono in grado di uccidere una persona adulta, mentre ne bastano solamente 4 per i bambini. La ricina, invece, può provocare danni anche se inalata, andando ad agire sull'apparato respiratorio, con conseguente edema polmonare e morte in pochi giorni. Anche a contatto con la cute la ricina viene assorbita, sebbene si tratti di una circostanza rara.

Usi e impieghi

Sebbene mortale in concentrazioni elevate o modeste, il ricino viene sfruttato in molti campi proprio per le proprietà date dalla ricina e dall'acido ricinoleico. Conosciuto nei paesi anglosassoni come "Castor Oil", trova uso nell'industria farmaceutica per la produzione del famoso olio di ricino, dal colore giallastro e poco odoroso. Si tratta di un potente lassativo ormai caduto in disuso in buona parte del mondo. Anche nel campo della cosmesi si utilizza per produrre unguenti e balsami destinati alla cura del cuoio capelluto, oltre all'impiego dell'olio nei saponi solidi e in alcuni prodotti per la cura delle malattie cutanee. Nell'industria metalmeccanica si impiega il ricino nella realizzazione di lubrificanti, olii da motore, da lampada e in alcune materie sintetiche come coloranti e tessuti in nylon. Il maggior coltivatore al mondo di ricino è l'India, con oltre il 60% della produzione annua di semi destinati all'industria e alle case farmaceutiche.

Benessere per i capelli

Come già detto, il ricino viene impiegato anche per la produzione di cosmetici e prodotti per capelli. L'acido ricinoleico è un potente restrutturante e ammorbidente, che interagisce direttamente con le parti secche e sfibrate di capelli e peli (si può utilizzare infatti anche su ciglia e sopracciglia). Capelli segnati da precedenti tinture e sfibrati dalla secchezza, presentano la parte centrale e l'apice quasi privi di grasso: l'olio di ricino agisce esattamente in questi punti equilibrando la percentuale di grasso ed evitando così la rottura dei capelli, contribuendo anche alla ricrescita. Si trova solitamente nelle erboristerie e nelle farmacie in bottiglie di vetro scuro. Si conserva a lungo anche a temperatura ambiente e se ne consiglia l'uso addizionato ad altri tipi di oli essenziali.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi di avvelenamento da ricino?
    L'ingestione di semi di ricino provoca gravi intossicazioni caratterizzate da alterazione della mucosa intestinale, perdita di liquidi e sali minerali, tachicardia e sudorazione eccessiva. La ricina, contenuta in tutte le parti della pianta, può causare danni anche per inalazione, portando a edema polmonare e morte entro pochi giorni. Il contatto cutaneo è raro ma possibile. È fondamentale evitare l'ingestione: bastano circa 15 semi per uccidere un adulto e soli 4 per un bambino.
  • A cosa serve l'olio di ricino per i capelli?
    L'olio di ricino, ricco di acido ricinoleico, agisce come potente restrutturante e ammorbidente. Interagisce direttamente con le parti secche e sfibrate di capelli, ciglia e sopracciglia. Equilibra la percentuale di grasso nelle zone centrali e agli apici dei capelli segnati da tinture o secchezza, evitando la rottura e contribuendo alla ricrescita. Si consiglia l'uso addizionato ad altri oli essenziali per ottimizzare i risultati.
  • Come riconoscere visivamente la pianta di ricino?
    La pianta presenta un fusto coriaceo alto fino a 9 metri, con foglie ampie a 5-12 lobi, dal verde acceso al rosso carminio. I fiori biancastri spuntano in estate in grappoli: quelli maschili alla base e quelli femminili all'apice. I frutti sono capsule spinose rossastre che contengono tre semi, simili a zecche, le quali si aprono rilasciando i semi sul suolo dopo la maturazione.
  • In quali settori industriali si usa il ricino?
    Oltre all'uso farmacologico e cosmetico, il ricino è impiegato nell'industria metalmeccanica per produrre lubrificanti, oli da motore e da lampada. Viene inoltre utilizzato nella sintesi di materiali plastici, coloranti e tessuti in nylon. L'India è il principale produttore mondiale, fornendo oltre il 60% dei semi destinati a questi usi industriali e farmaceutici globali.
  • È vero che il ricino è una pianta infestante?
    Sì, il ricino può risultare infestante in alcune zone. Essendo una specie adattabile, specialmente nelle aree a clima caldo o mite dove rimane sempreverde, tende a diffondersi rapidamente grazie alla dispersione naturale dei semi contenuti nelle capsule spinose. Questa capacità di auto-semina lo rende comune nei giardini, sebbene la sua tossicità richieda cautela nella gestione.

Scheda Tecnica

Ricinus communis

Nome scientificoRicinus communis
FamigliaEuphorbiaceae
Tipo di piantaArborea, sempreverde nelle zone miti
OrigineAfrica
FiorituraEstate
AltezzaFino a 9 metri (esemplari selvatici)
MoltiplicazioneSemi (capsule che si aprono liberandoli)
Malattie e parassitiPianta velenosa, contiene ricina e acido ricinoleico; tossica per ingestione e inalazione.
Difficoltà di coltivazioneFacile, talvolta infestante